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MORTI BIANCHE: DI CHI LA COLPA? PDF Stampa E-mail
Wednesday 04 March 1998
4 MORTI SUL LAVORO OGNI GIORNO
800.000 INFORTUNI SUL LAVORO OGNI ANNO
16.000 CASI DI INVALIDITA' PERMANENTE OGNI ANNO


Questo non è un bollettino di guerra, è uno spaccato di società "civile" e "democratica" nell'era del centro-sinistra. Questo stesso governo è stato infatti troppo occupato ad assecondare i dettami del mercato e le sue esigenze di ristrutturazione produttiva. Mentre, sul posto di lavoro, mancano spesso le minime garanzie di sicurezza: gli impianti sono obsoleti, usurati e mai sottoposti ai controlli del caso. E' chiaro che entrare nel merito di questi problemi vorrebbe dire andare a toccare i profitti dei padroni. E' evidente che precarizzazione, disoccupazione, deregolamentazione e individualizzazione del rapporto di lavoro, mettono i lavoratori nella situazione di dover accettare condizioni di lavoro sempre peggiori e meno retribuite. Inoltre, i ritmi di lavoro impongono di "far presto", di "essere svelti" e di lavorare anche fuori dall'orario, perchè il padrone ha da rispettare le consegne, altrimenti salta la competitività e la ditta viene tagliata fuori dal mercato. Per questo e per la paura di perdere il posto (sarà sempre più facile licenziare anche senza la giusta causa) non si bada alle condizioni e agli impianti di sicurezza. Questa ossessione produttiva ha un prezzo enorme sia come costi sociali, sia in termini di vite umane. La responsabilità è di una società orientata alla mera accumulazione del profitto, che precarizza e distrugge ogni forma di garanzia sociale. E' per questo fondamentale battersi per una riduzione generalizzata dell'orario di lavoro, su scala settimanale e a parità di salario, in questa fase in cui le tecnologie informatiche riducono di molto l'apporto di lavoro "vivo" ed in cui quindi la disoccupazione, anche in momenti di crescita economica, è strutturale. In conclusione è importante battersi per i diritti fondamentali: casa, salute, lavoro garanzie e salario sociale, non come elemosina per i più bisognosi, ma come obiettivi unificanti per ricostruire un'identit� di classe e per rilanciare la battaglia al modello neoliberista.
 
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