SABATO 28 MARZO A MILANO
Partecipiamo tutte e tutti al corteo indetto dall’Associazione dei palestinesi in Italia e dalle Donne Palestinesi in Italia.
CONCENTRAMENTO ORE 15 P.le Cadorna
Qui l’appello dell’API https://www.facebook.com/share/p/18BBBqcwiE/
@ La Palestina non è un animale raro in estinzione. Non è un lembo marginale dello scontro globale contro l’imperialismo. La Palestina è corpo, braccia, gambe, sangue, sofferenza e consapevolezza della possibilità di poter resistere ai piani dell’imperialismo e del sionismo. La Palestina è parte integrante di questo scontro epocale, di questa guerra economica/politica/militare tra imperialismi che imperversa per il pianeta sacrificando vite umane e devastando i cicli ecologici del pianeta. La Palestina è la bandiera di ogni lotta contro il colonialismo e l’aberrante suprematismo razzista occidentale. L’azzeramento fisico, materiale di un popolo, della sua storia, della sua cultura, il genocidio e l’ecocidio sono la rappresentazione precisa del volto dell’imperialismo. La sua barbarie, l’arroganza, la deumanizzazione di chi non si piega e va spazzato dalla storia o ridotto a mera testimonianza, l’aumento della forbice delle disuguaglianze, sono le caratteristiche primarie come componente ideologica e sovrastrutturale a complemento della lotta per la sopravvivenza di un sistema economico in crisi.
@ L’aggressione arbitraria e criminale Usa-Stato ebraico all’ Iran è anch’essa il segnale di una volontà di ripresa di un protagonismo bellicista per fronteggiare la Cina nel suo ruolo di “nemico globale”. La guerra economica e la politica dei dazi deflagra in guerra guerreggiata. La crisi del “petrodollaro“, l’abbandono del dollaro come moneta di scambio mondiale per le transazioni delle risorse energetiche, è ormai un processo che non si ferma e questo fa tremare se non addirittura sconquassa le fondamenta dell’economia Usa. La sua struttura vacilla e in una fase di aumento esponenziale della concorrenzialità tra capitalismi nazionali che si aggregano intorno ai paesi più organicamente imperialisti..
La guerra per l’accaparramento di risorse e il posizionamento geopolitico, per influenzare e mettere sotto controllo i traffici commerciali su scala internazionale, è la prima contraddizione, l’aspetto centrale e il quadro di contesto all’interno del quale valutare ogni contraddizione e ogni accadimento. Anche lo stesso arrogante e criminale strangolamento del popolo cubano a causa della mancata esportazione a Cuba del petrolio venezuelano dopo il sequestro armato di Maduro, dà il senso di questo sfoggio di potenza militare e segnale di arbitrarietà accompagnata dalla forza brutale.
E tutto questo si riversa sul popolo cubano e si assomma a un embargo asfissiante e arbitrario che dura dal 1960.
@ Ma purtroppo c’è di più. L’aggressione all’ Iran vede in prima linea la canaglia sionista con il suo portato di odio suprematista e razzista per eliminare (e in questo c’è parzialmente contraddizione con l’impegno bellico statunitense) ogni possibile potenza in Asia occidentale che possa contrastare l’espansionimo del sionismo ebraico che loro continuano a chiamnare “diritto alla difesa”. Sul popolo palestinese, ancor prima della fondazione arbitraria dell’entità suprematista Israele nel 1948, con la soluzione finale iniziata dopo il 7 ottobre 2003, si è riversata un ‘inimmaginabile violenza razzista che mira direttamente alla sua eliminazione. La stessa parola Palestina deve essere cancellata dai libri per rimuoverla dalla storia.
Gaza è stritolata dai carri armati e dal piombo sionista … e c’è qualcuno che ha creduto alle parole di pace e di tregua uscite dalle bocche degli assassini. I valichi sono chiusi con la scusa della guerra e, con il contagocce, l’entità coloniale sionista chiamata Israele, permette l”ingresso di un terzo del numero dei camion concordati con camion con medicinali e aiuti umanitari. La Cisgiordania è ormai riassumibile in un filmato senza fine con stillicidio di stragi di palestinesi che rimangono impunite, di violenze gratuite, di case e attrezzi agricoli bruciati, di bastonate, di terre rubate e di fughe nella notte per non morire per la violenza disumana dei coloni fiancheggiati dai maiali in divisa dell’IDF.
Su questo chiediamo di scendere ancora in piazza, di non abbandonare la mobilitazione, di continuare a contribuire e partecipare per rinforzare la solidarietà .

@ Sul Libano si sta riversando la stessa violenza pianificata. Vista l’impunità che le è stata garantita, l’entità sionista sta semplicemente applicando il metodo Gaza. Devastare, bombardare, radere al suolo, massacrare senza neanche più accampare scuse parlando del presunto e onnipresente “diritto alla difesa”. E il sogno della grande Israele, il maledetto sogno sionista avanza sulla distruzione e sul massacro e mandiamo tutta la nostra solidarietà a chi, tra le case distrutte e i corpi bruciati dal fosforo bianco, ancora alza le proprie armi contro l’occupante sionista.
PERCHE’ QUESTA TENDENZA ALLA GUERRA RIGUARDA NOI TUTTE E TUTTI.
@ Perchè è la causa del progressivo scivolamento verso regimi sempre più autoritari come strumento per combattere e reprimere la tendenza al conflitto prodotto dalle contraddizioni sociali. Perchè attraversa le nostre vite con la perdita di valore dei nostri salari, perchè toglie risorse ai rimasugli di uno stato sociale conquistato con dure lotte della classe lavoratrice, perchè toglie la speranza di un futuro migliore per milioni di giovani senza futuro e costretti a emigrare.
Come auspicavamo il governo Meloni ha certamente preso un sonoro schiaffone con il risultato del NO al referendum. Tocca però a noi trasformare questo NO formale in lotta politica, l’ipocrita difesa della costituzione in lotta di classe contro sfruttamento, precarietà e autoritarismo in ogni sua forma. Ma per fare questo abbiamo bisogno di piazze piene, di una consapevolezza del nostro ruolo come classe lavoratrice che deve diventare strategico, indicando la strada di una trasformazione radicale della società e dei suoi rapporti sociali. Solo questa mobillitazione di massa può modificare i rapporti di forza, può fermare guerra e genocidio, può fermare la devastazione ambientale, può ribaltare i tavoli del potere per imporre una società senza più divisione in classi, senza più sfruttamento e precarietà fondata sulla solidarietà e sull’uguaglianza sociale.
GUERRA ALLA GUERRA IMPERIALISTA!
FERMIAMO GENOCIDIO!
FERMIAMO IL RIARMO!
CON IL POPOLO PALESTINESE E LA SUA RESISTENZA!
Firma l’adesione al Comitato di solidarietà e difesa di Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser Elasaly, Ryiad Albustanij. Se sei un collettivo, un’organizzazione o un singol@ gira una tua mail di adesione a: Comitatoprigionieripal@gmail.com
LE COMPAGNE E I COMPAGNI DEL CSA VITTORIA
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