| ASSEMBLEA METROPOLITANA |
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| Tuesday 06 October 2009 | |
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PRECARIETA’ E RAZZISMO!
APPELLO
DELLE REALTA' MILANESI DELL'AUTORGANIZZAZIONE SOCIALE E SINDACALE per
l'Assemblea metropolitana per il rilancio del conflitto sociale di
Domenica 8 Novembre al csa Vittoria Le realtà milanesi dell’autorganizzazione sociale e sindacale promuovono per domenica 8 novembre 2009 alle ore 15:00 presso il Centro Sociale Autogestito Vittoria (via Friuli ang. Via Muratori) un’assemblea metropolitana per valorizzare percorsi e prospettive unitarie al di fuori e contro ogni logica concertativa. Un momento di confronto per costruire spazi di convergenza e soprattutto di pratica comune per far emergere un punto di vista anticapitalista nella città di Milano che segni la possibile rinascita di una stagione di lotte sociali e politiche per la conquista e la generalizzazione dei bisogni e diritti continuamente erosi e sottratti: salario, casa, istruzione, servizi sociali. La lotta e l’unità tra lavoratori di ogni settore è l’unica arma che abbiamo per dire ai padroni che non abbiamo nessuna intenzione di pagare i costi della loro crisi! Le realtà milanesi dell’autorganizzazione sociale e sindacale
VOLANTINO-MANIFESTO DEL CSA VITTORIA sulle iniziative di mobilitazione e confronto decise dall'Assemblea delle realtà dell’autorganizzazione sociale e sindacale dell’area metropolitana milanese.
CONTRO LICENZIAMENTI, PRECARIETA' E RAZZISMO!
UNITI CONTRO LA CRISI!
L’esorbitante aumento delle richieste di cassa integrazione straordinaria e/o in deroga, dei licenziamenti, il mancato rinnovo dei contratti precari (interinali, a tempo determinato, co.co.pro,...), le ristrutturazioni e l’attacco alle condizioni salariali, sono le misure, strettamente connesse e interdipendenti, che il capitalismo sta adottando per uscire dalla profonda crisi strutturale in cui versa, evidentemente non relegabile a fumose “congiunture negative” di mercato o a una cattiva gestione della finanza ad opera di speculatori senza scrupoli come vogliono farci credere. Solo da ultimo, ma pur sempre collocato in questa trama di attacco ai salari e ai diritti nei luoghi di lavoro, l’accordo separato sottoscritto da FIM-UILM sulla testa dei metalmeccanici.
Tali misure si inseriscono in un contesto economico in cui il
capitalismo italiano, per mantenere elevati i livelli di profitto, da
decenni ricerca e persegue la flessibilizzazione dei rapporti di
lavoro, la dispersione della produzione verso paesi che permettono
costi più bassi e scarsa conflittualità, la fusione pressoché totale
con il mondo finanziario per sfruttarne le dinamiche speculative, la
privatizzazione del welfare state.
E quale collante ideologico, per offrire un “comodo” capro espiatorio
ai vasti strati di popolazione in palese sofferenza economica e sociale
per le conseguenze della crisi, l’attuale governo si avvale di misure
razziste (quali la capillare militarizzazione dei territori in cui
viviamo, i “pacchetti sicurezza”, le deportazioni e respingimenti di
massa) che, unitamente alle misure descritte, fungono da grimaldello
che permette di costruire un rinnovato modello societario sempre più
autoritario e un'organizzazione del lavoro snella ed esente da istanze
conflittuali.
Crediamo che l'allargamento del conflitto sociale sia l'unica vera
soluzione per la conquista e la generalizzazione dei bisogni e diritti
continuamente erosi e sottratti: salario, casa, istruzione, servizi
sociali. Su queste basi l' Assemblea delle realtà dell’autorganizzazione sociale e sindacale dell’area metropolitana milanese indica quali primi momenti di mobilitazione, di confronto e di lotta:
-SABATO 10 OTTOBRE DALLE 16.00, UNA GIORNATA DI MOBILITAZIONE ARTICOLATA IN PIAZZE TEMATICHE CON CORTEI E PRESIDI IN DIVERSI PUNTI DELLA METROPOLI TRA CUI DAVANTI ALL’IPERCOOP DI VIALE UMBRIA - PIAZZALE LODI - PER LA ZONA SUD DI MILANO;
-Venerdì 23 ottobre, aderiscono e partecipano allo sciopero generale del sindacalismo di base;
-Domenica 8 novembre alle ore 15,00 al Centro Sociale Autogestito Vittoria, promuovono un’assemblea metropolitana aperta per dare l’avvio a un confronto che valorizzi percorsi e prospettive unitarie al di fuori e contro ogni logica concertativa.
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