| INCONTRO NAZIONALE TRA REALTA' DI LOTTA PER LA GENERALIZZAZIONE DEL CONFLITTO |
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| Tuesday 02 November 2010 | |
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Domenica 7 Novembre ore 14:00 (puntuali!) - al c.s.a. Vittoria per l'unificazione di tutte le lotte sociali, del lavoro edel territorio ! Lavoratori di cooperative con operai di fabbriche in lotta nell'area metropolitana milanese insiemeai precari e ai disoccupati organizzati banchi nuovi di Napoli e rappresentantidella lotta di Terzigno.
Un momento di confronto tra diverse esperienze per un' unicoobbiettivo la trasformazione radicale del presente. Organizza: il cordinamento di sostegno ai lavoratori dellecooperative l'appello comune lo trovate qui
LAVORATORICOOPERATIVE VS C.L.O. (Cooperative Lavoratori Ortomercato) Venerdi 29 ottobre siè tenuto, dall'alba fino alla mattina per poi confluire al corteo dellosciopero dei migranti, il secondopicchetto dei lavoratori della cooperativa C.L.O. appaltati presso lostabilimento logistico dela Billa (ex Standa) a Siziano. Questo picchetto,come il primo tenutosi una decina di giorni fa, ha visto l'attivapartecipazione del coordinamento di sostegno ai lavoratori delle cooperativeche ha allargato la solidarietà a questa lotta difficile. Una lotta percondizioni di lavoro uguali per tutti senza discriminazioni, per unmiglioramento delle condizioni salariali e per il reintegro di due delegati delsindacato di base S.I. Cobas licenziati non appena Il racconto delpicchetto del 29 ottobre può essere riassunto in poche righe. Dopo il primosciopero che aveva visto la provocazione di una quindicina di capetti fomentatidalla direzione della cooperativa, un riuscitissimo blocco delle merci con unintasamento di bilici lungo chilometri e dopo una decina di giorni di continuapressione con minacce e tentativi di comprare la resistenza dei lavoratori, lapolizia intervenuta in forze teneva lontani capi e capetti dal picchetto perevitare uno scontro impari da gestire per la cooperativa visto l'alto numero dilavoratori e di compagni e compagne presenti. Il blocco delle mercidiventava quindi ancora più efficace con una coda ancora più lunga di mezzi. Una giornata moltopositiva di lotta la cui determinazione costringeva Il racconto di questopicchetto ci serve solo a sottolineare come il coraggio e la determinazione diquesti lavoratori sia un esempio di come la lotta paghi e che il conflitto el'unità dei lavoratori sia l'unica arma nelle nostre mani per ribaltare ilpresente di sfruttamento e precarietà. Come compagni ecompagne del CSA Vittoria eravamo a quel picchetto come in tutti i momenti di lotta dei lavoratori dellecooperative per i quali si è arrivati alla costruzione di un coordinamentostabile tra strutture politiche e sindacali e singoli che le sostengono. Ciò perché riteniamoche si debba superare la logica dell'indeterminato e indefinito sostegno ailavoratori e/o la spettacolarizzazione delle lotte (o l'appoggio di questequando assurgono all'onore mediatico) per trasformare il senso immediato disupporto in capacità autorganizzata di generalizzazione del conflitto,dotandosi di una prospettiva chiara e cercando di praticarla a partire daun'analisi della fase (immaginiamo condivisa da molti e molte) che ci porta acostruire l'unità tra i diversi settori sociali protagonisti dello sfruttamentodi classe, proprio a partire dalle condizioni materiali che questi stessisoggetti sociali vivono. Questo è l'unicoantidoto utile per tenere lontani i vari “cappelli” politici e i solititentativi che, con scadenza regolare (soprattutto in prossimità di tornateelettorali), cercano di integrare ogni lotta all'interno di un alveo dicompatibilità istituzionale. Ma anche per respingere al mittente il pervicacedisegno di far pagare i costi dell'attuale crisi strutturale del capitalismo aogni lavoratore e lavoratrice delle cooperative, della scuola, dei call center,delle fabbriche, ai soggetti dei mille rivoli della produzione in cuil'accumulazione capitalistica cerca di riprodursi. Questa fase imponeinfatti ad ognuno di noi lo sforzo di superare le proprie soggettività percostruire un fronte di classe che ci permetta quantomeno di resistere erilanciare sul terreno del conflitto ai vari piani Marchionne econfindustriali, per affrontare quel blocco sociale trasversale ai governi dicentro sinistra e di centro-destra che sta pianificando un'uscita dalla crisiattraverso l'annientamento dei diritti e della stessa possibilità d'espressionedi un conflitto che si ponga su unterreno d'incompatibilità politica da un punto di vista di classe. Sull'analisi di fasee sulla nostra convinzione che all'oggi l'Italia sia avviata, per spinta dellacosiddette teste pensanti del capitalismo italiano, ad un processo diristrutturazione economica che la porti a essere luogo di trasformazione elogistica al di là di piccole nicchie di produzione altamente qualificatetecnologicamente, siamo disposti a ogni livello di confronto. Ma oggi quello che ciinteressa evidenziare è la spinta reale che viene dall'analisi dei conflittiche porta a forme di autorganizzazione da sostenere e alle quali va data unaprospettiva di generalizzazione. A questo proposito ecome elemento che conforta il nostro approccio alla lotta dei lavoratori dellecooperative, domenica 7 novembre si terrà un incontro a caratterenazionale tra i lavoratori delle cooperative dell'area metropolitana milanese,il coordinamento di sostegno e il movimento dei precari e dei disoccupati organizzatidi Napoli e Caserta e una delegazione della lotta di Terzigno. Allarghiamo l'invitoa questo momento di confronto ad ogni struttura politica, sindacale, ad ognicollettivo ed ogni realtà di lavoratori in lotta. Un incontro nazionalenon finalizzato ad un dibattito generico sulla fase ma a un confronto trametodi e livelli di lotta, per la generalizzazione delle esperienze e per provare a metterein relazione conflitti di settori sociali che lavorano su contraddizionidiverse ma che intervengono nella prospettiva dell'unità della classe e per unatrasformazione necessaria e radicale dell'esistente. Da questa assembleauscirà anche una proposta di corteo a Cerro al Lambro davanti ai cancelli dellaGLS dove lavoravano i 17 lavoratori della cooperativa Papavero caricati dallapolizia a febbraio e poi licenziati.
I compagni e lecompagne del CSA Vittoria |
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