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FEBBRAIO/MARZO 2008
22 febbraio ore 21,30
“Fino al nuovo ordine” di La compagnia dei gatti neri
liberamente tratto da "Il linguaggio della montagna" e "Il bicchiere della staffa" di
Harold Pinter
Spettacolo teatrale tratto dal testo
di Harold Pinter nato dal viaggio in Kurdistan sull'oppressione in Turchia e
sulla soppressione della lingua curda
07 marzo ore 21,30
"Il
Tripalio" della
Compagnia Teatro Betel Milano
della scrittrice argentina Sara Rosenberg
Uno spettacolo anche di impegno civile in
cui la protagonista è Maite, una donna alla ricerca di un lavoro, di un
luogo dove vivere, di un compagno che comprenda il suo spirito. Maite si
racconta: gli ‘altri’, i datori di lavoro, i clienti, il marito, tutti la
giudicano e la mettono in difficoltà lasciandola sola, ma in lei non si avverte
mai la sconfitta, lotta con la forza dell’ ironia, su sé stessa e sul mondo,
per affermare ciò che è, nonostante tutto.
14 marzo ore21,30 -
“La banda del
matese”
Musiche: Luca Dai, Testi: Tony Crinò, Interpreti: Tony Crinò, Andre
Zorzetto e Valentina Fumagalli
Nell'aprile del 1877 un gruppo di Anarchici
Internazionalisti fra cui Malatesta e Cafiero si inoltra nei monti fra
Benevento e Campobasso, il Matese proclamando in diversi piccoli comuni la
rivoluzione sociale, abolendo la tassa sul macinato, sabotando i meccanismi per
il suo calcolo e bruciando gli archivi della proprietà. Con una lettera
Ceccarelli (internazionalista) testimonia emozioni e sensazioni dei
protagonisti della vicenda. Un attore, una voce, una chitarra e un' armonica a
bocca animano il racconto di questo avvenimento storico: la musica danza con le
parole per dar vita ad un concerto teatrale dove poesia, storia e sogno
convivono.
28 marzo ore 21,30
“ Liberamente “ della CdSt
(Compagnia degli Stracci)
Spettacolo teatrale sugli effetti dello sfruttamento capitalista sul
corpo:
amore…sentimenti…purezza…libertà…dolci
tenerezze… per tutto ciò milioni di uomini hanno abbandonato e cullato nel
torpore del sonno le LORO MENTI martoriate dalla paura del giorno dopo, della
fame, del gelo, della malattia, della morte le LORO MANI divorate dal telaio
per produrre tessuti a buon mercato le LORO BRACCIA risucchiate dagli
ingranaggi delle macchine, appiattite dalle presse, cotte dai forni, mutilate
dalla fame di profitto i LORO POLMONI scavati dalle polveri e dall'umidità
delle miniere e delle fabbriche le LORO SCHIENE piagate dalla frusta del
padrone le LORO GAMBE piegate da sacchi di carbone, oro, mais, pietre, cemento
ed insulti del padrone i LORO PIEDI che affondano radici nel fango per
esplodere su una inaspettata mina il LORO CERVELLO spappolato dai carteggi
apatici degli uffici, dai monitor dei computer, dalle cornette dei telefoni,
dal lavoro precario. Ma i NOSTRI OCCHI… i nostri occhi hanno visto tutto.
QUESTI OCCHI hanno visto le nostre ossa calpestate dalle scarpe lucide dei
padroni. QUESTI OCCHI vedono i nostri copi
sfruttati…rubati…marchiati…alienati…mercificati. QUESTI OCCHI sanno che non
esiste nessun futuro senza la lotta contro il capitale. Per la dignità e per la
libertà.
Si prevede il diretto coinvolgimento del pubblico dalla seconda scena in poi.
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