| Sciopero generale 09/11/07 |
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| Friday 09 November 2007 | |
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I
compagni e le compagne del Centro Sociale Autogestito Vittoria invitano a
partecipare al corteo in occasione dello sciopero
generale e generalizzato del 9 novembre con concentramento alle ore
9.00 in largo Cairoli.
Questo
sciopero è contro il Protocollo del 23 luglio concertato tra governo sindacati
e confindustria su precarietà e welfare, che rappresenta un segnale di
continuità neoliberista nelle politiche economiche antipopolari del governo
Berlusconi.
Questo
accordo è un ulteriore passaggio in avanti nel processo di precarizzazione e
d’impoverimento dei lavoratori nel nostro paese, segnato da una privatizzazione
progressiva del sistema pensionistico e dello stato sociale e da una
dilatazione temporale della possibilità d’assunzione con contratti precari.
Il
9 novembre diventa quindi una data importante per uno sciopero generale che
deve diventare generalizzato provando ad estendersi a tutte le nuove forme del
lavoro precario e agli studenti.
Come compagni e
compagne del Csa Vittoria abbiamo lavorato perché questo processo unitario di
convocazione dello sciopero generalizzato fosse a Milano il più trasversale
possibile dando vita, insieme a molte altre realtà sindacali e politiche, alla
Rete milanese contro la Precarietà.
Crediamo infatti che
questa giornata di sciopero sia solo un passaggio, benché importante, di un
percorso di confronto e di pratica collettiva per verificare la possibilità di
un rilancio di una nuova sinistra anticapitalista e anticoncertativa nell’area
metropolitana milanese.
Una
rete dell’autorganizzazione sociale e sindacale che sia in grado di
intercettare i protagonisti dei nuovi lavori ponendole a confronto e in
relazione con le tradizionali figure del lavoro a tempo indeterminato.
Il
senso di questa rete è provare a ricomporre sul piano dei diritti quello che il
capitalismo ha scomposto nei rivoli della produzione e con le mille
particolarità che l’organizzazione capitalistica del lavoro ha prodotto e continua
a produrre.
L’intento
è quello, partendo dalla materialità dei bisogni, di ragionare collettivamente
su forme di vertenzialità sociale allargata in grado di unire il diritto al
salario con la gratuità dei servizi sociali, la difesa del posto di lavoro con
la lotta alla precarizzazione, la lotta alla privatizzazione del welfare con
l’abolizione della legge 30, la difesa dei contratti nazionali con il diritto
ad una scuola pubblica laica accessibile a tutti e la libera circolazione delle
persone, in quanto elementi diversi di uno sfruttamento di classe da tutti
indifferentemente subito, operaio/a metalmeccanico, studente, lavoratore di un
call center o di una cooperativa di facchinaggio, pensionato/a, impiegato/a,
badante o insegnante ecc…
La
precarietà è diventata l’orologio che scandisce la quotidianità dei rapporti
economici e sociali per le classi subordinate ed è la nuova frontiera per un
capitalismo assettato di profitto che vede in questa vecchia/nuova forma dello
sfruttamento la possibilità di riprodurre la propria esistenza.
Inceppare
i meccanismi di riproduzione della precarietà vuol dire cominciare a mettere i
bastoni tra le ruote di quel grande meccanismo dai supporti di argilla che è il
capitalismo.
Questo
significa aver la capacità di collocare ogni possibile forma di vertenzialità
sociale all’interno di un percorso di lotta più complessiva che abbia come
obiettivo l’organizzazione capitalistica del lavoro superando così le logiche
corporativistiche che troppo spesso hanno frammentato e caratterizzato
negativamente il conflitto sociale negli ultimi anni.
Da
ciò la consapevolezza, per tutte le realtà che vorranno misurarsi su questo
percorso, di un’oggettiva opportunità politica da saper cogliere, confrontando
pratiche e percorsi di lotta e di comunicazione differenti, per ridefinire
collettivamente questo progetto di rilancio del conflitto e di ricomposizione
sociale all’interno di una strategia anticapitalista.
i compagni e le compagne del Centro Sociale
Vittoria |
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