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FERMARE LA GUERRA DEVE ESSERE UN OBIETTIVO DI TUTTI!
Perchè gli USA vogliono imporre il loro
controllo politico e militare, direttamente o attraverso governi
fantoccio, sui giacimenti petroliferi irakeni al secondo posto, a
livello mondiale, per quantità e facilità di estrazione.
Perchè gli USA, dopo l'11 settembre, vogliono sottolineare il loro
ruolo di comando e di gendarme del mondo e, con la scusa della lotta al
terrorismo, ridefinire il loro controllo su aree fondamentali dal punto
di vista politico-militare o delle fonti energetiche (Afghanistan:
passaggi gasdotti/oleodotti; Irak: petrolio; Palestina: sostegno ad
Israele per il controllo dell�intera area mediorientale).
Perchè il governo USA ha bisogno di questa guerra per rilanciare
la propria economia in una fase di forte crisi economica (crollo dei
colossi Worldcom ed Enron).
Perchè gli USA vogliono dare un chiaro messaggio di strapotere
anche al nuovo polo economico politico europeo, oltre a quello russo e
cinese con i quali la "guerra" si sta già combattendo oggi sul piano
economico (aumento dei dazi doganali, blocco delle importazioni, ecc...).
Perchè le guerre imperialiste hanno molti nomi, UMANITARIA per il
centro sinistra, PREVENTIVA o di LIBERTA' DURATURA per il centro destra;
ma a pagare i costi di queste aggressioni sono i popoli del mondo che
subiscono stragi, morte e fame da una parte, e sacrifici economici per
le spese militari dall'altra.
Perchè il popolo irakeno ha già pagato all'arroganza USA e agli
alleati europei, tra cui l'Italia, un altissimo tributo di sangue con
500.000 morti nel conflitto del 1991 e più di 1.500.000, soprattutto
bambini ed anziani, per il criminale embargo in vigore.
Perchè il risvolto locale di questa guerra globalizzata al "terrorismo" è una guerra dichiarata ai diritti dei popoli con le
politiche neoliberiste che saccheggiano le tasche dei lavoratori, con
la precarizzazione del mercato del lavoro; con le privatizzazioni di
sanità, scuola e pensioni; con i licenziamenti (la Fiat è solo
l'inizio); con un attacco frontale ai diritti e alle poche libertà fino
ad oggi garantite (art. 18, diritto di sciopero, ecc.); con il
restringimento della libertà di circolazione (legge razzista Bossi
Fini) e con l'inasprimento dei livelli repressivi sia dal punto di
vista legislativo sia nella quotidianità di denunce, sgomberi, arresti
per i militanti dell'autorganizzazione sociale e sindacale.
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