Inviato da redazione il Lun, 23/10/2017 - 13:10
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La maggioranza delle sigle del sindacalismo di base hanno indetto per il 27 ottobre uno sciopero generale nazionale.

Uno sciopero generale molto importante, non limitato al supporto alle diverse vertenze locali e settoriali, ma che assume una valenza politica più complessiva ribattendo con l’arma dell’unità operaia alle politiche antioperaie e antipopolari di tutti gli ultimi governi, dal Jobs Act, ai decreti sicurezza, alle politiche razziste, al saccheggio dei rimasugli dello stato sociale, alla devastazione dei territori (TAV, Muos, Tap, ecc.) e contro l'incrudimento dei processi repressivi nei confronti delle diverse forme che assume il conflitto di classe davanti ai cancelli dei magazzino della logistica, con le occupazioni delle case e in difesa dei territori.

In questo quadro infatti si muovono diverse sacche di resistenza operaia e sociale che questo sciopero proverà a ricomporre su un terreno di lotta più complessivamente anticapitalista.

Allegando l'indizione del SI Cobas e dell’ADL Cobas dello sciopero generale della logistica e del trasporto merci, crediamo importante sottolineare quanto questo settore produttivo sia complessivamente e frontalmente investito da un attacco senza precedenti tanto ai diritti e alle garanzie degli operai dei magazzini delle diverse logistiche quanto alle organizzazioni sindacali che li rappresentano maggiormente.

Un attacco frontale per reimporre il comando dei vari consorzi e aggregati padronali nei magazzini e per abbattere la resistenza operaia e avviare processi di ristrutturazione da “lacrime e sangue”.

L'ultimo esempio, ma anche il più evidente, è il fronte Poste-SDA che, per candidarsi a essere la base logistica per gestire lo sviluppo esponenziale dell'e-commerce, sta pianificando sia licenziamenti di massa per entrambi i propri processi lavorativi (Poste e SDA) sia la devastazione dei diritti acquisiti in anni di dure lotte.

Del resto, per un capitalismo in crisi strutturale che ha già riversato gli effetti nefasti della stessa sulle classi subalterne, il continuare a mordere su salari, garanzie sociali, livelli occupazionali, rimane l’unica possibilità per accumulare profitti e sopravvivere alla sua stessa crisi.

In ciò svelando ancor di più l’assoluta incompatibilità degli interessi di classe.

Questo sciopero generale deve quindi riuscire a incidere sia dal punto di vista delle singole vertenze sia dal punto di vista più prettamente politico dei rapporti di forza con il capitale, rilanciando e praticando la possibilità reale di un conflitto da generalizzare in tutti i settori produttivi e nei rapporti sociali.

Crediamo sia sempre più evidente che l'aggregato di strutture sindacali, collettivi, forze politiche e movimenti sociali, che stanno lavorando per la riuscita qualitativa e quantitativa dello sciopero generale del 27 ottobre, debba porsi l'obiettivo di ricoprire, con sempre maggiore chiarezza, un ruolo politico di organizzazione e direzione delle lotte, per dare concretezza di obiettivi e prospettive più generali all'intera classe e ai settori sociali che vogliano farsi carico di una risposta alla riorganizzazione padronale facendo vivere, vertenza su vertenza, lotta dopo lotta, a partire dai bisogni materiali di milioni di uomini donne e giovani proletari, un immaginario di trasformazione rivoluzionaria dell'esistente.

PACE SOCIALE VINCE IL CAPITALE
per una società senza classi e senza padroni

Concentramento con i lavoratori della logistica del Sicobas
per confluire nel corteo unitario

ore 9,30 piazza Medaglie D'oro - Porta Romana