| ANCORA UNA VOLTA CON IL SANGUE AGLI OCCHI |
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| Sunday 09 September 2001 | |
157 lavoratori morti per tumore a causa della
nocività del lavoro e delle materie chimiche trattate + 103 gli
ammalati delle stesse patologie tra gli operai addetti alle lavorazioni
del PVC. Il capitale continua ad uccidere.
157 lavoratori morti per tumore a causa della
nocività del lavoro e delle materie chimiche trattate + 103 gli
ammalati delle stesse patologie tra gli operai addetti alle lavorazioni
del PVC.
Mostruose forme di inquinamento ambientale dovute agli scarichi industriali nella laguna veneta: avvelenati aria, suolo, sottosuolo, acqua; compromessa l'esistenza della stessa fauna acquatica lagunare. I responsabili? Nessuno. In una "civiltà superiore" nulla può essere anteposto al profitto. Cosa vale la vita di centinaia di lavoratori, la loro salute, l'equilibrio ecologico di vastissime aree a fronte di un bilancio aziendale? Assolutamente nulla, zero assoluto� Tutti assolti i 28 imputati di un già difficoltoso processo sulle morti che aleggiavano sul petrolchimico di Marghera. Ma l'aspetto che a prima vista appare più infame è che loro, i dirigenti, sapevano che lavorare in quel modo quelle sostanze avrebbe portato gli operai a contrarre malattie irreversibili, sapevano e hanno taciuto, perchè la verità avrebbe portato proteste e rivendicazioni e quindi perdite di tempo alla produzione. Hanno taciuto perchè la logica del capitalismo è solo questa: è una logica di morte e di barbarie in quanto sfruttamento di persone su altre persone, che risponde a una specifica logica e una specifica funzione: il profitto, il profitto sopra tutto ed a qualsiasi costo. Quei 28 dirigenti non sono solo i complici di una strage efferata, ma fedeli sgherri degli interessi padronali che andavano difesi e salvati e così è stato. In questi ultimi anni il lavoro è stato precarizzato, decomposto, reso invivibile e pericoloso da una politica padronale che da un lato intendeva frammentare la classe e, da un altro, ridurre ai minimi termini il costo del lavoro: condizioni lavorative che plasmano la vita dell'operaio sulle esigenze padronali e senza alcuna garanzia di sicurezza (in Italia muoiono di lavoro 4 operai al giorno). Tutto ciò è stato raggiunto comodamente con la fattiva collaborazione dei sindacati padronali, che hanno portato la classe alla sconfitta e alla rinuncia di tutte le conquiste precedenti, pagate con anni di lotte, sudore e con il sangue dei morti nelle piazze. A tutto ciò si è arrivati anche per causa di chi continua a vedere volti umani nel capitalismo: non c'è capitalismo buono o cattivo, è un sistema economico che produce solo sfruttamento o miseria, crea sacche spaventose e crescenti di povertà nel pianeta e ricchezze sempre più incalcolabili per pochi. Rifletta su ciò chi accetta ancora un riformismo che aggiusta solo il cerone alla maschera di morte del sistema dominante. La sola libertà è la libertà dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Rifletta chi abbandona ogni forma di lotta cercando in forme di affermazione della propria individualità una sorta di astrazione quotidiana dal reale: il capitalismo miete distruzione, morte e sfruttamento nel mondo in modo sempre più feroce, perchè questa è la sua natura e non ci sarà nessuna libertà finchè non ci sarà liberazione totale dalle logiche del capitale in alcun angolo del pianeta. Senza distruzione del capitale non sarà possibile neppure la costruzione di una società che dovrà rendere ogni individuo uguale e protagonista del proprio destino, della propria vita e del proprio lavoro. Per questo motivo è importante ricomporre un fronte di classe ripartendo dalle lotte per i diritti, ricentrando ogni battaglia sul conflitto capitale-lavoro; questa non è una logica lavorista più adatta allo scorso secolo, perchè il capitalismo, mai come oggi, può permettersi di imporre la propria organizzazione produttiva, in tutto il mondo, in termini di sfruttamento sempre più devastanti su tutto e sulla vita di tutti. Il capitale non uccide certo meno che nel secolo scorso. Oggi più che mai è necessario lottare duramente e complessivamente contro ogni forma di sfruttamento e prevaricazione. Oggi più che mai è necessario lottare contro ogni guerra imperialista e contro la nuova coalizione bellica americana ed europea. Oggi più che mai è necessario produrre conflitto contro il neoliberismo, contro ogni imperialismo, contro ogni forma di fascismo e di sfruttamento. Con ogni mezzo ed ovunque per la pace dei popoli, la loro liberazione e il loro sviluppo e per il socialismo.
Senza Giustizia Nessuna Pace
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