|
Giovedì
19 gennaio si è tenuto presso il Centro Sociale Vittoria di Milano un
incontro con il compagno Jon Etxeberria, della commissione rapporti
internazionali del sindacato di base basco LAB, organizzato dal Csa
Vittoria insieme alla rete milanese amici e amiche di Euskal Herria /
Euskal Herriaren Lagunak come primo passo in avvicinamento alla
settimana internazionale in solidarietà al Popolo Basco che si terrà dal
17 al 26 febbraio e al corteo nazionale del 3 marzo “tanti popoli
un’unica lotta”.
La
serata si è sviluppata in una serie di interventi che hanno ribadito
quale unica soluzione per rispondere agli attacchi ai lavoratori e
uscire dalla situazione attuale causata dalla fase di crisi e di
riorganizzazione del capitale, quella di organizzarsi, ricostruire
identità e coscienza di classe ed essere in grado di riproporre e
generalizzare conflitto.
L’
esperienza del sindacato LAB all’interno del Paese Basco dimostra che
ciò è possibile. Complici 50 anni di lotte e una fortissima
determinazione popolare che mai ha disgiunto gli obbiettivi di
indipendenza e costruzione di una società socialista, la classe
lavoratrice basca è stata la prima in Europa a rispondere alla crisi
organizzando uno sciopero generale. Negli ultimi tre anni il sindacato
LAB ha organizzato tre scioperi generali, ottenendo un’adesione
massiccia de parte dei lavoratori baschi. Nelle ultime elezioni
sindacali il LAB ha ottenuto 120000 voti in più rispetto ai suoi
iscritti, confermando che l’organizzazione è stata in grado di aggregare
tantissimi lavoratori e lavoratrici proprio in un periodo di crisi che
può invece favorire l’avanzata di spinte conservatrici e populiste e
vittorie elettorali delle destre. Destre che sono uscite vittoriose
dalle ultime elezioni in tutto lo Stato Spagnolo tranne che nella
regione basca.
L’organizzazione
e l’unità della classe lavoratrice devono essere i principali
obbiettivi, poiché la classe dominante è già unita, i padroni, i
banchieri, le classi borghesi sono già unite e si ritrovano
periodicamente nei loro vertici europei e internazionali, per decidere
come i rispettivi governi debbano far pagare i costi di questa crisi ai
lavoratori, come in Grecia, Portogallo e Irlanda. Lampante la
situazione in Italia, dove la BCE ha intimato le direttive economiche e
l’imposizione di un governo designato apposta per metterle in pratica.
L’organizzazione
è l’unico strumento che abbiamo per contrastare la forza padronale che
con licenziamenti, abbassamento dei salari, attacchi ai diritti
fondamentali, l’utilizzo di contratti a termine e delocalizzazioni
verso paesi in cui la manodopera ha un costo più basso ed è più
sfruttata, e chiusure di fabbriche cerca di uscire dalla crisi per poi
riproporsi più forte avendone smaltito i costi in migliaia di lavoratori
e lavoratrici lasciate in mezzo alla strada e in cui il precariato
diventerà la normalità, non solo lavorativa delle nostre vite.
Proprio
questo bisogno di organizzarsi e rispondere ai padroni ha portato, qui
da noi come in Euskal Herria, un sempre un maggior numero di situazioni
lavorative a schierarsi, in maniere e modi differenti, contro i
rispettivi padroni per riconquistare il posto di lavoro o non permettere
la chiusura delle fabbriche.
I
lavoratori dei magazzini Esselunga di Pioltello, in lotta da mesi e
licenziati per aver osato sfidare il sistema Esselunga fatto di
sfruttamento, precarietà e schiavitù sono intervenuti alla serata
raccontando la loro esperienza.
All’inizio
spinti solo dalla loro condizione oggettiva di sfruttati e dal bisogno
di venire rispettati nel proprio luogo di lavoro hanno, sul terreno
concreto della lotta, conquistato coscienza di essere classe e questo
sta permettendo loro non solo di mantenere, dal 1° di novembre 2011, un
presidio permanente propulsore di iniziative inerenti alla loro vertenza
specifica e per il reintegro di tutti i licenziati, inserendo la loro
lotta nel contesto più ampio della battaglia per la conquista dei
diritti di tutti i lavoratori, ma di rappresentare, nei fatti, uno dei
momenti più radicali di lotta politica sindacale dell’area metropolitana
all’insegna dell’identità e della solidarietà di classe.
La
solidarietà e l’incontro tra diverse esperienze lavorative in lotta
deve portare alla creazione di un percorso autorganizzato e di massa in
cui i lavoratori, discutendo e mettendo in pratica forme di lotta
condivise sappiano reagire all’avanzata liberista del governo Monti e
dei futuri governi che si susseguiranno per difendere gli interessi di
un capitale sempre più avido di profitto e purtroppo sempre più forte
perché privo di una opposizione sociale e politica.
Questo
è l’unico modo che i lavoratori hanno per sperare di vincere,
organizzarsi e lottare perché solo lottando acquisteranno coscienza di
quello che realmente sono, classe.
Su
queste valutazioni si è trovata assoluta sintonia tra i lavoratori, i
compagni e le compagne presenti, e il rappresentante di Lab e sulla
sintesi del compagno sulla capacità di coniugare autodeterminazione e
conflitto sociale si è chiusa l’assemblea dopo l’intervento di un
compagno della rete EHL Milano che ha lanciato la settimana di
solidarietà internazionale e il corteo “tanti popoli un’unica lotta”.
Organizzarsi, organizzarsi, organizzarsi!
Per l’unità della classe, per l’unità dei popoli in lotta !
per vedere i video dell'intervento
prima parte:
http://www.youtube.com/watch?v=c3KZTuneEac
secpnda parte:
http://youtu.be/MY5nncvadD4
Video sciopero paesi baschi
http://www.youtube.com/watch?v=ULxzuayc0i4&feature=related
|