| GIU' LE MANI DAI CENTRI SOCIALI |
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| Saturday 03 June 2000 | |
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Siamo
di fronte ad una "guerra di bassa intensità" che in silenzio, senza
clamore e neanche purtroppo alcun riscontro giornalistico, cerca di
colpire l'intelligenza e la capacità di ricomposizione politica che la
pur diversificata area dei centri sociali cerca di esprimere.
Le circa 3000 denunce a carico dei centri sociali Milanesi sono l' inconfutabile punto di partenza.
La conseguente e inconfutabile deduzione è che si vogliono chiudere i conti con queste realtà, seppellendo sotto una valanga di provvedimenti giudiziari fino all'incarcerazione, la parte più attiva, il corpo militante delle autogestioni come elemento più rappresentativo e visibile di quelle migliaia di giovani, donne, lavoratori, disoccupati che con la loro partecipazione attiva, le loro idee, il loro protagonismo compongono e sostengono quel laboratorio e quella fucina di antagonismo politico e culturale rappresentato dai centri sociali Milanesi. Questa volontà repressiva e questa carica persecutoria fanno sì che ogni corteo sia pretesto per denunce su denunce alla magistratura per blocco stradale e interruzione di pubblico servizio, ogni iniziativa spontanea si trasforma immediatamente per il solerte questurino in adunata sediziosa, ogni slogan in grida sediziose con una cavillosa e scientifica ricerca degli articoli del codice penale Rocco(di chiara eredità fascista) da poter utilizzare volta per volta. Siamo di fronte ad una "guerra di bassa intensità" che in silenzio, senza clamore e neanche purtroppo alcun riscontro giornalistico, cerca di colpire l'intelligenza e la capacità di ricomposizione politica che la pur diversificata area dei centri sociali cerca di esprimere. Si vogliono chiudere i conti dicevamo con la nostra volontà e il nostro quotidiano tentativo di costruire un reticolato di comunicazione e partecipazione politica e culturale che rappresenti la base di un movimento dal basso che faccia della "democrazia diretta" e dell'autorganizzazione sui propri bisogni il corpo centrale, forma e sostanza insieme, di qualsiasi tipo di progetto di trasformazione radicale della società e dello Stato. Quella che si vuole piegare con il bastone, o in maniera più sottile ultimamente anche con la carota, è la nostra volontà di rompere la gabbia e uscire dal ruolo (ghetto) di riserva indiana "compatibile" che da' colore e arricchisce culturalmente una città che gli ex-squadristi in doppiopetto seduti in consiglio comunale vorrebbero recintata e militarizzata. Per inciso la giunta di centro-sinistra di Novate Milanese procede nella stessa direzione demolendo per ben tre volte a colpi di ruspa gli spazi autogestiti che i compagni cercano di aprire. Questo è il tentativo di omologazione che noi assolutamente rifiutiamo ma nel contempo denunciamo le proposte di chi oggi lancia megastrutture per i giovani, megaprogetti ovviamente lontani dalle periferie, che ripropongono l'aggregazione giovanile come soggetto passivo oggetto di campagne commerciali, che si vengono a definire come luoghi di spaccio di cultura all'ingrosso, fabbriche di consenso sociale e di assoggettamento a modelli comportamentali funzionali alla sopravvivenza di questo modo di produzione basato sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Dal punto di vista giudiziario per tornare nel merito specifico delle prime questioni sollevate siamo poi alla barbarie. Denunce che volontariamente vengono emesse a carico di compagni di movimento a volte neanche presenti a iniziative di massa, l'inversione dell'onere della prova come pratica quotidiana, l'arbitraria attribuzione a singoli compagni di iniziative di protesta e illegalità di massa come occupazioni, cortei, blocchi di stazioni ferroviarie e stiamo parlando non solo di centri sociali ma di tutte le realtà, operaie e non, in lotta in tutta Italia per i loro diritti negati, dagli operai della Piaggio ai disoccupati di Napoli.
Ciò che non si può "concertare" va spazzato.
Ciò che non si può ridurre nell'alveo istituzionale di un bipolarismo autoritario va tolto di mezzo. LA LOTTA PER I DIRITTI NON SI PROCESSA! CONTRO IL TENTATIVO DI METTERE I CENTRI SOCIALI DI FRONTE AL BIVIO GHETTO O GALERA! RILANCIAMO LA CAMPAGNA CONTRO LA REPRESSIONE! NESSUNA GIUSTIZIA NESSUNA PACE! |
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