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No alla criminalizzazione della solidarietà di
classe !
È in corso una campagna di raccolta fondi per la cassa
di resistenza dei lavoratori licenziati all' Esselunga di Pioltello e una
campagna di denuncia e di propaganda contro il "sistema Esselunga"
con un manifesto da ritirare al presidio permanente di Pioltello.
I versamenti possono essere effettuati, indicando la
causale: “Presidio operaio esselunga”:
• con bollettini postali sul ccp nr. 3046206
• con bonifici sul c/c IBAN
IT13N0760101600000003046206
• con vaglia postale
tutti intestati a: Sindacato Intercategoriale Cobas,
Via Marco Aurelio 31, 20127 Milano
In questi giorni stanno arrivando gli avvisi
di garanzia a 21 compagni e compagne del SiCobas, del Centro Sociale Vittoria e
del Coordinamento di sostegno, con riferimento alla lotta dei lavoratori delle
cooperative in appalto ai magazzini Bennet di Origgio iniziata a luglio del
2008.
Come sempre non entriamo nel merito dei fatti
contestati e delle accuse, annotiamo solo la loro pretestuosità che indica
responsabilità generiche di “reati commessi in un unico disegno criminoso” in 3
picchetti in occasione degli scioperi.
Vogliamo invece denunciare con forza il loro
carattere fortemente politico contro un movimento a sostegno delle lotte dei
lavoratori delle cooperative che sta dando forti segnali di crescita e sviluppo
e che sta incominciando a mettere in crisi il sistema di schiavismo,
sfruttamento e caporalato che regola in maniera fortemente gerarchica e
autoritaria i rapporti di lavoro all’interno delle cooperative.
Un pesante sistema di accumulazione di
profitto, con chiari segni d'infiltrazione mafiosa, contro il quale i
lavoratori di numerosissime cooperative,
a stragrande maggioranza immigrati, hanno cominciato a scontrarsi, proprio
a partire dalla lotta di Origgio del 2008, tessendo un filo rosso di
comunicazione e solidarietà di classe che sta costruendo lotta dopo lotta,
picchetto dopo picchetto, assemblea dopo assemblea un percorso basato
sull'autorganizzazione, sull'identità di classe e sull'unità dei lavoratori.
Un percorso che, al di là della concretezza
delle vertenze sindacali e delle sacrosante rivendicazioni per condizioni
salariali e di lavoro migliori, si pone direttamente su un piano politico,
parlando di identità, di dignità, di ugualitarismo, di abbattimento delle
gerarchie e ponendo il problema della generalizzazione del conflitto a tutti i
settori lavorativi
Ricordiamo brevemente a tutti e tutte solo gli
episodi più eclatanti di questo percorso: la lotta dura e le cariche violente
della polizia e carabinieri alla Gls Executive di Cerro Lambro, i picchetti e
le iniziative di denuncia dentro i supermercati Billa, la lotta dei giorni
scorsi dei lavoratori in appalto alla Sda di Carpiano e quella ancora in corso contro
lo strapotere e l’arroganza delle cooperative in appalto al polo logistico
Esselunga di Pioltello.
Proprio
domenica 27 novembre l’aggressione squadristica organizzata dalle cooperative
utilizzate dal “mago” Caprotti fa capire come grandi consorzi, padroni e
padroncini vari vogliano alzare il livello dello scontro sul terreno repressivo
fino all’aggressione fisica organizzata.
Evidentemente queste lotte stanno lasciando il
segno nelle tasche dei padroni di turno che, sentendo messo in discussione il loro
“comando”, tendono sempre di più a spostare sul terreno prettamente politico
del potere, lo scontro con i lavoratori e contro chi pratica in maniera
militante la solidarietà di classe.
In un momento di crisi strutturale
dell'economia capitalista dei paesi dell'occidente industrializzato, crediamo
che ogni momento di conflitto che si ponga sul terreno concreto della
resistenza e della lotta, vada valorizzato e generalizzato ponendo le basi di
un confronto e di un avvicinamento di tutte le situazioni di lotta contro la
precarietà e lo sfruttamento di classe.
Siamo convinti che questa sia una scelta
obbligata per sviluppare una alternativa reale di sistema e non di governo alla
società capitalista, un'opposizione di classe che possa strutturarsi basandosi
sulla resistenza all'applicazione generalizza del "piano Marchionne"
e sulla contrapposizione di massa alla repressione di ogni lotta che non si
ponga sul terreno della concertazione.
CON QUESTE DENUNCE VOGLIONO SPAZZARE VIA LA
LOTTA DEI LAVORATORI !
SOLIDARIETA' PER CHI LOTTA !
LA REPRESSIONE NON FERMERA' LE LOTTE DEI
LAVORATORI DELLE COOPERATIVE!
LA SOLIDARIETA' E' UN' ARMA USIAMOLA!
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