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22 novembre DA MILANO ALLA PALESTINA LA CASA E’ UN DIRITTO. A fianco del popolo palestinese e della sua Resistenza

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In cammino verso lo sciopero generale del 28 novembre e la giornata di mobilitazione nazionale con cortei a Milano e Roma. Ci troviamo tutte e tutti

SABATO 22 novembre ORE 15 piazza Loreto CORTEO

“DA MILANO ALLA PALESTINA LA CASA E’ UN DIRITTO” sarà lo slogan dello striscione comune di apertura del corteo che vedrà sfilare insieme lo spezzone per il diritto all’abitare e lo spezzone della solidarietà con il popolo palestinese, la sua Resistenza per il diritto all’ Autodeterminazione.

@  L’ONU ha deliberato. E’ tornato in auge il cosiddetto diritto internazionale? NO. L’Onu torna ad essere la lunga mano dell’imperialismo Usa che si stende sulla Palestina. Mandato britannico, mandato giordano e ora mandato “internazionale” per sottomettere il futuro del popolo palestinese. Ma la Resistenza non si disarma e continua la lotta per l’Autodeterminazione del suo popolo! Settimana dopo settimana aumenta la sofferenza del popolo palestinese senza alcun riparo sufficiente per proteggersi dalla pioggia e dal freddo. Tende allagate, fango, fame e acqua non potabilizzata, aiuti umanitari insufficienti e centellinati con cinismo nazista. Questa tragica fotografia del presente inchioda l’entità coloniale sionista israele, l’autoproclamato “stato ebraico”, al suo ruolo di aguzzino nazista e l’occidente al suo miserabile ruolo di complice nell’olocausto palestinese che ora copre il nuovo furto sionista di oltre 4.000 metri quadri di terra a sud del Libano con la costruzione di un nuovo muro che ne sancisce lo spossesso. E ora interviene l’Onu improvvisamente tornato a essere riconosciuto “credibile” (per gli USA) perché soprattutto utile ai piani dell’espansionismo imperialista statunitense. Il piano Trump è stato sostenuto da Egitto, Qatar, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Turchia, Pakistan e Indonesia. Tutti paesi, nessuno escluso, pronti a sedersi al banchetto della “ricostruzione” e con le loro penne d’oro in mano per sottoscrivere un allargamento del “piano di Abramo”. Il profitto, le commesse e gli scambi commerciali tra governi corrotti e gli interessi privati delle aziende Trump & C. in cambio dei legittimi interessi del popolo palestinese. Cina e Russia si sono dimostrati, come era prevedibile, complici con la loro astensione con la risibile motivazione del supporto dato alla mozione dall’ANP. Un capitolo a parte va infatti riservato ai miserabili dell’ANP, l’autorità nazionale palestinese con al comando Abu Mazen, che vede in questo piano la possibilità di prendersi il potere come una servile marionetta in mano all’imperialismo USA e al governo genocida israeliano. Questo piano vuole azzerare definitivamente la possibilità di una legittima Autodeterminazione del popolo palestinese. Questo piano non parla di pace ma di pacificazione e non pone come discriminante la rimozione delle cause del conflitto e l’occupazione coloniale sionista in Palestina, ma invece impone il disarmo della Resistenza unificata, non riconosce i carnefici e inchioda il popolo palestinese ad un ruolo di subalternità allo “stato ebraico” sionista. Le cosiddetta “forze di interposizione di pace” non saranno infatti schierate a difesa di possibili corridoi umanitari o per vigilare e rispondere alla continua rottura unilaterale della tregua da parte dell’ IDF e contro lo stillicidio di stragi quotidiane di donne e uomini palestinesi annientati dalle forze d’occupazione ma, al contrario, contro le forze della Resistenza, per il loro disarmo e per rimuovere ogni possibile ostacolo all’infame piano Trump che l’occidente imperialista definisce di pace.

La legittima Resistenza palestinese, composta da tutte le organizzazioni partigiane, lo rifiuta con dignità e senso di responsabilità indicando la strada del rispetto di un libero processo di Autodeterminazione come unico processo per arrivare ad una possibile vera pace. Chiediamo a tutte e tutti, perché lo chiede il popolo palestinese da Gaza e dalla Cisgiordania sempre più terreno di conquista del suprematismo sionista, di mobilitarsi con consapevolezza e determinazione. Il momento è difficilissimo e il popolo palestinese ha bisogno della massima solidarietà internazionale e quella di ognuna e ognuno di noi.
@  Per questi motivi sabato 22 
saremo in piazza con l’ Associazione Palestinesi in Italia e l’Associazione donne palestinesi insieme alle organizzazioni milanesi per il diritto all’abitare. Perché il nemico è lo stesso. Un dato certo è che molte e molti immigrati e immigrate, anche palestinesi, provengono da paesi arabi colonizzati dall’ occidente imperialista e vivono subendo l’azzeramento del loro diritto ad un tetto in modo identico agli /alle appartenenti alle classi subalterne nate in ItaliaCertamente non possiamo neanche paragonare il bisogno di una casa, di affitti calmierati e accessibili, di un’edilizia popolare contro le speculazioni edilizie, la cementificazione e la devastazione ambientale con il genocidio palestinese e la scientifica distruzione dell’ 83% degli edifici a Gaza e dell’abbattimento con le ruspe dei campi profughi di Jenin e Nablus che  hanno lasciato senza un tetto e consegnato ad un futuro di profughi e profughe almeno 40.000 palestinesi. Ma tutte e tutti noi sappiamo che il nemico è lo stesso e va costruita, organizzata e consolidata la solidarietà e la condivisione di un’idea radicalmente opposta di società oggettivamente incompatibile con gli interessi di chi ha in mano le leve del potere economico e politico nel mondo e in Italia. Un’opposizione di classe e sociale ai piani di riarmo e di guerra sostenuti dal governo Meloni nel suo ruolo di servile interprete e portavoce degli interessi delle classi dominanti.

I lavoratori e le lavoratrici, il mondo del precariato diventato ormai condizione stabile, i/le giovani che si affacciano a questa precarietà, le donne e gli uomini che hanno attraversato le strade di Milano e di tutta l’Italia negli ultimi mesi contro il genocidio palestinese hanno scelto da che parte stare, hanno anche dato un vigoroso messaggio di rifiuto del progetto di comando imperialista sul mondo, hanno rigettato l’idea di una società dove chi ha soldi e potere possa sottomettere le masse popolari, dove chi ha il  possesso dei mezzi di produzione possa decidere salari, regolare e condizionare i tempi della vita e i livelli di sfruttamento per le classi subalterne. Questo segnale è però ancora debole e la solidarietà e l’umanità vanno coniugate e trasformate in consapevolezza e coscienza dell’ appartenenza ad una classe a cui viene rubato il futuro da parte di chi appartiene ad una classe che invece sul piano globale sta progettando un futuro di guerra e sofferenza. In Italia come in Palestina.

IL GENOCIDIO PALESTINESE, LA PULIZIA ETNICA, LA NEGAZIONE DEL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE AL POPOLO PALESTINESE SONO UNA FACCIA DELLA STESSA MEDAGLIA DELLA DISOCCUPAZIONE E DELLA POVERTA’, DI SFRUTTAMENTO E PRECARIETA’, DELLA NEGAZIONE DEI BISOGNI PRIMARI COME CASA, WELFARE, SANITA’ GRATUITA E UNIVERSALISTICA, DI UNA CULTURA NON MERCIFICATA, DI UNA SCUOLA NON ASSERVITA AL PROFITTO, DEL RAZZISMO CONTRO GLI IMMIGRATI E LE IMMIGRATE, DELLA DEVASTAZIONE AMBIENTALE, DELLA CONCEZIONE PATRIARCALE NEL RAPPORTO TRA UOMINI E DONNE, DELL’OMOLESBOTRANSFOBIA.

COMBATTIAMO E RIBALTIAMO QUESTA IDEA DI SOCIETA’.

Per questo sciopereremo  il 28 novembre e il 29 saremo in piazza a Milano in gemellaggio con il corteo di Roma.

PER UNA MONDO DI LIBER@ E UGUAL@, DI PACE CONTRO OGNI GUERRA IMPERIALISTA.

PER UNA SOCIETA’ SENZA CLASSI,SENZA PRECARIETA’ E SFRUTTAMENTO CHE METTA AL CENTRO I BISOGNI DI DONNE E UOMINI E NON DEL PROFITTO PER POCHI.

A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE E DELLA SUA LEGITTIMA RESISTENZA CHE NON SI PIEGA ALL’IMPERIALISMO E AL SIONISMO

Per il diritto all’esistenza, alla Resistenza, al ritorno dei profughi del 1948 e del 1967, alla liberazione degli oltre 10.000 ostaggi palestinesi detenuti nei lager dell’entità coloniale sionista. Per il diritto alla legittima Autodeterminazione del popolo palestinese.

Fermiamo il geoncidio e la pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania!

A fianco del popolo palestinese e della sua Resistenza per una Palestina libera dal fiume al mare con Gerusalemme capitale.

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