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Repressione
Unire le lotte contro i padroni dell’economia e del territorio ! PDF Stampa E-mail
Wednesday 15 February 2012

L' assemblea del presidio permanente di Pioltello ha discusso e approvato questo comunicato di partecipazione al corteo del 18 febbraio a Milano

Unire le lotte
contro i padroni dell’economia e del territorio !

Il 26 gennaio è avvenuta una pesantissima operazione di polizia, conclusasi con 26 arresti e più di 50 perquisizioni, contro decine di militanti del movimento No Tav in tutta Italia.
Questo fortissimo atto repressivo è solo l’aspetto più eclatante di un tentativo di isolamento, di criminalizzazione e di annientamento del movimento popolare che in Val di Susa sta continuando da anni la sua battaglia politica e sociale contro la speculazione e la distruzione del territorio.
La particolare natura e i compiti del governo Monti ci portano però a dire che gli arresti in massa e le campagne d’intimidazione giudiziaria e mediatica che stanno ricadendo sul movimento No Tav, siano solo parte di un disegno repressivo che sta provando a contrastare un opposizione sociale che si sta esprimendo in diversi settori pur con differenti livelli di coscienza di classe e di conflitto in tutta Italia.

All’interno della questione del conflitto capitale/lavoro, nodo centrale dello scontro economico e politico, stanno via via saltando tutte le mediazioni, ormai la stessa concertazione sindacale, strumento di pacificazione e di dominio di classe, appartiene al passato e le proposte di “responsabile sospensione” dell’ articolo 18 dello statuto dei lavoratori ne sono un esempio.
Il capitalismo ha possibilità di allungare i tempi della propria sopravvivenza solo ed esclusivamente demolendo giorno dopo giorno i diritti acquisiti e il salario diretto e indiretto di ogni lavoratore, privatizzando in progressione i pezzi di stato sociale rimasto, all’insegna delle più marcate politiche neoliberiste e di forme di controllo sociale sempre più autoritarie.
Il modo di produzione capitalistico si sta avvitando su se stesso per provare ad uscire da questa crisi addebitandone i costi sulle spalle dei lavoratori.
Tocca a noi dire che non ci stiamo e che non siamo disposti a fare sacrifici per garantire i loro margini di profitto.

Per questo il 18 febbraio vogliamo partecipare al corteo in solidarietà degli arrestati, assimilando arresti e licenziamenti, repressione poliziesca con schiavismo e caporalato sui posti di lavoro, come facce diverse di un unico progetto repressivo.
Vogliamo partecipare come espressione di quel fronte di lotta politico sindacale che sta attraversando ormai numerose cooperative con l’obiettivo di demolire il sistema di precarietà, sfruttamento e caporalato sul quale si fonda l’organizzazione del lavoro nella logistica e nella movimentazione delle merci, a partire dall’esperienza della lotta contro i licenziamenti politici dei lavoratori delle cooperative in appalto all’ Esselunga di questi ultimi giorni.

Parteciperemo perché crediamo importante l’unificazione e la messa in rete tra tutte le lotte che avvengono in difesa dei territori e sui diritti sociali, all’interno di un unico più generale fronte di lotta sul terreno della trasformazione radicale della società esistente.
Invitiamo tutte e tutti a partecipare allo spezzone contro la precarietà e lo sfruttamento di classe aperto dai lavoratori delle cooperative Esselunga.

NO ALLA REPRESSIONE ! NO AI LICENZIAMENTI !
UNIRE LE LOTTE PER FAR PAGARE LA CRISI AI PADRONI !

Assemblea del presidio permanente
SiCobas
Centro Sociale Vittoria

 
Comunicato di patecipazione al corteo del 18 dell' assemblea del presidio permanente di Pioltello PDF Stampa E-mail
Wednesday 15 February 2012

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Per leggere l'appello clicca qui

 
Comunicato adesione corteo NO TAV PDF Stampa E-mail
Friday 27 January 2012

Come compagni e compagne del CSA Vittoria ribadiamo la nostra piena solidarietà ai compagni arrestati e aderiamo alla manifestazione di domani pomeriggio a Torino in solidarietà con gli arrestati NO TAV, prima necessaria risposta alla durissima operazione condotta dalla magistratura torinese.

Ci è però impossibile la partecipazione attiva al corteo: sempre per domani pomeriggio è infatti organizzato da formazioni integraliste cattoliche e nazifasciste (con adesioni da tutto il nord Italia) un presidio in una piazza a 100 metri dal nostro centro sociale.

La possibilità di provocazioni da parte di questi rifiuti della storia ci costringe a presidiare il nostro spazio.  

Denunciamo anche la pesante provocazione poliziesca di stamattina al presidio per lo sciopero generale del sindacalismo di base svoltosi davanti la Stazione Centrale di Milano. Al termine di questo, un centinaio di compagni/e presenti ha lanciato slogan contro la Tav, la criminalizzazione dei movimenti di lotta e la propria solidarietà con gli arrestati.

Immediata e provocatoria la reazione dell'ingente schieramento di polizia e carabinieri presenti che ha impedito ai compagni/e qualsiasi movimento, circondandoli e minacciandoli di cariche in caso “avessero fatto anche un solo passo verso la stazione”. Situazione che si è protratta a lungo sino addirittura, una volta deciso lo scioglimento del presidio, a impedire l'accesso in metropolitana.

Anche la provocazione di stamattina non può che essere inserita in un contesto di forte repressione di ogni forma di dissenso alle politiche padronali e governative: il segnale è chiaro, non è ammessa alcuna opposizione alla devastazione dei territori, all'impoverimento generalizzato e allo sfruttamento di classe.

        

Contro la criminalizzazione dei movimenti di lotta!

Solidarietà a tutti i compagni e le compagne colpiti dalla repressione!


I compagni e le compagne del CSA Vittoria

(web: www.csavittoria.org mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo )

 
LA VAL DI SUSA NON SI ARRESTA PDF Stampa E-mail
Thursday 26 January 2012

La durissima operazione condotta dalla magistratura di Torino (guidata dal famigerato procuratore Caselli) che ha oggi portato a perquisizioni e all'arresto di 32 compagni (più 16 colpiti da altre misure cautelari) in tutta Italia segna un'ulteriore stretta repressiva nei confronti di quel vastissimo movimento popolare che da anni si oppone allo sventramento della Val di Susa e alla costruzione dell'ennesima inutile, se non per i profitti padronali, grande opera.

L'obiettivo è sempre il medesimo: cercare di dividere, di spaventare, di fermare un'intera valle e la solidarietà militante e attiva che è riuscita a costruire e radicare nel tempo intorno alle proprie legittime ragioni e alla lotta quotidiana contro la devastazione del proprio territorio.

Ma l'avvertimento lanciato oggi assume anche caratteristiche più generali, riproducibile infatti in tutte le occasioni (sempre più numerose) e in tutti i settori in cui lo sviluppo del conflitto sociale assume forme di reale opposizione, più o meno radicale, all'impoverimento generalizzato e allo sfruttamento di classe.     

La criminalizzazione e la dura repressione di ogni dissenso, a maggior ragione in un contesto di profonda crisi come quello attuale e di coartata ridefinizione delle relazioni sociali e industriali, è così il fine ultimo di chi non vuole che “il manovratore venga disturbato”.

Le draconiane e antipopolari misure economiche adottate dal “governo diretto del capitale”, che segnano un'accelerazione nel processo di attacco al lavoro, non devono trovare infatti alcuna opposizione.    

Ma questi chiari segnali non potranno in alcun modo fermare le lotte in atto, a partire proprio da quella della Val di Susa, né potranno arrestare l'ampia solidarietà che si sviluppa e che mette in relazione i diversi movimenti e i diversi soggetti sociali.

                            


Criminalizzazione e repressione non fermano il movimento NO TAV!

Solidarietà a tutti i compagni e le compagne colpiti dalla repressione!

SARA’ DURA !


Centro Sociale Vittoria – Milano
26.01.2012
 
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