| CENTRI SOCIALI: PROBLEMA D'ORDINE PUBBLICO ? |
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| Monday 02 August 1999 | |
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I Centri Sociali si pongono all'interno della
battaglia politica contro il neoliberismo; esprimono antagonismo
politico e sociale in rotta di collisione anche con questo governo che
vuole sacrificare lo Stato Sociale sull'altare di Maastricht. Le realtà
autogestite sono contro i modelli comportamentali che questo assetto
politico economico neoliberista ha prodotto e diffuso nella società in
questi anni. Tali modelli di comportamento sono imperniati sul conformismo, sul carrierismo, sull'individualismo e si sono affermati negli anni con una martellante promozione televisiva craxiana prima, in seguito berlusconiana, che ha portato a passività, superficialità e qualunquismo politico. Proprio superficialità e qualunquismo causano spesso pregiudizi e repulsione nei confronti delle realtà autogestite. Non si può liquidare così facilmente anni di costruzione politica e fisica degli spazi di questo tipo. Il Centro Sociale Vittoria é sorto su una struttura da anni inutilizzata, avviata all'abbandono e fatiscente, restituendo al quartiere e alla città uno spazio di socialità e antagonismo politico. In un anno e mezzo di attività sono state promosse ed organizzate due rassegne teatrali con compagnie emergenti che, al di fuori dei circuiti dei teatri tradizionali, hanno oggi ben pochi luoghi dove provare ed esprimersi nella loro ricerca creativa di messaggi, contenuti, testi. Abbiamo dato spazio ogni sabato a tantissimi gruppi musicali giovanili che, assolutamente autogestiti e autoprodotti, hanno trovato nel nostro centro il canale per farsi sentire e per emergere al di fuori di un concetto di mercificazione della musica. Abbiamo svolto seminari di approfondimento storico ed economico che hanno avuto come oggetto la ricerca delle radici dell'attuale società classista, trovandole in secoli di sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Abbiamo promosso iniziative internazionaliste di sostegno alla lotta contro il genocidio del popolo curdo con la partecipazione ufficiale di una delegazione del P.K.K., il partito dei lavoratori curdi. Si sono tenute serate con filmati e dibattiti per raccogliere solidarietà e fondi a sostegno della campagna di liberazione di Silvia Baraldini, oggi ancora detenuta innocente nelle carceri U.S.A., solo perchè non fa abiura delle proprie scelte e convinzioni politiche. Le stesse iniziative sono valse per Mumia Abu Jamal, salvato, purtroppo solo per il momento, dalla pena di morte, grazie alla mobilitazione e l'interessamento internazionale che si è pronunciato contro questa barbarie umana e giuridica e questa sete di vendetta del governo U.S.A. contro chi è da sempre in prima fila nella battaglia antirazzista e anticapitalista. Per continuare la panoramica sulle nostre iniziative, nel mese di Marzo 1997 abbiamo promosso una " sei giorni " di mobilitazione antifascista, con una mostra che traccia l'evoluzione della società italiana dal fascismo al neoliberismo passando per lo stragismo e la strategia della tensione. Collegati alla mostra e alle sue tematiche ci sono stati filmati e spettacoli teatrali. Con la partecipazione di Emergency abbiamo promosso una serata antimilitarista per lo smantellamento delle mine antiuomo. Nello stesso periodo c'è stata una iniziativa sulla situazione nord-irlandese, con filmati, dibattito e musica irlandese. Abbiamo proposto un pomeriggio di festa per i bambini del quartiere, con giocolieri e clowns. Stiamo lavorando alla costruzione di una biblioteca/libreria che sarà al servizio dei frequentatori del centro e del quartiere intero. A breve porteremo a compimento il progetto di uno sportello di assistenza legale gratuita sui problemi di casa e lavoro, con la presenza periodica di un avvocato, che possa servire da supporto tecnico ad una lotta più generale contro la precarizzazione, la flessibilità e la deregolamentazione del mercato del lavoro. Per concludere, il presupposto su cui siamo nati come Centro Sociale Vittoria e che ancora oggi è il cardine delle nostre attività, è la determinazione della nostra completa autogestione. Autogestione sociale, politica ed economica come rifiuto della subordinazione a qualsiasi partito, sindacato, istituzione dello stato. Riteniamo infatti questo l'unico modo per sviluppare forme di democrazia diretta e assembleare che, senza alcuna mediazione, non deleghino a nessuno le lotte per il soddisfacimento dei propri bisogni. Proponiamo forme di aggregazione sociale che sappiano sviluppare antagonismo e critica radicale al modo di produzione, alla cultura, alla politica e all�ideologia dei valori di impresa di questa società liberista. Abbiamo creato questo spazio per utilizzarlo come centro promotore di pratica e di controcultura e opposizione, per creare consenso attorno all'idea ed alla sua stessa praticabilità di un ribaltamento dei rapporti tra capitale e lavoro. Abbiamo creato questo spazio anche per dare, con una caratterizzazione specifica di quartiere risposte anche a bisogni concreti di spazi di socialità, musica, teatro e qualsiasi altra cosa vorremo e saremo in grado di produrre e costruire nel quartiere. Costringere, rinchiudere, semplificare queste nostre pratiche di lotta e di attività sociale come un problema di ordine pubblico o di disturbo della quiete pubblica o addirittura di imbrattamento dei muri; mistificare il nostro antiproibizionismo per ridurlo a copertura di spaccio, ci sembrerebbe troppo forzato e farneticante se non fosse il frutto di una scelta politica mirata e provocatoria. C.S.A. VITTORIA:AREA DI PRODUZIONE DI CONFLITTO! |
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