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LA SOLIDARIETA’ E’ UN’ARMA USIAMOLA! PDF Stampa E-mail
mercoledì 17 giugno 2009
red-star.jpgComunicato del CSA Vittoria dopo le condanne di Sabato 13 Giugno
2009 e le indagini e gli arresti di Roma, Milano e in Sardegna.

CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DEI MOVIMENTI NON UN PASSO INDIETRO!

 

LA SOLIDARIETA’ E’ UN’ARMA USIAMOLA!

Le condanne emesse sabato 13 giugno per i compagni e le compagne imputati di reati associativi e perseguiti nella cosiddetta “operazione tramonto” sono molto gravi e pesanti: complessivamente 110 anni, 1 mese e 10 giorni, nonché il risarcimento degli asseriti danni subiti dal giuslavorista Ichino e dallo stato italiano. La violenza di questa sentenza già scritta e dalla chiara matrice politica purtroppo non ci stupisce.Come del resto non desta in noi alcuna meraviglia l’ultimo scoop della solerte magistratura italiana che oggi indaga su diversi compagni e compagne di Milano, Roma e Sardegna disponendo la carcerazione per alcuni, mettendone altri sotto indagine a piede libero con l’imputazione pesantissima di costituzione di banda armata e associazione sovversiva. Questo accade, scientemente, poco prima dell’inizio del G8 de L’Aquila e ci riporta alla memoria, anche per le presunte azioni dimostrative da attuare con aereoplanini telecomandati (!!!), le notizie del lancio di sangue infetto che avrebbe dovuto macchiare il regolare svolgimento del vertice tra le forze imperialiste di Genova 2001.Una riedizione di un film gia visto, “sbatti il mostro in prima pagina”, che soprattutto lascia presagire un finale già scritto, affatto dissimile da quello tracciato dai giudici della Corte di Assise di Milano e fondato su mere supposizioni e sospetti che, anche grazie ad un arretramento della soglia di punibilità offerta dalla contestazione delle “finalità di terrorismo”, arriva a condannare la semplice intenzione e/o l’opinione politica disinteressandosi  dell'eventuale attuazzione di fatti specifici.Questi compagni sono infatti imputati perché “avrebbero pensato, avrebbero ipotizzato, avrebbero voluto”, un uso assillante del condizionale che dà il senso chiaro della pretestuosità delle accuse. Ma questa scientifica opera di provocazione da parte degli apparati repressivi dello stato non ci deve far indulgere a qualsiasi sorta di vittimismo, perché svela ed evidenzia l'intenzione di accelerare quel processo di criminalizzazione giudiziaria e politica che punta, non tanto e non solo, ad individuare una presunta area da reprimere, ma che mira esplicitamente a colpire ogni forma di opposizione radicale o espressione di semplice dissenso di chi, praticando il conflitto, si pone al di fuori delle regole compatibili dell’alternanza di governo e del parlamentarismo borghese.Questa repressione subisce un’accellerazione preventiva, proprio perché siamo in una fase di profonda crisi strutturale e di sistema del capitalismo nel quale le voci di dissenso più o meno organizzate e le forme di resistenza, politica e sociale, allo sfruttamento di classe e, in sintesi, all’impoverimento generalizzato dei lavoratori e delle lavoratrici, stanno emergendo nei territori e nei differenti luoghi della produzione del profitto.In tale contesto di perfezionamento di un controllo sociale sempre più pervasivo e di limitazione degli spazi di opposizione è ben inquadrabile il disegno di rimozione dalla stessa storia della coscienza dei movimenti di lotta dell’idea di una società altra e radicalmente alternativa, non più fondata sullo “sfruttamento dell’uomo sull’uomo”.A colpi sia di manovre e teoremi giudiziari, sia della repressione poliziesca minuta e quotidiana, sia di un revisionismo storico fatto proprio anche dalla stessa sinistra cosiddetta socialdemocratica, il tentativo centrale è quello di estirpare ogni forma di immaginario rivoluzionario da un corpo sociale e di classe sempre più sfruttato e precario. Contro questo disegno continueremo a opporre la costruzione di percorsi di lotta e di opposizione per l'allargamento del conflitto sociale per la conquista e la generalizzazione dei bisogni e dei diritti continuamente erosi e sottratti, per la costruzione di una società in cui ogni forma di sfruttamento capitalista non sarà che un pallido ricordo.

CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DEI MOVIMENTI NON UN PASSO INDIETRO!

I compagni e le compagne del Centro Sociale Autogestito Vittoria
 
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