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UN NERO PATTO PER IL LAVORO! MILANO FA BENE!?! PDF Stampa E-mail
Tuesday 06 June 2000
red-star.jpgIl "Patto per il lavoro" è un misto di razzismo e schiavitù legalizzata per tutti, migranti e non, che legalizza scandalosamente con il ricatto del permesso di soggiorno e di una fantomatica regolarizzazione!
 
 
Un "Patto per il lavoro", un misto di razzismo e schiavitù legalizzata per tutti, migranti e non, che legalizza scandalosamente con il ricatto del permesso di soggiorno e di una fantomatica regolarizzazione un mercato del lavoro parallelo a costo nullo per l'imprenditoria lombarda rendendo così ancora più precaria la situazione per i posti di lavoro garantiti che già esistono.
Questa è la Milano confindustriale, liberista e fascista di Albertini e De Corato che fa tanto bene agli speculatori, ai razzisti, ai bigotti benpensanti e agli imprenditori con la camicia bianca da sfoggiare nella "Milano da bere" e il portafoglio pieno di incentivi statali da investire in borsa ma con le mani sporche di sfruttamento di giovani, donne, italiani ed immigrati destinati ad una vita sempre più precaria, senza casa, senza un salario decente e garantito e con sempre meno garanzie sociali.
Migliaia di sfratti nell'edilizia popolare, sempre orientata alla svendita del patrimonio edilizio pubblico, per favorire la speculazione privata.
Una politica sull'immigrazione con un approccio di tipo xenofobo che criminalizza i migranti gettandoli così nelle braccia delle organizzazioni criminali nostrane.
Una politica ambientale inesistente che non fa niente per migliorare la qualità dell'aria che respiriamo, non disincentivando l'uso delle auto e non potenziando la rete dei trasporti pubblici (si parla sempre di aumento del prezzo del biglietto mai di diminuzione); con una giunta che permette l'installazione di migliaia di ripetitori per cellulari senza neppure informare del pericolo inquinamento magnetico che ne deriva e che invece di riqualificare ed ampliare le aree verdi, nel migliore dei casi le recinta mentre nel peggiore le consegna nelle avide mani di speculatori senza scrupoli (vedi progetto MAGOLFA 2000).
Una gestione politico-amministrativa delle aree dismesse per la quale parlare di speculazione edilizia diventa eufemistico di fronte alla voracità delle immobiliari e delle cordate finanziarie che sostengono le società costruttrici.
A questa Milano, a questa società a questo stato di cose presenti va detto basta, va opposta un'idea altra di società e di relazioni economiche e sociali che ponga l'uomo e la soddisfazione dei suoi bisogni e dei suoi diritti al centro di ogni strategia di trasformazione sociale.
Va costruita una nuova capacità di iniziative e di riflessione collettiva che, sul terreno concreto della lotta, sappia mettere insieme i Centri Sociali, l'associazionismo sociale e le forze del sindacalismo di base a quell'enorme numero di giovani, di donne, di lavoratori precari autonomi e disoccupati che senza più fiducia nella cosiddetta sinistra di governo, non hanno ancora sperimentato come la lotta sia l'unica possibilità per raggiungere traguardi collettivi di liberazione dalla schiavitù del lavoro salariato e contro lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

 
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