| COMUNICATO SCIOPERO GLS |
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| sabato 13 febbraio 2010 | |
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Per vedere i video delle cariche clicca qui e qui Ieri notte i lavoratori della cooperativa Papavero, appaltati presso lo stabilimento di logistica GLS Executive di Cerro al Lambro, hanno scioperato per rivendicare un correttopagamento della retribuzione (in particolare delle numerose ore distraordinario non riconosciute), migliori condizioni di lavoro e l'applicazionedelle norme più elementari sulla sicurezza e sull'orario ad oggi completamentedisattese.Anche in questa occasione, asostegno di questa ennesima esplosione di conflitto contro il quotidianosfruttamento degli operai delle cooperative, si è costituito un comitato dilotta che unisce lo SLAI Cobas (che segue la vertenza anche dal punto di vistapiù strettamente sindacale), a realtà politiche e sociali milanesi e a numerosialtri lavoratori e lavoratrici del settore della logistica (Origgio, Turate eBrembio). Allo sciopero ha aderito, consparute eccezioni, la totalità dei lavoratori che, bloccando l'ingresso aicamion (in entrata e in uscita), ha inizialmente costretto gli autistiall'inattività e a parcheggiare i bilici. Ma ad attendere i lavoratori vierano le forze dell'ordine, presenti (peraltro sin da martedì scorsoarrogandosi compiti di "controllo" del regolare svolgimento del lavoro!) innumero sproposito e provocatorio che sin dall'inizio del picchettaggio hannocercato violentemente di impedire lo sciopero e il blocco dei camion. All'arrivo di nuove truppe si èdefinitivamente palesato il ruolo di subordinazione alle direttive padronalidei servi in divisa: questi si sono infatti scatenate in violentissime eripetute cariche costringendo in un angolo i manifestanti, provocando diversiferiti tra i presenti e permettendo ai camion di entrare nello stabilimento. A ciò si sono aggiunte leminacce di licenziamento ai lavoratori in sciopero chiamati telefonicamente daicapetti della cooperativa per costringerli ad entrare per scaricare. Mal'arroganza padronale non ha fiaccato la resistenza e la determinazione deglioperai e dei compagni presenti che valutata la piena riuscita dello sciopero,dopo un confronto assembleare, hanno deciso di sciogliere il presidio a notteinoltrata per organizzare nuovi momenti di lotta. Si è comunque trattato di unprimo passaggio, sicuramente positivo ma parziale, che apre un nuovo fronte dilotta in un comparto produttivo paradigmatico per composizione della forzalavoro ivi impiegata (migrante e precaria) e centrale, soprattutto nell'areametropolitana milanese, di quella organizzazione del lavoro nell'attuale fasedi valorizzazione del capitale. Settore, quello dellalogistica, nel quale negli ultimi due anni si sono diffuse e dispiegatemolteplici lotte autorganizzate, caratterizzate dall'unità e dalla convergenzadi settori sociali diversi su una chiara prospettiva politica di classe chesono riuscite a ribaltare i rapporti di forza imposti. Lotte risolute, comequelle dei lavoratori/trici di Origgio, Turate e Brembio, in cui la solidarietàdi classe dispiegata per la difesa dei propri diritti, nonché per miglioricondizioni di vita e di lavoro, hanno avuto quale ulteriore risultato politicodi essere esempio concreto per altri operai/e parimenti sfruttati. Ma proprio tale unità di classediventa l'obiettivo da colpire e da fermare per i padroni e i loro sgherriconsci della reale forza che momenti ricompositivi possono avere nello sviluppodel conflitto sociale che le conseguenze della crisi non possono che continuarea generare. Come compagne e compagni del CSA Vittoria continueremo a sostenere la lotta dei lavoratori della cooperativa Papavero per miglioricondizioni di vita e di lavoro, convinti che il conflitto di classe possanascere e svilupparsi, su un terreno di incompatibilità politica, solo apartire dai soggetti sociali che in prima persona vivono le condizioni disfruttamento e precarietà, nei luoghi della produzione e non dalle stanze deipalazzi. CONTRO LA PRECARIETA’ E LO SFRUTTAMENTO!I compagni e le compagne del C.S.A. VITTORIA |
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