| Appello per il 25 aprile 2004 |
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| domenica 25 aprile 2004 | |
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IRACHENO E CONTRO LA REPRESSIONE DEI MOVIMENTI
Ad un anno dall'inizio della guerra il governo Berlusconi ha gettato la maschera.
L'uccisione
di decine di civili inermi evidenzia come la partecipazione
all'occupazione militare dell'Irak da parte delle truppe italiane vada
ben oltre il ruolo di missione di pace, presentata in maniera ipocrita
e demagogica da una nutrita campagna mass-mediatica.
Quando
si continua a definire l'intervento militare di occupazione come "intervento umanitario", quando ancora si da' adito alla tesi della
guerra condotta per la "ricerca di armi di distruzione di massa",
quando si continua a celebrare ogni singolo morto italiano come "eroe",
dando vita ad un pietoso teatrino della celebrazione inventata e
costruita ad arte e mai nessuna parola viene spesa per le decine di
migliaia di iracheni morti quotidianamente sotto le bombe o i
proiettili dei nostri "bravi ragazzi", allora è chiaro come
l'informazione di regime sia entrata definitivamente in guerra.
Questa
guerra viene spacciata come missione di pace, esportazione della
democrazia o lotta contro il terrorismo, in realtà è guerra
imperialista per il petrolio e per l'appropriazione delle fonti
energetiche, guerra per rinforzare il dominio economico, politico e
militare statunitense su un'area importantissima nell'equilibrio
geopolitico mondiale.
I
governi delle cosiddette democrazie occidentali pensavano di
sottomettere un paese intero senza dover fare i conti con la sua
popolazione, ma invece il territorio iracheno è diventato un unico
campo di battaglia nel quale i mille volti della resistenza armata
affrontano le truppe occupanti con il supporto generalizzato di gran
parte del popolo iracheno.
Per
questo siamo con questa Resistenza che sta mostrando al mondo come sia
possibile resistere ad armi impari contro l'esercito più potente del
mondo.
D'altra
parte anche in Palestina si conduce una guerra di resistenza nel
momento in cui il diritto all'autodeterminazione e la stessa esistenza
del popolo palestinese vengono negati dal sionismo con la
copertura statunitense. In questo senso il criminale muro
dell'apartheid costituisce un chiaro segnale di volontà di
segregazione, di esproprio delle terre e di annullamento con torture,
fame e massacri di una possibile identità palestinese.
Dopo
l'11 settembre, con la scusa della guerra al terrorismo, l'imperialismo
USA ha pianificato una nuova fase di guerre neocoloniali per la
spartizione dei mercati, delle fonti di energia e delle risorse del
pianeta.
Questa
guerra globale ha delle ricadute sul fronte interno traducendosi in una
gestione sempre più autoritaria di ogni forma di conflitto sociale,
nella criminalizzazione dei movimenti di opposizione alla guerra, ai
processi di precarizzazione, alle leggi razziste nei confronti degli
immigrati, alle leggi oscurantiste nei confronti delle donne e di chi
quotidianamente lotta per il diritto alla casa, al lavoro, al salario e
c ontro la privatizzazione di scuola, sanità e pensioni.
E
la guerra sul fronte interno è anche e soprattutto repressione verso
chiunque non sia allineato al pensiero unico. In questo contesto
repressivo si collocano gli arresti politici di Federico, Marta,
Orlando e Milo per aver allontanato quattro naziskin da un treno
diretto a un corteo antifascista.
Questo
attacco repressivo insieme a tutta una serie di procedimenti giudiziari
sempre più diffusi sul territorio nazionale sono diretti ad annientare
politicamente i diversi volti dei movimenti di opposizione sociale:
come ad esempio, le sanzioni agli autoferrontravieri in sciopero e
l'utilizzo dell'art. 270bis.
La
nuova stagione repressiva della magistratura italiana è funzionale ad
un clima politico nel quale, con la Lega e AN al governo, vengono
legittimate tutte le forme di fascismo organizzate e non.
Un
clima che ha portato all'uccisione di Dax, un clima che ha portato alle
innumerevoli aggressioni fasciste a danno di compagni (vedi ultima a
Milano, un compagno preso a coltellate da un gruppo di naziskin).
L'arcipelago
del l'estrema destra assume nuovamente un ruolo importante in questo
momento storico di guerra tornando ad interpretare il loro mestiere di
aggressori, di provocatori e di assassini.
Già
dall'assassinio di Dax avevamo denunciato questo clima, un fascismo
diffuso e un'intolleranza che ormai è stata sdoganata in tutte le sue
forme e che crea un terreno fertile per ogni tipo di chiusura
repressiva.
Vogliono
con questi agenti provocatori riportarci su un piano di lotta
resistenziale, cieco e senza prospettive, vogliono costringerci a
spendere le nostre energie politiche solo in risposta alle provocazioni
e aggressioni della magistratura o dei fascisti di turno per chiuderci
in un ghetto politico senza uscite.
Di fronte a questo panorama politico mai come oggi è
necessario rilanciare con forza una prospettiva politica
anticapitalista di massa, rilanciando la lotta e costruendo consenso
per un'ipotesi di cambiamento radicale della società.
Il
25 Aprile di quest'anno assume un ruolo importante per la possibilità
di denunciare con forza un revisionismo storico che nella nuova
versione "riconciliatrice" e "pacificatrice"
vuole annullare le differenze e legittimare le destre al governo e
soprattutto, tendendo la mano al centro-sinistra, vuole tracciare la
linea di demarcazione tra chi accetta il teatrino delle compatibilità
al sistema capitalista e chi lotta per una società altra di liberi ed
eguali.
Ci
piace poco che le bandiere della pace vengano utilizzate per coprire un
riassestamento degli equilibri del centro-sinistra, ci piace poco la
genericità del termine pace che sa troppo di pacificazione nel momento
in cui non se ne indicano le condizioni e non si avviano processi
radicali di trasformazione dell'esistente, perchè pace non sia solo
resa alle aggressioni sioniste ed imperialiste, ed è per questo che
crediamo non sia giusto limitarci, il 25 aprile, a parlare di pace
senza indicare collettivamente chi sono i fautori della guerra.
INVITIAMO
LE SITUAZIONI DI MOVIMENTO E TUTTI I COMPAGNI E LE COMPAGNE
ALL'ASSEMBLEA CITTADINA CHE SI TERRA' MERCOLEDI' 21 APRILE ORE 21.00 AL
CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO VITTORIA PER ORGANIZZARE COLLETTIVAMENTE UNO
SPEZZONE UNITARIO IL 25 APRILE A MILANO.
MARTA, MILO ORLANDO E FEDERICO LIBERI SUBITO!!
Le compagne e i compagni del Centro Sociale Autogestito Vittoria |
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