Un ricordo di Luis Sepulveda

Inviato da redazione il Sab, 18/04/2020 - 00:46
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In occasione della sua morte sentiamo il grande bisogno di ricordare lo scrittore militante Luis Sepulveda la cui lettura ha assorbito le menti di tutte e tutti noi e di generazioni di compagni e compagne con la sua delicatezza e la sua umanità rivoluzionaria, insieme alla sua enorme capacità di toccare e smuovere le leve più profonde del nostro cuore. Da sempre schierato contro il fascismo ha, per questo, dovuto subire la tortura, l’incarcerazione e l’esilio dopo il colpo di stato del dittatore fascista Pinochet sostenuto e finanziato dall’imperialismo USA. Ricordiamo le profonde emozioni provate leggendo le sue forti pagine di denuncia contro il colpo di stato e la dittatura, e ancor di più nel vivissimo ricordo dei suoi compagni brutalmente assassinati dal regime. Ricordiamo il sostegno a Cerpa Cartolini e ai compagni e le compagne del MRTA e le sue prese di posizione dopo la strage compiuta dal fascista Fujmori seguita dallo scempio dei loro corpi.

 

In seguito è noto a tutte e tutti il suo impegno contro la criminale devastazione dell’ambiente e della natura connaturato alla società capitalista e, a questo proposito, vi invitiamo a leggere (o a rileggere) la sua bellissima favola “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà” che ci sembra attualissima come denuncia delle cause della pandemia in corso.

 

Una “favola” che parla di umanità, di attaccamento alla terra e del popolo Mapuche - mapu (terra) che (popolo) il popolo della terra - attraverso le parole, la fedeltà e la fratellanza di un cane con giovane umano, suo fratello, contro la disumanità della violenza di un sistema economico basato sulla barbarie e sullo sfruttamento della natura.

 

Ciao Luis ci mancheranno le tue favole e i tuoi racconti sull'aspirazione di ogni essere umano ad una giustizia sociale universale che si trasforma in un impegno per la vita di ogni rivoluzionario.

 

"Vola solo chi osa farlo"

 

Vogliamo condivedere questa bellissima poesia scritta da Luis Sepulveda che ci ha inviato un compagno

 

L'ultimo suono del tuo addio

L'ultimo suono del tuo addio,
mi disse che non sapevo nulla
e che era giunto
il tempo necessario
di imparare i perché della materia.

Così, tra pietra e pietra
seppi che sommare è unire
e che sottrarre ci lascia
soli e vuoti.
Che i colori riflettono
l'ingenua volontà dell'occhio.

Che i solfeggi e i sol
implorano la fame dell'udito.
Che le strade e la polvere
sono la ragione dei passi.

Che la strada più breve
fra due punti
è il cerchio che li unisce
in un abbraccio sorpreso.

Che due più due
può essere un brano di Vivaldi.
Che i geni amabili
abitano le bottiglie del buon vino.

Con tutto questo già appreso
tornai a disfare l'eco del tuo addio
e al suo posto palpitante a scrivere
La Più Bella Storia d'Amore
ma, come dice l'adagio
non si finisce mai
di imparare e di dubitare.

E così, ancora una volta
tanto facilmente come nasce una rosa
o si morde la coda una stella fugace,
seppi che la mia opera era stata scritta
perché La Più Bella Storia d'Amore
è possibile solo
nella serena e inquietante
calligrafia dei tuoi occhi.
Luis Sepulveda

 

 

I compagni e le compagne del CSA Vittoria

17 aprile 2020