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L’opposizione sociale
non si processa!
Una serie di impegni in relazione al corteo
del 28/9 a Milano rendono realmente impossibile una nostra presenza al
vostro convegno. Ed è un vero peccato perchè sarebbe stata un’occasione
per rivedere e riabbracciare i compagni e le compagne che abbiamo avuto
al nostro fianco nelle giornate di Genova.
Vi esprimiamo comunque la
nostra massima solidarietà militante per gli attacchi repressivi
subiti, ribadendo sinteticamente una serie di elementi.
Crediamo
che la repressione sia un elemento oggettivo e “scontato” dello scontro
capitale-lavoro che tende purtroppo a relegare e costringere i
movimenti su una trincea difensivistica e resistenziale.
Siamo
convinti però che vada affrontata con la massima determinazione
politica, senza falsi vittimismi, ma con la capacità di rigettare al
mittente le provocazioni, con il più ampio fronte di solidarietà contro
la repressione con l’obiettivo di mettere a nudo, smascherandola,
l’ipocrisia del parlamentarismo borghese come faccia attuale di un
dominio di classe passato attraverso guerre mondiali, fascismo,
terrorismo di stato, etc.
La situazione dello scontro globale in
atto, rende chiaro come il superamento della fase attuale di
instabilità, in specifico per il capitalismo italiano, possa avvenire
solo con un processo selvaggio di privatizzazioni della sanità e della
scuola pubblica, dei rimasugli del cosiddetto stato sociale, e con una
dilatazione esponenziale dei livelli di flessibilità e precarizzazione
del mercato del lavoro e delle condizioni di vita per milioni di
uomini, donne, giovani e anziani nel nostro paese.
Questo vuol dire
una probabile ripresa dello scontro sociale, e per ricaduta, purtroppo,
un innalzamento dei livelli e delle strategie repressive.
Di fronte a questo quadro noi crediamo non esistano scorciatoie.
L’unica
risposta possibile alla repressione è l’essere interno ai grandi
movimenti di massa protagonisti del conflitto, confrontando le nostre
realtà, ognuna con le proprie specificità, con le contraddizioni reali
che lo sontro capitale-lavoro produce.
Dunque l’obiettivo primario è
quello di lavorare per una ricomposizione sociale mettendo insieme i
diversi settori di classe oggi frammentati e settorializzati, ma
unificabili all’insegna delle loro incompatibilità al capitalismo. Ed è
per questo che ogni momento di incontro-confronto tra realtà politiche
diverse, con storie, esperienze e percorsi di lotta diversi, è oggi
importantissima.
Anzi crediamo che questo sia fondamentale proprio
nel momento in cui all’interno di uno sconvolgimento del quadro
politico-sindacale italiano, molti stanno cedendo o cederanno alle
sirene del riformismo istituzionale o del becero frontismo contro le
destre, senza più contenuti, senza prospettive di cambiamento reale se
non un Prodi bis o chi per esso (magari un ex sindacalista) con il suo
carico di guerre, licenziamenti, precarizzazione, lager per immigrati
etc.
E allora diventa fondamentale un rapporto sempre più stretto
fra chi, sempre all’interno di grandi movimenti, però oggi parla di
rivoluzione sociale e non di vertenzialismo, parla di incompatibilità e
non riformabilità, parla di imperialismo e di lotta di classe e non
sempre solo di società civile, facendo passi indietro e trasformando la
tattica politica in strategia complessiva.
Ed allora non esiste
altra via che una quotidianità fatta di presenza nel territorio e nei
posti di lavoro per una lotta di lunga durata per una società altra, di
liberi e di uguali poichè un alto mondo è possibile solo abbattendo il
capitalismo.
L’opposizione sociale non si processa!
Contro la repressione non si tace: nessuna giustizia, nessuna pace!
Un abbraccio
Le compagne e i compagni del C.S.A. Vittoria
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