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Wednesday 21 September 2011 |
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Siamo convinti che ogni nostro soggettivo tentativo di analisi, anche a partire dalla diversità delle singole impostazioni e specificità dei percorsi, parta dal dato oggettivo e metta comunemente l’accento sul fatto che la fase che stiamo attraversando, di crisi strutturale del modello capitalista, necessiti di una risposta ampia, unitaria, determinata e di massa che riesca a costruire un argine all’attacco devastante che milioni di proletari nel nostro paese stanno subendo sul terreno della sempre maggiore precarietà - diventata elemento strutturale della nostra vita lavorativa e non solo – dei diritti sui luoghi dei diversi lavori, dei livelli di salario diretto o indiretto e in generale di ogni condizione lavorativa e di vita.
Parallelamente va sottolineato il fatto che, proprio su questi presupposti, si è scelta per il 15 ottobre a Roma una data per dare respiro, visibilità e concretezza ai mille volti del conflitto provando a mettere in piazza una forza sociale e di classe in grado di costruire un percorso che vada oltre quella data, con la definizione assunta collettivamente di uno sciopero generale che coinvolga concretamente anche tutte le figure sociali protagoniste dei nuovi lavori.2 date finalmente “nostre” senza alcuna rincorsa o utilizzo tattico di scioperi confederali. 2 date per incominciare a porre nazionalmente e collettivamente il conflitto su un piano di incompatibilità economica e politica, 2 date per far emergere un punto di vista di classe, schierato, determinato e cosciente del fatto che questa crisi abbia origine strutturale in un sistema economico che per sopravvivere ha la necessità di scaricarne i costi sulle classi subalterne.
Se questa è il ragionamento di partenza, vogliamo però esprimere la nostra convinzione che questa situazione necessiti di uno sforzo assoluto di confronto e di pratiche unitarie all’altezza delle responsabilità che la fase oggettivamente ci consegna.Crediamo infatti che questi e i prossimi possibili siano appuntamenti da promuovere e costruire con un’attenzione particolare al metodo, in maniera diversa a quello che la tristezza della frammentazione politica ci hanno abituati tutti e tutte e vedere.Vediamo invece ancora che la logica dell’autorappresentazione in mille maniere giustificata, porta ancora a diversi appuntamenti assembleari con lo stesso obbiettivo, rappresentando in questo modo non una ricchezza d’iniziativa ma un gioco all’esclusione mai esplicitata. Non ci interessa fare alcuna recriminazione anche perché noi stessi ci siamo trovati coinvolti in questo sterile posizionarsi, ma una volta presone coscienza ce ne siamo tirati fuori decidendo di riproporre ancora una volta un terreno unitario ben più importante delle nostre singole strutture.
Vogliamo infatti andare oltre e auspicare la costruzione un’ambito collettivo (comitato promotore per il 15 ottobre ?) che rappresenti il terreno di confronto nel quale tutti i percorsi e i ragionamenti possano confluire e viaggiare paralleli in un'unica direzione nell’area metropolitana milanese. Non ci interessano i falsi unitarismi, i giochi più o meno diplomatici dei vertici (di che ?), le logiche di bandiera, ma pensiamo sia necessario riproporre una nuova fase allargata di confronto che evidenzi, nel rispetto dei differenti percorsi delle diverse soggettività politiche sociali e sindacali, la necessità di scadenze comuni, pratiche comuni, obbiettivi comuni.
E questo è oggi possibile e ancor di più diventato indispensabile per una crisi che sta attraversando e gravando sull’esistenza di milioni di lavoratori con ogni forma contrattuale possibile e di giovani che un salario l’avranno sempre più con maggiore difficoltà.Crediamo vada data da parte di ogni struttura una prova di maggiore maturità e consapevolezza del proprio possibile ruolo, per un salto di qualità che costruisca riferimenti politici comuni in questo caso a partire da ora, subito, con riferimento alle scadenze comuni che abbiamo davanti.Con i piedi per terra, senza immaginarsi una progettualità complessiva da tutti e tutte condivisa, ma nel sogno consapevole che questo potrà e dovrà essere un autunno che scaldi per bene l’arroganza di chi ha dichiarato guerra ai lavoratori.
Diamo la nostra massima disponibilità per un incontro/confronto di tutte le realtà dell’autorganizzazione sociale e sindacale che si pongano l’obbiettivo della costruzione unitaria delle prossime grandi giornate di mobilitazione.
I compagni e le compagne del Csa Vittoria
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Friday 02 September 2011 |
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La nuova MANOVRA FINANZIARIA, al di là del tragicomico contorno di
farneticanti proposte presentate e ritirate un minuto dopo, rappresenta
invece un nuovo e violento attacco ai diritti dei lavoratori e
proletari.
E’ questo che il governo Berlusconi-Tremonti-Lega, dietro il diktat
della BCE, sta preparando in questi giorni con una nuova manovra. Un
provvedimento che si aggiunge ai due già emanati quest’anno che già
duramente hanno colpito stato sociale, sanità, scuola, diritti sociali e
salari.
Un ulteriore massacro che intende mantenere intatti lobbies,
corporativismi, interessi di banche e padronati e che ha come fine
ultimo il mantenimento di un sistema economico basato su speculazione e
sfruttamento.
Ma l’intervento del governo mira a colpire anche i capisaldi e simboli delle lotte dei lavoratori e che nello specifico prevede:
· l’eliminazione delle tutele dei lavoratori trasferendo
alla contrattazione aziendale la regolamentazione generale dei diritti e
quindi superando i limiti alla libertà di licenziamento;
· l’attacco, con l'assurda e inverosimile scusa dell'aumento
della produttività, alle date simbolo della resistenza e del lavoro
ossia il 25 aprile e il 1 maggio allo scopo evidente di arrivare ad una
prossima abolizione;
· le basi per un ulteriore attacco alle pensioni e alle
liquidazioni, colpendo nell'immediato sicuramente i lavoratori del
pubblico impiego;
· ennesimi tagli alle spese sociali e sanitarie e agli enti
territoriali che, ormai senza fondi, aumenteranno le tasse locali per
dedicarsi ormai agli unici compiti che riescono ad affrontare ossia
legalità e sicurezza;
· con l’assunto delle riforme strutturale, le basi per
l'abolizione dello stato sociale e allo scopo di imporre, con il
pareggio di bilancio, il pensiero liberista come unico modello possibile
tenendo presente che l'unica eccezione a tale fondamento si è avuta e
si avrà solo per salvare le banche e le loro speculazioni con grande
iniezioni di denaro;
· il nuovo tentativo di privatizzare servizi e risorse come
l’acqua che i referendum di giugno avevano abrogato e impedito.
Il tutto si muove in continuità con la logica dei sacrifici che da
venti anni ormai in nome della partecipazione all’unione europea ha
portato sia in campo legislativo sia sul fronte delle contrattazione
sindacale alla distruzione progressiva dei diritti del lavoratori: dalle
controriforma delle pensioni, al diritto di sciopero, dalla precarietà
diffusa alla mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro al lavoro
interinale e altre forme di caporalato impunito…….Ultimi in ordine di
tempo ma non di importanza i referendum nei vari stabilimenti fiat
(senza che ovviamente marchionne abbia dato alcuna garanzia) e l’accordo
del 28 giugno nel quale la Cgil ha una pesante complicità nel colpire
gravemente i diritti dei lavoratori.
Lo scopo evidente di questo susseguirsi di provvedimenti e accordi era
ed è la frammentazione della classe lavoratrice e delle lotte a
vantaggio degli interessi, profitti e rendite di banche e padronato..
Contro tutto questo è stato lanciato lo sciopero del 6 settembre indetto
dai sindacati di base e dalla stessa Cgil costretta a tale scelta dalla
base sempre più in subbuglio.
Una data che riteniamo di assoluta importanza per una reazione immediata
alla macelleria sociale in corso , ma riteniamo che a questa debba
necessariamente seguire una mobilitazione continua che riporti il
conflitto sociale e di classe al centro dei vari momenti di lotta.
Occorre che i lavoratori e le forme organizzative che realmente li
rappresentino si muovano nella direzione della ricomposizione di classe
superando la frammentazione sociale e ritrovino la spinta per
ricominciare a pensare che questo non è l'unico mondo possibile e che
l'obbiettivo ultimo che ci si deve porre è la costruzione di un società
alternativa non più basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sul
profitto.
i compagni e le compagne del csa vittoria
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Friday 02 September 2011 |
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Sabato 3 settembre dalle 16.30, volantinaggio all'ipercoop di viale
umbria contro la manovra finanziaria, per lo sciopero del 6 settembre e
per il rilancio di una mobilitazione continua che riporti il conflitto
sociale e di classe al centro dei vari momenti di lotta.
i compagni e le compagne del csa vittoria
per leggere il testo del volantino che verrà distribuito clicca qui
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Friday 02 September 2011 |
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Sabato 3 settembre dalle 16.30, volantinaggio all'ipercoop di viale
umbria contro la manovra finanziaria, per lo sciopero del 6 settembre e
per il rilancio di una mobilitazione continua che riporti il conflitto
sociale e di classe al centro dei vari momenti di lotta.
questo il testo del volantino che verrà distribuito
La nuova MANOVRA FINANZIARIA, al di là del tragicomico contorno di
farneticanti proposte presentate e ritirate un minuto dopo, rappresenta
invece un nuovo e violento attacco ai diritti dei lavoratori e
proletari.
E’ questo che il governo Berlusconi-Tremonti-Lega, dietro il diktat
della BCE, sta preparando in questi giorni con una nuova manovra. Un
provvedimento che si aggiunge ai due già emanati quest’anno che già
duramente hanno colpito stato sociale, sanità, scuola, diritti sociali e
salari.
Un ulteriore massacro che intende mantenere intatti lobbies,
corporativismi, interessi di banche e padronati e che ha come fine
ultimo il mantenimento di un sistema economico basato su speculazione e
sfruttamento.
Ma l’intervento del governo mira a colpire anche i capisaldi e simboli delle lotte dei lavoratori e che nello specifico prevede:
· l’eliminazione delle tutele dei lavoratori trasferendo
alla contrattazione aziendale la regolamentazione generale dei diritti e
quindi superando i limiti alla libertà di licenziamento;
· l’attacco, con l'assurda e inverosimile scusa dell'aumento
della produttività, alle date simbolo della resistenza e del lavoro
ossia il 25 aprile e il 1 maggio allo scopo evidente di arrivare ad una
prossima abolizione;
· le basi per un ulteriore attacco alle pensioni e alle
liquidazioni, colpendo nell'immediato sicuramente i lavoratori del
pubblico impiego;
· ennesimi tagli alle spese sociali e sanitarie e agli enti
territoriali che, ormai senza fondi, aumenteranno le tasse locali per
dedicarsi ormai agli unici compiti che riescono ad affrontare ossia
legalità e sicurezza;
· con l’assunto delle riforme strutturale, le basi per
l'abolizione dello stato sociale e allo scopo di imporre, con il
pareggio di bilancio, il pensiero liberista come unico modello possibile
tenendo presente che l'unica eccezione a tale fondamento si è avuta e
si avrà solo per salvare le banche e le loro speculazioni con grande
iniezioni di denaro;
· il nuovo tentativo di privatizzare servizi e risorse come
l’acqua che i referendum di giugno avevano abrogato e impedito.
Il tutto si muove in continuità con la logica dei sacrifici che da
venti anni ormai in nome della partecipazione all’unione europea ha
portato sia in campo legislativo sia sul fronte delle contrattazione
sindacale alla distruzione progressiva dei diritti del lavoratori: dalle
controriforma delle pensioni, al diritto di sciopero, dalla precarietà
diffusa alla mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro al lavoro
interinale e altre forme di caporalato impunito…….Ultimi in ordine di
tempo ma non di importanza i referendum nei vari stabilimenti fiat
(senza che ovviamente marchionne abbia dato alcuna garanzia) e l’accordo
del 28 giugno nel quale la Cgil ha una pesante complicità nel colpire
gravemente i diritti dei lavoratori.
Lo scopo evidente di questo susseguirsi di provvedimenti e accordi era
ed è la frammentazione della classe lavoratrice e delle lotte a
vantaggio degli interessi, profitti e rendite di banche e padronato..
Contro tutto questo è stato lanciato lo sciopero del 6 settembre indetto
dai sindacati di base e dalla stessa Cgil costretta a tale scelta dalla
base sempre più in subbuglio.
Una data che riteniamo di assoluta importanza per una reazione immediata
alla macelleria sociale in corso , ma riteniamo che a questa debba
necessariamente seguire una mobilitazione continua che riporti il
conflitto sociale e di classe al centro dei vari momenti di lotta.
Occorre che i lavoratori e le forme organizzative che realmente li
rappresentino si muovano nella direzione della ricomposizione di classe
superando la frammentazione sociale e ritrovino la spinta per
ricominciare a pensare che questo non è l'unico mondo possibile e che
l'obbiettivo ultimo che ci si deve porre è la costruzione di un società
alternativa non più basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sul
profitto.
i compagni e le compagne del csa vittoria
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Wednesday 20 July 2011 |
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Dopo i gli scioperi e i picchetti con il blocco delle merci la mobilitazione dei lavoratori delle cooperative del consorzio Gesco in appalto alla TNT Traco di Piacenza continua.
La resistenza e la determinazione dei lavoratori immigrati autorganizzati nel sindacato di base SiCobas con il suporto delle strutture solidali ha ottenuto al tavolo delle trattative, l'impegno formale di arrivare ad un accordo che rispetti le condizioni previste nel contratto nazionale obbligando le cooperative a cessare l'imposizione ai lavoratori di condizioni di lavoro e salariali neo-schiavistiche.
Ora l'impegno di tutti e tutte sarà per controllare che questo accada valorrizzando la forza di questi lavoratori e vigilando che in attesa di un accordo scritto nessuno provi a discriminare i lavoratori che più si sono esposti nella lotta.
il dato oggettivo è che questa lotta contina ad essere un fatto entusismante per la sempre maggiore dignità di questi lavoratori, per la comprensione che esistono interessi inconciliabili e per la partecipazione di altri lavoratori di cooperative e fabbriche del piacentino.
Giovedi 21 dalle 18,30 in poi invitiamo tutti e tutte a presidiare i cancelli per sostenere i lavoratori nella richiesta di un'assemblea che chiarisca tutti i termini - per ora solo verbali - del preaccordo e ponga le basi per il rafforzamento e l'unità dei lavoratori
Centro Sociale Vittoria MIlano
per leggere il comunicato del SI COBAS sulla lotta alla TNT Traco cliccare qui
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