Newsletters

info - appuntamenti
iniziative - concerti

Newsletter


Ricevi HTML?

Statistiche

Visitatori: 926996
Euskal Herria: elezioni farsa PDF Stampa E-mail
Sunday 01 March 2009

red-star.jpgPaesi Baschi:

elezioni farsa e repressione poliziesca

Si sono aperti questa mattina alle 9 e chiuderanno alle 20 i seggi nelle province basche di Bizkaia, Araba e Gipuzkoa per l’elezione del parlamento della Comunità Autonoma Basca (CAV).
5000 agenti sono stati mobilitati per garantire il regolare svolgimento della consultazione e per impedire azioni di boicottaggio o contestazione da parte della sinistra indipendentista che, su decisione delle autorità giudiziarie e politiche spagnole, è stata completamente esclusa dal voto.

Ma la mobilitazione dell’area sociale vicina alla sinistra patriottica è visibile: i leader del Partito Socialista Basco Patxi Lopez e quello della Sinistra Unita Javier Madrazo, mentre si recavano al seggio per votare accompagnati da giornalisti e cameraman, sono stati contestati da numerosi attivisti che esponevano cartelli e magliette contro l’esclusione delle due liste indipendentiste e contro ‘il furto di democrazia’. In entrambe le situazioni la polizia e vigilantes privati hanno portato via di peso i contestatori.

Sarebbero ben 39 finora le persone identificate e denunciate per reati connessi alla 'perturbazione del processo elettorale'. In altri seggi le operazioni di voto sono slittate di alcune ore a causa del sabotaggio delle serrature bloccate dal silicone. In un collegio del quartiere Egia di Donostia una giovane attivista della sinistra patriottica è stata arrestata. Durante la giornata altri arresti, ai danni di attivisti che cercavano di distribuire ai votanti le schede per votare le liste illegalizzate, ci sarebbero stati anche nei quartieri di Aiete e Urnieta.

Nonostante l’esclusione da parte del giudice dell'Audiencia Nacional Baltazar Garzon delle liste di ‘Democrazia 3 Milioni’ e di ‘Askatasuna’, il movimento indipendentista basco ha chiesto ai propri simpatizzanti di votare comunque per D3M per dimostrare il suo radicamento sociale e popolare nonostante la messa fuori legge.
I voti espressi per D3M verranno conteggiati come nulli, ma già in passato liste proibite avevano ottenuto tra il 10 e il 15% dei voti espressi. La campagna elettorale si è svolta tra arresti, manifestazioni sciolte con la forza, sedi perquisite alla ricerca di schede elettorali e cartelli delle liste illegalizzate, multe nei confronti degli attivisti indipendentisti.

I primi risultati si avranno intorno alle 22.30, in una giornata il cui esito non è scontato. Infatti diverse inchieste mostrano che i socialisti (Partido socialista de Euskadi, Pse, emanazione del Psoe) potrebbero crescere dai 18 seggi attuali a 22-26 su 75. Anche il Partito Nazionalista Basco (autonomisti centristi) sarebbe in crescita, da 22 a 27-30 seggi, ma il suo alleato nazionalista di centrosinistra Eusko Alkartasuna (dato in calo da 7 a 3 deputati o meno), renderà difficile la creazione di una coalizione nazionalista come quella che ha governato degli ultimi anni insieme alla Sinistra Unita. Anche il partito di destra Pp, fortemente centralista, sarebbe in calo, da 15 seggi a 10-14, a seconda dei sondaggi.
In questa situazione, gli analisti prevedono che nei Paesi Baschi i socialisti del candidato governatore Patxi Lopez saranno l'ago della bilancia di un'alleanza, e potrebbero formare una coalizione con il Pnv.

Naturalmente nei sondaggi occorre tener presente che l’aumento in seggi di alcuni partiti non è determinato esclusivamente dall’aumento delle percentuali di voto, ma soprattutto dalla esclusione da queste elezioni della sinistra indipendentista che nel parlamento autonomo appena sciolto poteva contare su ben 9 eletti nella lista del Partito Comunista delle Terre Basche (Ehak) anch’esso sciolto da Madrid per contiguità con il movimento politico Batasuna.

E. H. Lagunak Milano

 
< Prec.   Pros. >