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Sabato 23 Maggio CORTEO A MILANO – Usa e entità sionista israele hanno la stessa genesi nel genocidio

Portiamo la Palestina nei quartieri popolari

Sabato 23 maggio a Milano corteo 

CONTRO IMPERIALISMO E SIONISMO 

CONTRO GUERRA E GENOCIDIO A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE E DELLA SUA RESISTENZA. 

IMPERIALISMO USA E ENTITA’ COLONIALE SIONISTA ISRAELE: LA STESSA GENESI NEL GENOCIDIO

Il racconto che arriva dal secondo dopo guerra, anche per le sceneggiature dei film western che ci hanno descritto per decenni (tranne qualche film controcorrente) lo spirito pioneristico, l’eroismo e il coraggio dei bianchi nell’opera di colonizzazione del nord America, ha costruito l’immagine di un paese dei sogni realizzati o da poter realizzare. Il sogno americano dell’arricchimento individuale, della (inesistente) sanità pubblica presa come un ‘offesa al merito individuale, della “libertà” di portare armi, del maccartismo, della violenza anticomunista, della discriminazione razziale, del suprematismo bianco del Ku Klux Klan, il sogno di spezzare ogni possibile rivolta con la violenza repressiva e con la mirata diffusione dell’eroina nei “ghetti neri” ai margini della mega metropoli imperialista. Il sogno delle guerre giuste per “esportare la democrazia”, il sogno della pena di morte, delle continue stragi di massa nelle scuole, il sogno di queste basate su alienazione ed estraniazione da una comunità basata esponenzialmente sulla competitività tra individui, il sogno della violenza di stato contro neri e minoranze interpetrate perfettamente dalla banda paramilitare dell’ ICE, acronimo di Immigration and Customs Enforcement, il sogno della forza militare, il sogno dell’ atomica lanciata sul Giappone (oltre 215.000 vittime entro il 1945), il sogno di un progetto di arricchimento sulla pelle del resto dell’umanità e non sono episodi ma un progetto. 

Questa non è analisi dialettica delle contraddizioni materiali, questa è forse pura sociologia e sarebbe certamente un’immane forzatura descrivere l’intera popolazione statunitense con il maglio di queste atrocità.  C’è ovviamente tanto anzi tantissimo altro ma sempre senza fare i conti con il proprio passato. In quest momenti è ovviamente in calo la tendenza alla magnificazione degli Usa come la  culla della democrazia ma comunque si pongano le questioni nessuno ha mai fatto i conti con il proprio passato e con la propria genesi. E la genesi degli Usa è un genocidio. E’ l’Olocausto dei nativi americani. Ricordiamo con orrore l’Olocausto ebraico, la Shoah, ricordiamo la Giornata della memoria (utilizzata purtroppo strumentalmente per coprire il genocidio palestinese) ma non ricordiamo e non c’è mai stato il riconoscimento ufficiale degli oltre 100.000 di nativi americani sterminati, stuprati, bruciati vivi nelle loro tende per la corsa all’oro dei colonizzatori bianchi. Distruggendo e violentando territori che rispettavano il ciclo riproduttivo della natura raccontando questo genocidio come un processo di civilizzazione di poveri selvaggi. Senza elencare i danni in vite umane e in distruzione di territori prodotto dal Regno Unito, dall’ Olanda, dalla Spagna, dalla Germania, dal Giappone e dalla stessa Italia nei processi di colonizzazione come fondamenta per l’accumulazione capitalistica dei diversi paesi colonizzatori. E questo passato oggi ritorna prepotentemente nelle parole di Trump che annuncia impunemente la possibilità di “cancellare un’ intera civiltà”. 

Non è un’opinione né un’illazione, ma un dato storico con il quale nessun governo Usa, indifferentemente democratico o repubblicano, ha mai voluto fare i conti se pensiamo che  la sconfitta dei nativi americani è motivo di orgoglio per il suprematismo bianco oggi così in auge che si conforma alla legge del più forte e soprattutto del meglio armato.

E questo si ripropone ancora oggi all’interno di uno scenario di guerra economica e militare per l’egemonia e il controllo su mercati e risorse tra imperialismi e guai a commettere l’errore di schierarsi contro i nostri interessi di classe immaginando un imperialismo cattivo e uno buono a cui affidarsi.

Questo riemerge in continuità con il passato nella versione farsa di un presidente bullo e cialtrone ma anche nella tragedia quotidiana del genocidio del popolo palestinese. Ogni atto dell’entità coloniale sionista è calibrato e mirato all’ottenimento di questo obiettivo. 

Ben prima della Nakba del 1948 Ã¨ iniziato il processo di azzeramento della cultura e della lingua palestinese arrivando fin dall’inizio a cambiare i nomi di vie e città. Interi paesi palestinesi sono stati rasi al suolo con le ruspe e le nuove città sioniste con le fondamenta bagnate dal sangue palestinese hanno nuovi nomi datigli dai colonizzatori ebraico/sionisti. 

Tutto è costruito e pianificato per la rimozione storica del popolo palestinese per l’affermazione di una nuova narrazione in cui i palestinesi in quanto tali non siano mai esistiti e tutto questo è parte della scientifica applicazione di un genocidio. Dall’impedimento all’ingresso di organi di stampa a Gaza all’assassino mirato di centinaia di giornalisti palestinesi. Dalla distruzione di ogni ospedale all’esecuzione e all’arresto di medici e infermieri. Dall’annientamento di ogni desalinizzatore e impianto di depurazione dell’acqua al radere al suolo ogni coltivazione per togliere letteralmente la possibilità di sopravvivenza al popolo palestinese. E tutto questo viene chiamato diritto alla difesa e lotta al terrorismo per invertire le responsabilità storiche e autoassolversi dalla imputabilità del genocidio. Il carnefice diventa giudice e il parlamento dell’autoproclamato stato ebraico ha persino da poco stabilito che può arbitrariamente comminare la pena di morte a chiunque si opponga al colonialismo sionista e combatta per la sua liberazione.

Davanti a tutta questa scienza pianificata di morte, equiparabile alla meticolosa ricerca nazista e la produzione intensificata dello Zyclon B per lo sterminio di massa nelle camere a gas nella Shoah, davanti all’orrore del numero  dei morti feriti e dispersi che ha superato le 300.000 unità (anche se qualche ricercatore scientifico paventa una cifra più che doppia), davanti al primato tecnologico e al commercio di armi sioniste magnificato perché testato sui corpi dei martiri palestinesi,  davanti alla cappa di silenzio mediatico e dei governi complici che ogni tanto è squarciata da stragi particolarmente efferate ma che è costruita per silenziare le voci che arrivano dal genocidio, davanti alla rapina violenta di terra e vita palestinese in Cisgiordania, davanti al progetto sionista dell’azzeramento di ogni presenza araba nel sud del Libano con la violazione sistematica di ogni tregua, davanti all’immunità garantita agli atti di terrorismo e di pirateria compiute dall’ idf contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla, non basta e non serve più un appello accorato al senso di umanità, non basta l’espressione di solidarietà umana, non basta più parlare del numero dei martiri, non basta più schierarsi con il popolo palestinese solo quando soffre o muore, ma dobbiamo parlare di diritto all’AUTODETERMINAZIONE e di RESISTENZA. 

La responsabilità di chiunque si schieri contro l’orrore del geocidio del popolo palestinese è quella denunciare con corerenza il sionismo e l’imperialismo come un cancro che minaccia l’umanità, che non solo ha già eretto una barriera di assuefazione al dolore ma che sono sistemi economici e sociali che incarnano la disuguaglianza sociale, lo sfruttamento delle classi popolari, la povertà in aumento in tutto il mondo, la guerra come necessità di un modo di produzione per sopravvivere alla propria crisi ormai strutturale. 

Un modo di produzione capitalista e una società ad essa conformata culturalmente e ideologicamente, basata sullo sfruttamento intensivo di donne e uomini e sulla devastazione del pianeta che usa la guerra, pianificando morte, per liberare mercati e investimenti per un nuovo ciclo di accumulazione di ricchezze.

Abbiamo bisogno di altro, noi vogliamo altro, per non diventare carne da macello per la guerra imperialista. Noi come ogni altra donna o uomo della nostra stessa classe in tutto il pianeta.

Contro guerra imperialista e genocidio!

Giù le mani dal Libano e dall’Iran!

Contro il governo Meloni complice del genocidio e servo degli interessi della classe dominante!

Per il diritto all’esistenza, alla resistenza, al ritorno dei profughi del 1948 e del 1967.

Per il diritto all’ Autodeterminazione del popolo palestinese in una palestina libera dal sionismo e dal suprematismo ebraico.

Ricordiamo che continua la raccolta fondi per l’Associazione Gassan kanafani che distribuisce aiuti alla popolazione dopo la distruzione dell’Asilo Vittorio Arrigoni.Per informazioni e versamenti: ricostruiamoasilovik.it

Ricordiamo che è aperto un conto corrente a sostegno dei prigionieri palestinesi Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser Elasaly e Riyad Albustanji

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