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INCONTRO E PROIEZIONE PDF Stampa E-mail
martedì 02 febbraio 2010

TANTI POPOLI UN'UNICA LOTTA
MARTEDI' 23 FEBBRAIO dalle ore 21.00


Incontro - presentazione di “La guardia è stanca”
con Geraldina Colotti

In questa sua terza raccolta di versi, edit. Cattedrale, Geraldina Colotti prosegue il suo originale percorso, confrontandosi ancora con l'universo accidentato della vita, dell'impegno e del disincanto. Autrice di diversi testi e racconti, ha scontato una condanna a ventisette anni di carcere per la sua militanza nelle Brigate Rosse, è giornalista del quotidiano "il manifesto", cura l’edizione italiana di "Le Monde diplomatique” (nel seguito alcune poesie tratte dal libro)
A seguire proiezione del film:
"Itsasoaren Alaba" - "Figlia del Mare" di Josu Martinez
itsasoaren_alaba.preview.jpgHaize Goikoetxea Ugarte è la seconda figlia di una coppia che ha dovuto rifugiarsi nel nord dei Paesi Baschi, a Biarritz. Non aveva ancora compiuto 2 anni quando i GAL - gruppi paramilitari  antiterrorismo finanziati dallo Stato spagnolo e dal governo socialista di allora - uccisero suo padre, Mikel Goikoetxea, soprannominato “Txapela”, nel 1984.


Incontro - presentazione di “La guardia è stanca”
con Geraldina Colotti:

guardia_cover.jpg

Come sono fatti i presagi? Come strane cartoline dipinte con i piedi e con la bocca da artisti dozzinali e mutilati? Nella sua terza raccolta di versi dal titolo “La guardia è stanca” – in libreria dal 27 gennaio 2010 – Geraldina Colotti, giornalista del quotidiano “il manifesto”, prosegue il suo originale percorso, confrontandosi ancora con l'universo accidentato della vita, dell'impegno e del disincanto. Dire poesia civile è riduttivo. Siamo all'incrocio fra i territori dell'io e quelli della storia. Siamo nel punto in cui la drasticità della scelta si ribalta nel grottesco della burla, e nell’amaro della solitudine. È una sorta di doppio gioco, evocato nell'esclamazione che dà titolo al libro. Stanco è il marinaio che, irridendo i notabili borghesi, chiude il parlamento russo decretando il sopravvento del potere bolscevico. Stanco è il militante del Novecento, perplesso e spaesato di fronte a un tempo cinicamente dimentico di classi, lotta e disciplina. In queste pagine, Geraldina Colotti conferma la sua ripugnanza per ogni genere di arroganza o vittimismo. I momenti più intensi, ancora una volta, sono quelli dedicati agli anni Settanta, alla lotta armata e al carcere. Ma l'Italia allucinata di oggi emerge con forza in brevi lampi di invettiva e di ironia. È uno spazio, quello del reale sfigurato, a cui l’io non può sottrarsi anche dettando i suoi verbali più intimi. A conti fatti, graffia la parola che mette in gioco se stessa nell'inventario sterminato del mondo.

Poesie tratte dal libro:

 

Ulivi
 
L’altra città sospesa sul diluvio
è selva nell’asfalto
è Palestina
piange terra dagli occhi
asciutti
come ulivi d’agosto

Palestina

Voglio una vittima
come si deve
impari dai fiori
come si muore
senza macchiare
il belvedere
Voglio una vittima
che in copertina
lecchi la mano
faccia l’inchino
assuma la colpa
del suo assassino

Servitù
 
Lejandra
ha l’occhio guercio
e l’anima curva
lucida frusta
mastica sberla
Lejandra
ha l’occhio guercio
e l’anima torva
volta la frusta
Rivolta la terra

 

Hasta siempre

Hasta siempre compagna Olga
Hasta siempre Marulanda
Il lato bruto del tempo
Ha chiuso il guado
nascosto il pane
lo sparviero
Hasta siempre compagna Olga
Il lato muto del tempo
mio presente
Porta il nome nel nome
il diamante al seme
clandestino
Hasta siempre caminante
Il lato chiuso del tempo
Levantamiento

 

GERALDINA COLOTTI, nata a Ventimiglia, ha scontato una condanna a ventisette anni di carcere per la sua militanza nelle Brigate Rosse. Giornalista del quotidiano "il manifesto", cura l’edizione italiana di "Le Monde diplomatique". Ha scritto racconti, poesie, romanzi per ragazzi, testi comici. Fra i suoi libri, Versi cancellati (Gra,1996), Per caso ho ucciso la noia (Voland, 1998), Sparge rosas (Manni, 2000), Certificato di esistenza in vita (Bompiani, 2005); Il segreto (Mondadori, 2003) e, con Vauro, Scuolabus (Mc editrice, 2002). Insieme a Marie-José Hoyet ha tradotto dal francese Tutto mondo, di Edouard Glissant (Edizioni Lavoro, 2009)

"Itsasoaren Alaba" - "Figlia del Mare" di Josu Martinez:

Haize affronta all'età di 25 anni una ricerca non solo giornalistica, ma anche personale, alla scoperta delle proprie radici. Aiutata da itsasoaren_alaba.preview.jpgdiverse persone che in passato hanno avuto modo di conoscere “Txapela” in diversi contesti, Haize scopre poco a poco chi era suo padre, costruendo un'immagine di lui così contraddittoria come reale. Un film che non racconta solo la storia di una vittima dei GAL e di una transizione democratica che non è mai terminata, ma è anche la storia dei figli e delle figlie dei prigionieri politici, delle persone torturate, di quelle scomparse, dei rifugiati... degli invisibili. Testimone di questo meraviglioso esercizio di memoria, “Itsasoaren Alaba”, ci dimostra come il popolo basco è formato da persone che hanno occhi e mani, che lottano e danzano, ridono e piangono all'interno di un conflitto che dura da molti decenni ormai.

 
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