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Sciopero generalizzato 24/10/03 PDF Stampa E-mail
Friday 24 October 2003
 
CONTRO LA PRECARIZZAZIONE, LE PRIVATIZZAZIONI E L'ATTACCO ALLE PENSIONI
 
Stiamo assistendo all'ennesimo attacco portato dalla Confindustria e dal governo Berlusconi alle garanzie sociali e, nello specifico, al diritto alla pensione.
Con l'evidente intenzione di far cassa, per cercare di coprire l'enorme debito pubblico, il governo Berlusconi prosegue quel processo di distruzione sistematica di ogni garanzia sociale.
La - riforma Moratti che taglia i fondi alla scuola pubblica per destinarli a quella privata - la legge 30 che contribuisce a precarizzare ancora di più il rapporto di lavoro - la Bossi Fini, le cui conseguenze le vediamo ogni giorno con i morti delle carrette del mare - la privatizzazione del sistema sanitario pubblico - la capillare repressione diffusa nel territorio per prevenire ed annientare ogni forma di conflittualit� sociale, sono le assi portanti di un progetto di società basato su relazioni sociali sempre più autoritarie e finalizzato all�incremento dei margini di profitto e alla salvaguardia dei processi di ristrutturazione dell'organizzazione capitalista del lavoro.

Il governo Berlusconi è, infatti, rappresentativo di una concezione più radicale ed autoritaria del capitalismo di quella incarnata dal centrosinistra, che interpreta in termini più gradualizzati le esigenze di riorganizzazione economica imposte dalla globalizzazione e che utilizza l'efficiente strumento della concertazione affinchè le necessarie riforme, funzionali alla ristrutturazione capitalistica, siano scevre da ogni possibile opposizione e conflitto.

Nel 1994 siamo scesi in piazza contro il saccheggio del sistema pensionistico voluto dal neoeletto Berlusconi con una grandissima manifestazione a Roma.
L'effetto pilotato di questa grande protesta di massa è stata però la riforma Dini, voluta dal governo di centrosinistra, che segna insieme ai primi assalti al TFR lo storico passaggio del calcolo del sistema pensionistico da retributivo a contributivo con conseguente riduzione della pensione, con un controllo generalizzato di ogni forma di conflittualità.

Denunciamo con forza l'attacco che il governo Berlusconi e la Confindustria stanno portando al sistema di garanzie sociali ma, nel contempo, rifiutiamo il becero frontismo contro le destre portato avanti dalle burocrazie sindacali e dai partiti del centrosinistra finalizzato ad una rimonta elettorale che produrrà una nuova Dini bis e nuove forme di sfruttamento a spese di milioni di giovani, donne, lavoratori, precari, studenti e immigrati.

L'ANOMALIA ITALIANA NON E' BERLUSCONI, MA IL CAPITALISMO!
ALLA PRECARIZZAZIONE OPPONIAMO DIRITTI!
ALLO SFRUTTAMENTO OPPONIAMO LE LOTTE!
 
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