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Sabato 10 dicembre Corteo a Pioltello PDF Stampa E-mail
Wednesday 07 December 2011
CONTRO LO SFRUTTAMENTO E IL CAPORALATO!
PER IL RITIRO DEI LICENZIAMENTI POLITICI!

Esselunga Pioltello: verso il corteo del 10 dicembre L'assemblea del 6 dicembre ha deciso in via definitiva l'appello della giornata di mobilitazione (di seguito).
Le firme sull'appello sono provvisorie e verranno aggiornate quotidianamente attraverso comunicazoni via mail e con pubblicazioni sul sito www.sicobas.org
Venerdì alle 17 il comunicato stampa finale
Questo il programma della giornata di sabato:
- 14,30: corteo con concentramento alla stazione di Pioltello.
Per chi arriva da MIlano si possono utilizzare sia  il treno che parte da Centrale alle 14.10 e ferma a Lambrate alle 14,19, sia il passante ferroviario con fermate in P.ta Venezia, P.le Dateo, P.ta Vittoria
- 18: A conclusione della manifestazione assemblea davanti ai cancelli per fare il punto della situazione e ragionare su come proseguire una battaglia specifica all'interno del contesto più geneale di crisi e di attacco ad opera del nuovo governo Monti
- 20,30: cena di autofinanziamento per la cassa di resistenza e a seguire musica nel piazzale  

Prime adesioni: SI-Cobas, CSA Vittoria, Territorio e società – Pioltello, Centro di Cultura Popolare – Seggiano, COA Transiti, Collettivo Città studi, USB-Milano, CSA Baraonda, Circolo ARCI Malabrocca, Sinistra Critica, Partigiani in ogni quartiere, Collettivo “La Sciloira”-Rho/Nerviano, Coordinamento Lavoratori Autoconvocati “Uniti contro la crisi”, RSU Marcegaglia, Spazio popolare “La forgia”-Crema, Giovani Comunisti-Crema, Falce e Martello-Crema, Comitato di difesa della Scuola pubblica-Crema, Resistenze Metropolitane, Spazio Popolare “La fucina”-Sesto S.G.

 

Sabato 10 dicembre, ore 14,30

Corteo cittadino

Concentramento alla stazione F.S. di Pioltello

A seguire Assemblea pubblica, cena e musica davanti ai cancelli

 

La lotta degli operai delle cooperative di Esselunga è la nostra lotta!

Domenica 27 novembre, dopo due giorni di sciopero che hanno bloccato il reparto “salumeria”, il consorzio Safra, ha messo in atto un'azione squadrista, attaccando gli scioperanti in presidio con una cinquantina di crumiri, anche esterni al reparto.

L'azione non aveva solo l’obiettivo di garantire la produzione nei reparti che muovono merce fresca (dove il danno economico di uno sciopero è più alto), ma soprattutto quello di far scontrare gli operai fra loro, per poter poi criminalizzare lo sciopero e tentare di alzare il livello repressivo contro una lotta che dura ormai da due mesi.

Non è un caso che l’attacco si è dato nella più totale assenza delle forze dell’ordine, (di solito presenti in gran numero, quando c’è uno sciopero) che si sono presentate solo dopo 3 ore per una perquisizione all’interno del presidio alla ricerca di…inesistenti armi da picchetto.

E’ chiaro a tutti ormai che questa vertenza non é decisiva solo per le sorti di 15 licenziati e delle loro famiglie; un’eventuale vittoria degli operai, darebbe coraggio a tutti i lavoratori che si trovano in una simile condizione di estremo ricatto e precarietà, e potrebbe spingerli a seguirne l’esempio, consapevoli finalmente della propria forza sindacale e politica.

Vogliamo quindi dare un forte segnale di solidarietà e di resistenza, lavorando per una campagna permanente di opposizione ai piani di sfruttamento padronali, al caporalato e ai licenziamenti politici che stanno attraversando tutta l’Italia. Una campagna che sappia unire gli operai delle cooperative, emblema del moderno sfruttamento, con quelli delle fabbriche, espulsi dal ciclo produttivo tramite licenziamenti di massa, affiancati da tutti i soggetti che subiscono la precarietà diffusa e dagli studenti. Una campagna che può e deve favorire lo schieramento di tutte quelle realtà che si oppongono alla politica di lacrime e sangue imposta dagli sciacalli della finanza europea e mondiale, ben rappresentata dal nuovo governo Monti, con la quale vogliono imporre ai lavoratori di pagare i costi del loro crack economico e finanziario per salvaguardare i loro profitti

 
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