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La nuova MANOVRA FINANZIARIA, al di là del tragicomico contorno di
farneticanti proposte presentate e ritirate un minuto dopo, rappresenta
invece un nuovo e violento attacco ai diritti dei lavoratori e
proletari.
E’ questo che il governo Berlusconi-Tremonti-Lega, dietro il diktat
della BCE, sta preparando in questi giorni con una nuova manovra. Un
provvedimento che si aggiunge ai due già emanati quest’anno che già
duramente hanno colpito stato sociale, sanità, scuola, diritti sociali e
salari.
Un ulteriore massacro che intende mantenere intatti lobbies,
corporativismi, interessi di banche e padronati e che ha come fine
ultimo il mantenimento di un sistema economico basato su speculazione e
sfruttamento.
Ma l’intervento del governo mira a colpire anche i capisaldi e simboli delle lotte dei lavoratori e che nello specifico prevede:
· l’eliminazione delle tutele dei lavoratori trasferendo
alla contrattazione aziendale la regolamentazione generale dei diritti e
quindi superando i limiti alla libertà di licenziamento;
· l’attacco, con l'assurda e inverosimile scusa dell'aumento
della produttività, alle date simbolo della resistenza e del lavoro
ossia il 25 aprile e il 1 maggio allo scopo evidente di arrivare ad una
prossima abolizione;
· le basi per un ulteriore attacco alle pensioni e alle
liquidazioni, colpendo nell'immediato sicuramente i lavoratori del
pubblico impiego;
· ennesimi tagli alle spese sociali e sanitarie e agli enti
territoriali che, ormai senza fondi, aumenteranno le tasse locali per
dedicarsi ormai agli unici compiti che riescono ad affrontare ossia
legalità e sicurezza;
· con l’assunto delle riforme strutturale, le basi per
l'abolizione dello stato sociale e allo scopo di imporre, con il
pareggio di bilancio, il pensiero liberista come unico modello possibile
tenendo presente che l'unica eccezione a tale fondamento si è avuta e
si avrà solo per salvare le banche e le loro speculazioni con grande
iniezioni di denaro;
· il nuovo tentativo di privatizzare servizi e risorse come
l’acqua che i referendum di giugno avevano abrogato e impedito.
Il tutto si muove in continuità con la logica dei sacrifici che da
venti anni ormai in nome della partecipazione all’unione europea ha
portato sia in campo legislativo sia sul fronte delle contrattazione
sindacale alla distruzione progressiva dei diritti del lavoratori: dalle
controriforma delle pensioni, al diritto di sciopero, dalla precarietà
diffusa alla mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro al lavoro
interinale e altre forme di caporalato impunito…….Ultimi in ordine di
tempo ma non di importanza i referendum nei vari stabilimenti fiat
(senza che ovviamente marchionne abbia dato alcuna garanzia) e l’accordo
del 28 giugno nel quale la Cgil ha una pesante complicità nel colpire
gravemente i diritti dei lavoratori.
Lo scopo evidente di questo susseguirsi di provvedimenti e accordi era
ed è la frammentazione della classe lavoratrice e delle lotte a
vantaggio degli interessi, profitti e rendite di banche e padronato..
Contro tutto questo è stato lanciato lo sciopero del 6 settembre indetto
dai sindacati di base e dalla stessa Cgil costretta a tale scelta dalla
base sempre più in subbuglio.
Una data che riteniamo di assoluta importanza per una reazione immediata
alla macelleria sociale in corso , ma riteniamo che a questa debba
necessariamente seguire una mobilitazione continua che riporti il
conflitto sociale e di classe al centro dei vari momenti di lotta.
Occorre che i lavoratori e le forme organizzative che realmente li
rappresentino si muovano nella direzione della ricomposizione di classe
superando la frammentazione sociale e ritrovino la spinta per
ricominciare a pensare che questo non è l'unico mondo possibile e che
l'obbiettivo ultimo che ci si deve porre è la costruzione di un società
alternativa non più basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sul
profitto.
i compagni e le compagne del csa vittoria
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