Newsletters

info - appuntamenti
iniziative - concerti

Newsletter


Ricevi HTML?

Statistiche

Visitatori: 926981
FASCISMO ECONOMICO FASCISMO DELL'INFORMAZIONE: PDF Stampa E-mail
Thursday 01 January 1998
Si vuole occultare, con qualsiasi mezzo, ogni forma di cultura solidale e di ribellione. Per questi motivi è oggi assolutamente necessario produrre il massimo livello di controinformazione,  ricostruire una vera identità comunista, intensificare azioni di lotta, organizzare in ogni situazione momenti di informazione reale!
 
 
Sabato 10 Gennaio si è svolta a Milano una manifestazione cittadina promossa dall'associazionismo operaio di base e da tutte le realtà autorganizzate che si battono per una cultura politica solidale, antagonista ed internazionalista.
 
Durante la manifestazione, che si era data precisi contenuti politici (solidarietà agli indigeni del Chiapas e all'E.Z.L.N., richiesta di non ratificazione di accordi commerciali con il Messico, rispetto degli accordi di San Andrès mai attuati dal governo messicano, antagonismo totale alle politiche neoliberiste in fase di mondializzazione) tutti i compagni presenti -circa 7.000- si sono trovati coinvolti in momenti di altissima tensione sotto il consolato messicano, presidiato in forze da vigili e carabinieri, ma il corteo è riuscito ugualmente a passare e ad urlare la propria rabbia nei confronti della criminale strage perpetrata il 22 dicembre scorso nel villaggio di Acteal ad opera dei soldati dell'esercito messicano presenti in forza nei territori indios. Ad un evento politico così importante per la città, la stampa borghese non ha dato alcun risalto e pochissimo spazio informativo.
 
Uguale sorte per la grande manifestazione nazionale di Roma, con gli stessi contenuti politici, che ha visto la partecipazione di più di 50.000 compagni e l'adesione di innumerevoli firme di personalità democratiche del mondo scientifico, dell'arte e della cultura. Non è casuale che mai come oggi tutti gli organi della comunicazione di massa si dimostrino totalmente privi di una reale cultura democratica dell'informazione, ma anzi al servizio dell'egemonia capitalista e dell'economia globalizzata cercando di ignorare ogni voce di dissenso e di rivolta, mistificandone i contenuti politici e dandone al più un'immagine spesso folcloristica, ridicolizzata e storicamente superata.
 
Si vuole occultare, con qualsiasi mezzo, ogni forma di cultura solidale e di ribellione all'orrore conformato del vivere e del produrre dentro i parametri imposti dal dominio delle nuove forme del capitale. Si vuole produrre e globalizzare in modo capillare una cultura diretta alla finalizzazione di ogni essere o cosa agli interessi produttivi del "libero mercato" e delle logiche di profitto.
Si è esplicata e sviluppata, a partire dagli anni '80, una precisa operazione politica prodotta con il supporto di tutti i media, tesa alla cancellazione della memoria storica delle lotte operaie e proletarie iniziata con la criminalizzazione della Resistenza e dei movimenti politici degli anni '70.
Per questi motivi è oggi assolutamente necessario produrre il massimo livello di controinformazione in ogni realtà o settore d'intervento, ricostruire una vera identità comunista, intensificare azioni di lotta sempre più incisive ed eclatanti che spezzino il cerchio di silenzio che ci viene imposto. Per questi motivi è necessario organizzare in ogni situazione (scuole, fabbriche e quartieri) momenti di informazione reale e di capacità propositiva di boicottaggio del sistema neoliberista che opprime le nostre vite e che crea in misura sempre crescente morte, miseria e sfruttamento nel pianeta.
 
< Prec.   Pros. >