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DOMENICA 19 ARILE ASSEMBLEA Per un 1° maggio anticapitalista – lotta di classe!

Per generalizzare queste riflessioni proponiamo questo appello a chiunque si voglia confrontare con un processo di lotta reale e per il primo maggio voglia caratterizzare la propria presenza alla manifestazione dal punto di vista del conflitto capitale/lavoro.
Per questo proponiamo un momento assembleare di confronto :
domenica  19 aprile ore 15,00  c/o il Csa Vittoria
via Friuli angolo via Muratori Milano

 

Questo appello nasce da un confronto interno al movimento di lotta politico-sindacale dei lavoratori delle cooperative, delegati e iscritti al S.I. Cobas e delle strutture politiche territoriali che l’hanno sostenuto, con il proposito di estendere il ragionamento, anche oltre il settore della logistica, ai numerosi altri fronti presenti e attivi a livello nazionale sul terreno del conflitto capitale/lavoro e a chiunque si voglia schierare su un piano concreto di lotta da un punto di vista anticapitalista.

Un appello con il quale vogliamo lanciare una proposta politica che si misuri necessariamente sul terreno concreto del conflitto, che sappia prescindere e superare le logiche tutte occasionali e di inseguimento una tantum dell'agenda dettata dal nemico di classe riducendo la pratica del conflitto alla sterile dicotomia dell'“evento” e di organizzazione di un correlato “contro-evento”. Al di la del possibile coinvolgimento di tante realtà operaie, sociali e politiche in questa manifestazione del 1° maggio che guardiamo con interesse, ci sembra dal dibattito fin’ora emerso, però, episodicamente non superata, complessivamente nel movimento, l'onda lunga di riflusso e di azzeramento della proposta politica che è seguita a Genova 2001 (e ai successivi contro-vertici in giro per l'Europa) e valutiamo negativamente, quale “bolla” vuota di contenuti, la riproposizione pedissequa della ritualità di zone rosse da violare, dell’indignazione del 99 %, di qualcosa insomma più simile e funzionale al solito “teatrino mediatico”, attento alle forme più o meno radicali che la piazza assume, piuttosto che alla sedimentazione e crescita di una coscienza ed un conflitto di classe reale.

Riteniamo questo “primo maggio-No Expo” una giornata potenzialmente importante quale primo passaggio per coniugare la denuncia contro Expo, senza sottovalutare l'incidenza che l'esposizione universale ha avuto nel favorire la speculazione e la distruzione di territorio, quale elemento paradigmatico e apripista per condizioni di lavoro sempre più precarie e flessibili a un ragionamento più complessivo sulle misure del governo Renzi (legge Poletti e Jobs Act su tutte) e la guerra al lavoro da questi intrapresa. 

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LOTTA DI CLASSE : questa č la nostra preparazione al 1° maggio.
Nella mattina di giovedì 19 marzo davanti ai cancelli della DHL del magazzino logistico di Settala, in occasione di un  possibile visita di una delegazione della dirigenza DHL tedesca si è svolta un'importante   mobilitazione di circa 120 lavoratori SiCobas e compagni e compagne solidali  per rispondere al rifiuto della DHL colosso multinazionale della logistica (supporto militare USA in medio oriente) di sedersi ad un tavolo per un nuovo accordo. Segnaliamo la bellissima solidarietà e l'importante partecipazione di un pullman di lavoratori arrivati dall'area bolognese e da Piacenza in supporto al presidio.

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comunicato sciopero 14 novembre 2014
CONTRO IL JOBS ACT E LE POLITICHE DEL GOVERNO RENZI,CONTRO LA GUERRA AL LAVORO RILANCIAMO IL CONFLITTO!
 
Dopo il propedeutico passaggio operato con il primo atto del cosiddetto Jobs Act che ha definitivamente liberalizzato il già favorevole ricorso al contratto a termine e reso ancor meno oneroso il contratto di apprendistato, con l'avvento dell'autunno, il governo Renzi ha impresso una decisa accelerazione alla completa ristrutturazione del mondo del lavoro in supino adempimento alle riforme strutturali imposte dalle istanze economico-finanziarie comunitarie. Ristrutturazione che, accompagnata dai feroci tagli alla spesa sociale previsti dalla legge di stabilità 2015, si sta traducendo in un affondo portato a quel poco che ancora residua in termini di garanzie e tutele collettive per la classe. 

 
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Claudio e Giannino assassinati dalla violenza fascista e di stato. Noi non dimentichiamo
Wednesday 15 April 2015

Perché il “non dimenticare” non sia valore oggettivo in sè, ma memoria dell’incompatibilità del conflitto di classe.

Nella società dei consumi e dell’ immagine tutto diventa “evento” senza contenuti ne approfondimento alcuno. Il bombardamento di informazioni fa si che tutto sia simile, che tutto appaia appiattito senza importanza ne spessore, un annichilimento delle coscienze in un sovrapporsi di eventi che si susseguono senza discontinuità.
Purtroppo, ogni tanto, ci sembra di vedere che anche a “sinistra”, molte cose si mastichino e si digeriscano senza che rimanga e sedimenti nulla di preciso.
Gli “eventi” passano e si consumano come un oggetto qualsiasi e persino il ricordo traumatico e doloroso di compagni ammazzati pare non diventare memoria storica e rabbia inesauribile ma pura memorialistica o quasi tristemente anedottica personale.
Quasi un “evento” tra gli altri.

Noi non vogliamo che il quarantennale dell’assassinio di Claudio e Giannino assomigli neanche lontanamente a qualcosa di simile, vorremmo che queste date potessero essere un’ occasione per mettere in discussione la genericità del presente.
Vorremmo potessero far saltare l’abitudine indotta e introiettata ad un gioco di ruoli perché le cose cambino senza che cambi mai nulla nella sostanza dei rapporti di classe.

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18 APRILE CLAUDIO e GIANNINO 2015
Wednesday 01 April 2015
La memoria storica e il ricordo dei compagni assassinati dalla violenza di stato e fascista deve essere
uno sprone per lottare con maggior lucidità e determinazione:

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Libertà e giustizia sociale. il 25 aprile 1945 sulla base di questi valori la lotta popolare sconfiggeva l'oppressione fascista e l'occupazione nazista come espressione del più becero e reazionario capitalismo mondiale che sceglieva l'orrore per bloccare le grandi aspirazioni del proletariato e dei popoli oppressi.
Ma la storia non si ferma mai e il volto nero del fascismo, come espressione più violenta ed esplicita nell'oppressione di classe, si è riaffacciato più volte in questi settanta anni: dalle stragi nelle piazze alla repressione più violenta di cortei e il rilancio dei servi fascisti ad uso e consumo degli interessi padronali. Su questa onda nera di ritorno il 17 e il 18 aprile del  1975 vengono assassinati Claudio Varalli a colpi di pistola durante un'aggressione fascista e Giannino.Zibecchi investito da un camion dei carabinieri durante le proteste per la morte di Claudio. Essi sono due tra i tanti militanti comunisti uccisi in quegli anni che aspirarono a rilanciare la resistenza nei suoi valori più alti di rottura anticapitalista con lo stato di cose esistenti. Consci che la storia deve andare avanti per non tornare indietro. Perché si deve andare avanti finché il proletariato riuscirà a liberarsi ed affermare una società senza sfruttatori nè sfruttati, senza classi e padroni, senza popoli oppressi e imperialismo.

 
LOTTA DI CLASSE : questa č la nostra preparazione al 1° maggio.
Friday 20 March 2015
Nella mattina di giovedì 19 marzo davanti ai cancelli della DHL del magazzino logistico di Settala, in occasione di un  possibile visita di una delegazione della dirigenza DHL tedesca si è svolta un'importante   mobilitazione di circa 120 lavoratori SiCobas e compagni e compagne solidali  per rispondere al rifiuto della DHL colosso multinazionale della logistica (supporto militare USA in medio oriente) di sedersi ad un tavolo per un nuovo accordo. Segnaliamo la bellissima solidarietà e l'importante partecipazione di un pullman di lavoratori arrivati dall'area bolognese e da Piacenza in supporto al presidio.

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La repressione non ferma il movimento No Tav!
Thursday 19 February 2015

 
Il 27 gennaio nell’aula bunker del Tribunale di Torino (neanche fosse un processo di mafia) è stata emessa la sentenza del processo al movimento NO TAV che condanna 47 tra compagni e compagne a oltre 150 anni di carcere. Condannati per aver resistito allo sgombero della Libera Repubblica della Maddalena il 27 giugno 2011 e di aver risposto con una grandissima e partecipata manifestazione tra i sentieri della val di Susa il sabato successivo.
L'ennesimo gravissimo tentativo di criminalizzare e di isolare un movimento che ha sempre dato strenua prova di compattezza e dignità coniugando, in una base di massa e sostegno popolare, la lotta politica ideale e materiale (anche nel difendersi dalla violenza di regime) a più livelli, nei sentieri e su quelli più istituzionali, sempre segnando la propria incompatibilità con un modello di sviluppo che devasta nel nome del profitto e della speculazione.
Non sono bastati i quintali di candelotti di gas CS lanciati tra i boschi della Clarea, come non sono bastate le manganellate e le continue denunce per chiunque manifestasse la propria contrarietà al progetto della Torino-Lione, arrivando fino all’assurda accusa di terrorismo (poi caduta nel ridicolo) per 4 compagni tutt’ora costretti in carcere dalla livorosa Procura torinese.
Queste condanne non sono solo rivolte contro il movimento NOTAV, sono rivolte contro tutti noi, lavoratori, disoccupati, precari, immigrati. Contro chiunque lotti a difesa del proprio territorio, per la salvaguardia del proprio posto di lavoro, davanti ai cancelli delle migliaia di magazzini che in questi ultimi anni sono scesi in sciopero.
 
Per questo sabato 21 febbraio saremo in piazza a Torino, invitando alla massima partecipazione al corteo nazionale indetto con concentramento alle 14.00 in Piazza Statuto, per gridare forte che le lotte non si processano e non si fermano con le condanne politiche sempre accomunati dalla consapevolezza e complicità dell'essere dalla stessa parte della barricata contro il sistema capitalistico e la sua barbarie, in una solidarietà militante che significa portare un pezzo di No Tav in ogni lotta anticapitalistica e viceversa. 

A fianco del movimento NO TAV!
Libertà per i compagni e le compagne in carcere!

concentramento
sabato 21 febbraio ore 14,00 in piazza statuto a Torino 

 
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