|
La situazione dei C.S. è doppiamente preoccupante in quanto l'intensità di tale accanimento cresce di giorno in giorno. Ormai non passa un' iniziativa di piazza senza che qualche compagna/o non vengano denunciati.
Basti pensare alla recente iniziativa di presidio per protestare contro l'uscita in piazza (autorizzata dalle forze dell'ordine) dei neo-nazisti di "Forza Nuova", iniziativa costata cara ai compagni: 20 DENUNCE.
Molto cara è costata anche l'iniziativa assolutamente pacifica ma incisiva di denuncia contro la scandalosa montatura poliziesca nei confronti di Luca Ghezzi, militante del C.S. Leoncavallo, iniziativa che ha visto alcuni compagni calare uno striscione dal palazzo della stampa di p.za Cavour e altri volantinare nello spiazzo sottostante: 10 DENUNCE.
E' questo un attacco strisciante, la cui potenzialità repressiva è enorme perchè un attacco che non fa notizia, non fa feriti, non provoca indignazione di massa, e che passa sotto silenzio, ma le cui conseguenze potrebbero essere disastrose.
Infatti, se il ritmo delle denunce continuerà a crescere come in quest'ultimo periodo (e non vi sono motivi per cui non dovrebbero succedere) e soprattutto se i numerosissimi processi cominceranno a concludersi (come gi࠶isto con pesantissime condanne) i Centri Sociali Milanesi saranno costretti, se non a chiudere i battenti in seguito all'arresto dei suoi militanti, ad un'impotenza e ad un silenzio inaccettabile non solo per noi ma per voi che ci sostenete e per tutta la città.
Se tutto questo succederà questa città non perderà degli spazi di socialità popolari, di musica, teatro o cultura esterni ai circuiti commerciali, ma perderà soprattutto un soggetto politico che, pur nelle sue enormi contraddizioni, ha rivendicato in questi anni un proprio percorso. Un percorso che vuole denunciare quotidianamente l'incompatibilità di fondo che esiste, oggi più mai, tra le necessità di garanzie e giustizia sociale delle classi popolari e un sistema economico di selvaggia competizione internazionale che porta invece nella direzione opposta di abbattimento di ogni garanzia sociale, e di precarizzazione delle condizioni di lavoro.
Un percorso politico antagonista di enormi potenzialità soprattutto oggi che la cosiddetta "sinistra" istituzionale si sta manifestando al governo attraverso le sue politiche antipopolari; politiche sicuramente meno criminali di quelle della destra berlusconiana e neofascista ma proprio per questo assolutamente strumentali alle necessità della finanza internazionale di riforma del sistema italiano in un ambito di pace sociale.
L'attacco dello Stato nei confronti dei Centri Sociali Milanesi attraverso questa pioggia di denunce comunque rivolto all'eliminazione fisica dell'ultimo baluardo politico di denuncia della profonda ingiustizia sociale di questa realtà e questa situazione di assedio non altro che la manifestazione più dente dell'arroganza del pensiero unico del neoliberismo che non ammette niente e nessuno all'infuori dell'accettazione dello stato di cose presenti.
Con i Centri Sociali e con il loro percorso politico lo Stato vuole oggi a Milano chiudere i conti.
L' OPPOSIZIONE SOCIALE NON SI PROCESSA!!!
|