| IMMIGRAZIONE NON SIGNIFICA CRIMINALITA' |
|
|
|
| Sunday 04 June 2000 | |
|
Riflessione sulla legge sull'immigrazione Turco-Napolitano
La legge sull'immigrazione
Turco-Napolitano, inserita pienamente nello stesso disegno di
repressione e nella più ampia logica degli accordi di Schengen (libera
circolazione delle merci e del capitale, ma non delle persone), è
impostata su una gestione poliziesco-militare delle migrazioni : di
fronte ad un progressivo depauperamento dei paesi del Sud del mondo,
anche quelli a noi più vicini (Albania e paesi del Maghreb), e del
saccheggio delle risorse umane e naturali di questi stessi paesi da
parte delle multinazionali occidentali, i governi europei, anche quelli
cosiddetti di centrosinistra, rispondono attraverso la militarizzazione
delle frontiere e del territorio (vedi le ultime caccie all'immigrato
operate dalle forze dell'ordine) e, nel contempo, costruendo i "centri
di permanenza temporanea" come quello di via Corelli , aperto nella
nostra città da pochi giorni, veri e propri lager di stato in cui
vengono detenute in condizioni disumane persone che non hanno commesso
alcun reato, ma che sono "colpevoli" unicamente di aver attraversato le
nostre frontiere.
La previsione di un tetto massimo di soli 38000 permessi di soggiorno ha costretto migliaia di persone a code interminabili in condizioni incivili, per poi trovarsi nuovamente nella condizione di clandestinità e, quindi, di manodopera docile e ricattabile nelle mani di padroni e padroncini vari. Clandestinità che è sempre più equiparata, dai media, dalle forze dell'ordine e nel senso comune, a criminalità, fino ad arrivare a vere e proprie caccie alle streghe, come quella ora in corso a Milano, dove le forze di destra hanno gioco facile a soffiare sul fuoco in una situazione certamente complessa e di non semplice soluzione, ma che, sembrerebbe ovvio dirlo, non è causata da immigrati o cosidetti clandestini, ma semplicemente da una sovrapposizione di episodi di criminalità di diversa matrice e spessore, che vanno interpretati ed affrontati senza demagogia e strumentalizzazioni. Tralaltro, superare l'equazione immigrazione-criminalità vuol dire permettere la regolarizzazione generalizzata di chiunque oggi in Italia vive e lavora dovendo superare quella situazione di precarietà dell'esistenza (lavoro e contratti d'affitto in nero o precari) simile alle condizioni di vita di milioni di giovani, donne, precari, disoccupati italiani. Il nostro modo di intendere il concetto di solidarietà è quello di costruire percorsi e movimenti di massa che vedano al fianco italiani e stranieri nelle lotte per i diritti fondamentali : casa, lavoro, reddito, cultura e spazi di aggregazione sociale.
NESSUNA DONNA E NESSUN UOMO E' ILLEGALE
PER UNA SANATORIA GENERALIZZATA PER TUTTE E TUTTI SI ALL'ASILO POLITICO PER I RIFUGIATI NO AL LAGER DI STATO DI VIA CORELLI CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO VITTORIA
F.I.L.E.F.
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|




