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SABATO 18 APRILE MILANO E’ MIGRANTE E PALESTINESE!! CONTRO GUERRA E GENOCIDIO!

Tutte e tutti in piazza contro la criminale guerra imperialista-sionista, contro il riarmo e il genocidio del popolo palestinese.

FUORI IMPERIALISMO E SIONISMO dall’ Asia Occidentale!

CONTRO REIMMIGRAZIONE E SUPREMATISMO RAZZISTA

Fuori razzismo e xenofobia dalla storia!

Sabato 18 aprile come tutti i sabati saremo ancora in piazza insieme alla Milano antifascista. antirazzista, antimperialista e antisionista confluendo con le bandiere palestinesi nel corteo “MILANO È MIGRANTE” che raccoglierà la protesta contro la presenza a Milano di Salvini e la sua banda europea razzista e xenofoba. Il concetto di REMIGRAZIONE è proprio dell’ideologia del terzo Reich nazista fondato sull’appartenenza a una razza bianca superiore e del diritto “per sangue” di vivere su quella che viene quindi definita la propria terra. Sostenere la parola d’ordine della remigrazione e agitare lo spauracchio della sostituzione etnica rappresenta il muro di paura e di odio che la subcultura del suprematismo bianco vuole alzare per difendere dai propri privilegi. Ma questa definizione rimane “idealistica” e superficiale se la si guarda dal punto di vista delle contraddizioni materiali che esplodono soprattutto in fasi di crisi come l’attuale. Il dato oggettivo è che la classe al potere che utilizza l’angoscia prodotta dalla guerra, dalla crisi economica, dalla precarietà della vita e del lavoro, dai bassi salari, dall’incertezza per il presente e per il futuro delle classi popolari per metterle contro “i nuovi poveri”, contro il nuovo proletariato immigrato che scappa da miseria, fame o sfruttamento e guerre prodotte dallo stesso occidente che ora non li vuole accogliere. L’obiettivo è dividere e mettere l’operaio bianco stanco e incazzato per le sue condizioni di vita contro il nuovo operaio migrante che arriva da altri paesi con altre culture, abitudini di vita come anche religioni vissute come barriere insormontabili. Grazie alla legge Bossi-Fini il lavoro nero e l’ipersfruttamento con salari da fame, la marginalità della propria esistenza, la formazione di ghetti, diventa una condizione di “normalità” del disagio che produce una percezione di insicurezza su cui si soffia per negare diritti e criminalizzare i migranti in quanto tali. Nel frattempo, si urla all’invasione per speculazione politica e poi si allargano i cordoni dei flussi migratori perché il capitalismo italiano ha necessità di forza lavoro. L’obiettivo non è costruire le condizioni di rispetto per un naturale processo di integrazione e di arricchimento culturale reciproco ma l’assimilazione razzista e disumanizzante di chi dovrebbe fare abiura del proprio passato diventando solo braccia da sfruttare e pedina supina e collaborante da inserire nell’organizzazione produttiva del paese “ospitante”. 

Sabato 18 scenderà in piazza la Milano antifascista e antirazzista, antimperialista e antisionista facendo sentire la propria voce e noi invitiamo tutte e tutti a partecipare con la bandiera palestinese contro i cosiddetti “patrioti”, contro questa la banda di razzisti, suprematisti e xenofobi, questo risorto Ku Klux Klan.

Nel1974 fu instituita la Giornata Internazionale dei prigionieri palestinesi in solidarietà a tutte le donne e gli uomini palestinesi, bambine e bambini inclusi, arbitrariamente detenuti nelle carceri palestinesi anche in detenzione amministrativa. 

Il carcere, la tortura e la morte sono la costante dell’oppressione coloniale sionista dal 1948 ma durante il genocidio conclamato in corso questo metodo è stato pianificato e portato alle massime conseguenze per provare a fiaccare il popolo palestinese e la sua Resistenza. Il parlamento del cosiddetto “stato ebraico” ha decretato, tra brindisi e balli degli assassini suprematisti ebraici come Ben Gvir, che deve essere comminata la pena di morte a ogni palestinese che si opponga con le armi all’occupazione sionista. Dai dati che emergono, coperti dalla disinformazione della Hasbara (la macchina di propaganda sionista) in questo momento si certificano almeno 9800 palestinesi, tra i quali si contano almeno 480 bambini, rinchiusi nei lager sionisti come l’inferno di Sde Teiman. Ad oggi sono più di 100 i palestinesi uccisi nelle carceri dalla tortura e dalla violenza dell’idf sionista e chi sopravvive subisce la privazione di cibo e acqua e mantenuto in uno stato di isolamento e deprivazione sensoriale mirato all’impazzimento. In molti casi, dopo il decesso, i corpi non vengono restituiti alle famiglie e quando questo succede sono emerse evidenti mutilazioni e l’asportazione di organi vitali. Sabato 18 saremo in piazza per denunciare l’impunità garantita all’entità coloniale sionista Israele e ricordare che ancora oggi in Italia ci sono detenuti politici palestinesi ostaggio della complicità italiana con il sionismo genocida.

Ahmad Salem, palestinese di 25 anni, è stato condannato a 4 anni di reclusione con l’applicazione del nuovo reato di terrorismo della parola introdotto dal governo meloni; Ahmad aveva pubblicato contenuti (presenti anche sui media) della resistenza palestinese, aveva accusato di tradimento i paesi arabi e aveva invitato alla solidarietà contro il genocidio del popolo palestinese, questo secondo la giustizia italiana è terrorismo non lo è invece la violenza estrema dell’entità sionista. E infatti, per non smentire la realtà di quanto il sionismo sia all’interno delle istituzioni italiane, il giudice del tribunale di Campobasso ha comminato una pena più alta rispetto a quella richiesta dall’accusa.

Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser Elasaly, Rijad Albustanij, Anan Yaeesh, Ahmad Salem e Tarek Dridi sono rinchiusi nelle carceri italiane colpevoli di Palestina.

LA SOLIDARIETA’ NON SI ARRESTA E LA RESISTENZA NON È TERRORISMO!

LIBERI TUTTI SUBITO!

Teheran sotto le bombe

Il mondo intero sembra sospeso a un filo. Un filo che pare raffigurare l’arbitrio di 2 criminali che hanno rovesciato tonnellate di bombe l’Iran e il Libano investendo il pianeta con un’escalation di guerra in maniera arbitraria e criminale. Per molti è però diventato persino comodo scaricare questi crimini sulla presunta follia di Trump (che sia un narcisista maligno è indubitabile) e sulla ferocia personale di Netanyahu che scatena e continua guerre su ogni fronte possibile per non finire in galera per corruzione. Ne abbiamo già scritto molto e non possiamo permettere l’attribuzione della responsabilità di queste aggressioni e del possibile allargamento della guerra a tutta l’Asia Occidentale o a livello globale a questa coppia di certamente ributtanti e schifosi criminali.  La guerra è invece un prodotto strutturale del sistema economico capitalista. A chi non se ne ricordasse e avesse una forma di rimozione selettiva ricordiamo che se ne sono fatti criminalmente carico pure le grandi icone del pantheon “democratico”, di cui si continuano a tessere le lodi, come Kennedy (aggressione al Vietnam), Obama (Libia e intensificazione guerra in Siria), Biden (Ucraina e il genocidio palestinese). Dunque, dovremmo comprendere una volta per tutte come anche il “pazzo”, indubitabilmente fascista e suprematista, Trump abbia solo provato a esportare la “democrazia” occidentale (il regime change era un’ovvia bugia) volendo invece solo esportare la propria crisi economica e il crollo del valore del petrodollaro ( https://www.csavittoria.org/2026/03/04/note-di-approfondimento-sugli-interessi-complessivi-in-gioco-e-le-motivazioni-strutturali-dellaggressione-imperialista-e-sionista-alliran/) cercando di portare sotto il proprio controllo politico/economico/militare le risorse energetiche di tutta l’Asia Occidentale. Per quanto riguarda il criminale terrorista e razzista Netanyahu stiamo assistendo “solo” alla concretizzazione dell’ aberrante sogno messianico sionista di una “grande Israele” in cui provare a raccogliere il “popolo eletto” azzerando ogni presenza araba e ogni altra confessione religiosa 

Tutto questo è genocidio e pulizia etnica pianificata del popolo palestinese che si è estesa al popolo libanese. A questo dobbiamo opporci collocando il genocidio all’interno di un’opposizione di massa e di classe alla guerra e agli interessi dell’imperialismo.

La Meloni prende le distanze da Trump e Netanyahu …… Meloni ha la schiena dritta e difende il papa …così ci dicono ma è solo un modo di riciclarsi e di ricrearsi una verginità politica dopo anni di complicità e di collusione criminale. Lo schiaffo, anzi il cazzotto del No referendario ha evidentemente lasciato il segno e la ducetta “de’ noantri” ha capito che l’assimilazione alle figure quantomeno discusse di Trump e Netanyahu, dopo la sconfitta di Orban in Ungheria, esige un atteggiamento più sobrio e meno schiacciato su guerra e genocidio.

COSTRUIAMO UN’OPPOSIZIONE DI MASSA E DI CLASSE CONTRO GUERRA E GENOCIDIO!

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA, CONTRO GUERRA E RIARMO, CONTRO VECHIO E NUOVO FASCISMO, CONTRO AUTORITARISMO E STATO DI POLIZIA.

PER LA IBERAZIONE DI TUTTI I PRIGIONIERI PALESTINESI IN ITALIA E NELLE CARCERI SIONISTE.

SABATO TUTTE E TUTTI IN PIAZZA NELLO SPEZZONE PALESTINESE!

La raccolta dei fondi destinati a Gaza è sempre attiva: www.ricostruiamoasilovik.it

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