| CI VOGLIONO PRECARI E FLESSIBILI ALLE ESIGENZE DEL MERCATO |
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| Thursday 15 May 2003 | |
Confindustria,
governo Berlusconi e padronato vario vogliono imporre un modello di mercato del
lavoro che sempre più assomiglia ad un mantice da espandere (assunzioni a
termine, lavoro interinale e altri contratti precari) o restringere
(licenziamenti collettivi) a seconda delle loro esigenze.
Il
centrosinistra rimprovera a Berlusconi di non essere capace di raggiungere
questi livelli di flessibilità evidenziando però anche la necessità di qualche “paracadute”
sociale che ammortizzi le espulsioni dal mondo del lavoro e i licenziamenti che
questa organizzazione del lavoro produce (ringraziamo sentitamente!).
Mentre da
una parte si continua l’opera di precarizzazione del mercato del lavoro (il 75%
delle nuove assunzioni sono con contratti flessibili), dall’altra si
demoliscono con le privatizzazioni e l’incremento dei costi quel sistema di
garanzie che costituivano il cosiddetto Stato Sociale: sanità, pensioni,
scuola, trasporti pubblici…
La difesa
dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e la sua estensione alle aziende con
meno di 15 dipendenti, è una battaglia politica di resistenza che sicuramente
condividiamo e sosteniamo perché è uno strumento in più da opporre allo
strapotere dei padroni.
Crediamo,
però, che sia un elemento troppo parziale nel momento in cui non intacca nel
suo complesso l’organizzazione capitalistica del lavoro (non ti posso
licenziare, ma tanto ti assumo solo per il tempo che mi servi) e, soprattutto,
non inceppa quel processo di precarizzazione della vita e del lavoro che a
partire dal pacchetto Treu (prodotto dal governo di centrosinistra), al patto
per l’Italia (firmato da Cisl e Uil), al cosiddetto “libro bianco” di Maroni e
Biagi scandisce giorno per giorno un aumento di flessibilità e sfruttamento per
milioni di lavoratori, precari, studenti, pensionati ed immigrati nel nostro
paese. Noi non crediamo che questo referendum possa invertire questa tendenza anche se condividiamo ovviamente l’importanza dell’estensione di un diritto, ma che sia solo la lotta e con essa la riappropriazione dei diritti fondamentali a ricomporre i diversi protagonisti dei “nuovi” lavori a quelli della fabbrica tradizionale in una strategia comune di lotta contro l’organizzazione capitalistica del lavoro per una società altra di liberi e di eguali.
ALLA PRECARIZZAZIONE OPPONIAMO DIRITTI! ALLO SFRUTTAMENTO OPPONIAMO LE LOTTE! Centro Sociale Autogestito Vittoria |
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