Newsletters

info - appuntamenti
iniziative - concerti

Newsletter


Ricevi HTML?

Statistiche

Visitatori: 485273
Comunicato di solidarietà per le compagne e i compagni di Taranto PDF Stampa E-mail
venerd́ 20 settembre 2002
 
red-star.jpgL’opposizione sociale
non si processa!

 

Una serie di impegni in relazione al corteo del 28/9 a Milano rendono realmente impossibile una nostra presenza al vostro convegno. Ed è un vero peccato perchè sarebbe stata un’occasione per rivedere e riabbracciare i compagni e le compagne che abbiamo avuto al nostro fianco nelle giornate di Genova.
Vi esprimiamo comunque la nostra massima solidarietà militante per gli attacchi repressivi subiti, ribadendo sinteticamente una serie di elementi.

Crediamo che la repressione sia un elemento oggettivo e “scontato” dello scontro capitale-lavoro che tende purtroppo a relegare e costringere i movimenti su una trincea difensivistica e resistenziale.
Siamo convinti però che vada affrontata con la massima determinazione politica, senza falsi vittimismi, ma con la capacità di rigettare al mittente le provocazioni, con il più ampio fronte di solidarietà contro la repressione con l’obiettivo di mettere a nudo, smascherandola, l’ipocrisia del parlamentarismo borghese come faccia attuale di un dominio di classe passato attraverso guerre mondiali, fascismo, terrorismo di stato, etc.
La situazione dello scontro globale in atto, rende chiaro come il superamento della fase attuale di instabilità, in specifico per il capitalismo italiano, possa avvenire solo con un processo selvaggio di privatizzazioni della sanità e della scuola pubblica, dei rimasugli del cosiddetto stato sociale, e con una dilatazione esponenziale dei livelli di flessibilità e precarizzazione del mercato del lavoro e delle condizioni di vita per milioni di uomini, donne, giovani e anziani nel nostro paese.
Questo vuol dire una probabile ripresa dello scontro sociale, e per ricaduta, purtroppo, un innalzamento dei livelli e delle strategie repressive.

Di fronte a questo quadro noi crediamo non esistano scorciatoie.
L’unica risposta possibile alla repressione è l’essere interno ai grandi movimenti di massa protagonisti del conflitto, confrontando le nostre realtà, ognuna con le proprie specificità, con le contraddizioni reali che lo sontro capitale-lavoro produce.
Dunque l’obiettivo primario è quello di lavorare per una ricomposizione sociale mettendo insieme i diversi settori di classe oggi frammentati e settorializzati, ma unificabili all’insegna delle loro incompatibilità al capitalismo. Ed è per questo che ogni momento di incontro-confronto tra realtà politiche diverse, con storie, esperienze e percorsi di lotta diversi, è oggi importantissima.
Anzi crediamo che questo sia fondamentale proprio nel momento in cui all’interno di uno sconvolgimento del quadro politico-sindacale italiano, molti stanno cedendo o cederanno alle sirene del riformismo istituzionale o del becero frontismo contro le destre, senza più contenuti, senza prospettive di cambiamento reale se non un Prodi bis o chi per esso (magari un ex sindacalista) con il suo carico di guerre, licenziamenti, precarizzazione, lager per immigrati etc.
E allora diventa fondamentale un rapporto sempre più stretto fra chi, sempre all’interno di grandi movimenti, però oggi parla di rivoluzione sociale e non di vertenzialismo, parla di incompatibilità e non riformabilità, parla di imperialismo e di lotta di classe e non sempre solo di società civile, facendo passi indietro e trasformando la tattica politica in strategia complessiva.
Ed allora non esiste altra via che una quotidianità fatta di presenza nel territorio e nei posti di lavoro per una lotta di lunga durata per una società altra, di liberi e di uguali poichè un alto mondo è possibile solo abbattendo il capitalismo.

L’opposizione sociale non si processa!
Contro la repressione non si tace: nessuna giustizia, nessuna pace!

Un abbraccio
Le compagne e i compagni del C.S.A. Vittoria

 
< Prec.   Pros. >