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mercoledì 22 ottobre 2008 |
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CONTRO IL RAZZISMO
Negli ultimi mesi in Italia abbiamo assististo a diversi gravissimi episodi di razzismo. Dall'omicidio di Abdoul a Milano, all'aggressione di un ragazzo a Parma perpetrato dai vigili urbani, al pestaggio di una quindicenne del Varesotto da parte di un gruppo di coetanei, motivato dal fatto che su un autobus si era seduta in un posto che secondo gli aggressori avrebbe dovuto essere riservato solo agli italiani, al massacro di Castel Volturno, che gli immigrati, continuamente vessati e sottoposti a soprusi ed angherie, negano essere un regolamento di conti per spaccio di droga, fino ad arrivare alle violenze denunciate da giovani immigrati a Roma e Milano i primi di ottobre. Ma questa lista di violenze descrive solo una minima parte della realtà, e diventerebbe interminabile se si contassero tutti gli episodi di razzismo che quotidianamente avvengono nelle nostre città. Il razzismo è quindi palesemente un fenomeno diffusissisimo nella società come tra le cosiddette forze dell'ordine, che puntualmente vengono coperte dalle forze politiche che si alternano al governo. QUESTA CULTURA XENOFOBA E RAZZISTA COMPLETAMENTE PRIVA DI VALORI DI EGUAGLIANZA E SOLIDARIETÀ È VEICOLATA SIA DAL CENTRO-DESTRA CHE DAL COSIDDETTO CENTRO-SINISTRA. La prima delle leggi contro gli immigrati proviene infatti da un governo di centrosinistra: la legge Turco-Napolitano, che portò alla nascita dei CPT e la conseguente segregazione dei migranti in queste carceri temporanee in attesa di essere ricacciati nelle loro terre d'origine, paesi in gran parte dei casi segnati da guerre, da fame e povertà, per cui l'unica salvezza di una famiglia poteva essere la rimessa del salario del parente migrato in Italia. Questa venne poi affiancata ed in alcune parti sostituita dalla legge Bossi-Fini del governo di centrodestra, che costrinse la popolazione immigrata in una spirale senza senso: prescrive infatti che senza permesso di soggiorno non si può avere un contratto di lavoro in regola, ma allo stesso tempo che senza un contratto regolare non si può accedere al permesso. Un cane che si morde la coda. Ed ora con il nuovo pacchetto sicurezza si vuole accrescere ancor più la paura verso lo straniero, criminalizzandolo e facendo rientrare il fenomeno immigrazione nell'ambito dell'ordine pubblico, aizzando odio e angosce contro un capro espiatorio, una figura costruita per deviare l'attenzione della popolazione dai reali bisogni e diritti, la casa, il lavoro, la scuola, la sanità, che dovrebbero essere per tutti e per tutte senza distinzioni. I MIGRANTI SERVONO AL SISTEMA ECONOMICO COME MANOVALANZA A MINIMO COSTO E SENZA DIRITTI, SENZA ASSICURAZIONE SANITARIA NE' PROTEZIONE DAGLI INCIDENTI Se nel secolo scorso erano donne, bambini e disoccupati ad avere questo ruolo di esercito industriale di riserva per i padroni, da far lavorare per poche lire fino ad orari assurdi ed in condizioni pessime, oggi sono i lavoratori immigrati i più sfruttati ed i più utili per alzare i profitti tagliando i costi del lavoro. IN UN SISTEMA ORGANIZZATO SULLO SFRUTTAMENTO DEI PIÙ DEBOLI E RICATTABILI, L'IMMIGRATO SENZA PERMESSO È IL LAVORATORE PIÙ AMBITO, PERCHÈ SENZA CONTRATTO NON AVRÀ I DIRITTI MINIMI CONCESSI AGLI ITALIANI, E NON POTRÀ NEMMENO RIVALERSI SUL PADRONE POICHÉ PER LA SOCIETÀ È LUI STESSO L'ILLEGALE, IL CLANDESTINO. Noi lottiamo per una società in cui non ci sia più posto per lo sfruttamento e la precarietà, per una società fondata sul principio dell'uguaglianza, in cui razzismo e xenofobia non possano mai attecchire. Per questo è fondamentale ricordare che la paura dello straniero è utile al sistema ed ai padroni per dividere i lavoratori, per aizzare una guerra fra poveri che non fa altro che farci rimanere nella condizione di sfruttati. L'unità dei lavoratori è invece l'unica arma con cui portare avanti cambiamenti e per rivendicare i nostri diritti, che ogni giorno governi e padroni tentano di cancellare.
CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO VITTORIA
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