10 OTTOBRE: 3 ANNI DI GENOCIDIO – CONTRO IMPERIALISMO E SIONISMO – corteo a Milano
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Comunicato di adesione e partecipazione al CORTEO di Milano la giornata di mobilitazione del 10 ottobre.
10 ottobre con la Palestina nel cuore a Milano, Brescia, Trento, Bormio, Torino, Genova, Trieste, Verona, Venezia, Bologna, Pisa, Firenze, Terni, Ancona, Roma, Napoli, Bari, Potenza, Matera, Cosenza, Catania, Palermo, Milazzo, Sassari, Cagliari………
Per una giornata di mobilitazione nazionale in ogni territorio.
10 OTTOBRE 2026 CORTEO A MILANO
CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA,
FERMIAMO IL GENOCIDIO IL RIARMO E LO STATO DI POLIZIA
3 ANNI DI GENOCIDIO
Dopo 3 anni di genocidio siamo davanti più di 300.000 palestinesi morti, feriti e “dispersi”. Ma i numeri da soli non bastano a raffigurare in pieno l’orrore del genocidio e la ferocia della pulizia etnica in corso in tutta la Palestina. Alla ferocia sionista non bastano i corpi macellati dalle bombe o bruciati dal fosforo bianco, non basta lo scientifico omicidio a freddo delle ambine e dei bambini palestinesi. Non basta la demolizione pianificata di ospedali e l’arresto di personale medico come il dottor Abu Safiya(detenuto e torturato nei lager sionisti dal dicembre 2024),
non basta l’assassinio mirato di operatori sanitari, dottoresse e dottori, infermieri infermiere e la distruzione di ambulanze. Fame sete, mancanza di cure sono utilizzate come armi per il genocidio insieme alla distruzione sistematica di ospedali e impianti idrici. Gaza è distrutta e piena di macerie che ancora nascondono lo scempio dei corpi di donne, uomini, bambine e bambini palestinesi. La Cisgiordania è diventata ormai terra di conquista dei coloni suprematisti responsabili di pogrom e uccisioni di contadini palestinesi mentre l’occupazione coloniale sionista avanza metro dopo metro
Ma non possiamo solo piangere per il gemocidio e lìolocausto dei bambini e delle bambine palestinesi. Dobbiamo denunciarne il perché e comprenderne le origini a partire dal supporto del colonialismo occidentale.
Non potremmo però comprendere a fondo la portata della tragedia palestinese incominciata nel 1948 con la nascita dell’entità coloniale sionista Israele (la Nakba) e continuata nel 1967 (la Naksa), fino all’odierno genocidio conclamato se non la connotassimo in relazione agli interessi dell’imperialismo occidentale. Dal 1917, dalla “dichiarazione di Balfour” (ministro degli esteri dell’impero britannico) che si impegnava nel sostegno a “una dimora nazionale per il popolo ebraico” … sulla terra del popolo palestinese, l‘occidente colonialista ha mostrato chiaramente i suoi interessi per il controllo dell’Asia Occidentale. L’obiettivo era quello, da una parte, di risolvere il problema dell’antisemitismo europeo scaricandolo sul popolo palestinese ma soprattutto, dall’altra, spingere verso l’edificazione di una forte e motivata potenza coloniale, armata fino ai denti, che difendesse gli interessi economici dell’imperialismo occidentale. Oggi, nel 2026, con la guerra all’Iran, con la distruzione e i massacri in Libano e la spartizione della Siria, l’imperialismo occidentale rinsalda questa criminale alleanza con l’entità coloniale sionista versando fiumi di sangue dei popoli di quell’area così importante e vitale dal punto di vista geopolitico. L’assedio medioevale a Cuba, il tentativo di colonizzazione del Venezuela (con l’arresto di Maduro e Cilia Flores), il ricatto di un intervento militare in ogni angolo del pianeta, sono i segnali di una crisi che avanza e di una conseguente proiezione di guerra per l’intera umanità
Crisi e tendenza alla guerra sono lo scenario globale.
La crisi e la concorrenza diventata esponenziale tra i diversi capitalismi nazionali e le potenze imperialiste (nella loro diversità), sta facendo tremare le fondamenta del sistema economico capitalista determinando una corsa al riarmo e alla guerra per il controllo di mercati e materie prime utilizzate per il primato tecnologico. La guerra è oggi il quadro di contesto e chiave interpretativa di ogni atto politico e di ogni scelta economica.
L’ Italia stessa è ormai in guerra supportando direttamente il genocidio e le aggressioni dell’Imperialismo Usa e del sionismo nei confronti del Libano, dell’Iran e dello Yemen. La presenza di militari italiani, in funzione anti iraniana e anti yemenita resa pubblica con il danneggiamento di un Eurofighter italiano nella base dell’aeronautica saudita, il rilancio della missione Aspides del governo italiano, danno il senso chiaro di un “nostro” coinvolgimento diretto nella guerra devastante e sanguinaria scatenata arbitrariamente dagli Usa e dall”entità coloniale sionista Israele.
L’impoverimento della sanità pubblica e del welfare, l’attacco al valore reale dei salari, sono l’effetto della crisi e della tendenza alla guerra.
Ancora una volta ogni scelta dei capitalismi occidentali è una scelta di campo al di là di ogni diritto e ragione. I loro interessi contro i diritti dei popoli all’autodeterminazione. Il governo Meloni, servo e paravento del grande capitale, si è ritagliato un suo piccolo e miserabile ruolo politico spingendo sull’ identitarismo dei disvalori della destra retrograda e razzista, sull’odio per i migranti, il nazionalismo e l’appartenenza sulla base della purezza del sangue. Il governo Meloni sta anche dirottando investimenti miliardari verso il riarmo saccheggiando uno stato sociale già al collasso. Noi tutte e tutti stiamo pagando il costo della guerra tra Nato/Europa/Ucraina e Russia e la colpevole mancanza di investimenti sulle energie rinnovabili, (contrastate con il negazionismo del cambiamento climatico). La combinazione tra questi dati ha prodotto la progressiva ascesa del costo delle fonti energetiche e questo si è tradotto nell’aumento dell’inflazione e nel drammatico abbassamento del valore reale dei nostri salari. La tendenza verso forme di governo sempre più autoritarie è direttamente proporzionale all’esigenza di imporre comando ed imprimere velocità e sicurezza, senza alcun vincolo “democratico”, nell’esecuzione degli ordini utili al profitto padronale. L’esigenza di uno stato proiettato verso la corsa al riarmo e alla guerra con la trasformazione delle proprie strutture produttive (esempio: La tedesca Volkswagen ha appena venduto all’entità sionista Israele una fabbrica in bassa Sassonia per la produzione di droni..) è quella di una società pacificata, e gerarchizzata e pronta a obbedire.
Povertà, disoccupazione, bassi salari e licenziamenti, repressione e stato di polizia sono il prodotto di queste scelte di guerra.
@ PER QUESTO guerra e genocidio palestinese sono strettamente legate perché parte di una visione del mondo basata sullo sfruttamento di esseri umani e l’accaparramento e lo sfruttamento massimizzato di risorse. La concorrenza tra blocchi economici per mantenere i propri margini di profitto e per l’egemonia su risorse e mercato globale sta producendo una corsa cieca verso il baratro della guerra mondiale,
@ PER QUESTO la soluzione sta nella capacità dei lavoratori e delle lavoratrici di lavorare per forme di solidarietà internazionalista tra sfruttati e sfruttate rifuggendo da ogni ammiccamento al campismo, al multipolarismo. Ma MULTIPOLARISMO NON VUOLE DIRE PACE! Sentiamo cantare le sirene del multipolarismo. ma anche questo è un inganno per riportarci sul terreno della compatibilità e dell’interclassismo. Con queste contraddizioni e in questa fase di crisi, il “sogno” di un mondo di pace e di salvezza per l’intero ciclo ecologico del pianeta fondato sull’equilibrio di potere tra blocchi economico/politici diversi è appunto solo un sogno (di compatibilità borghese). Rifiutiamo le scelte di campo tra blocchi di potere imperialisti anche se con caratteristiche differenti. Il nostro futuro non deve dipendere dalle scelte dei padroni in occidente come in oriente. Pensare che il multipolarismo possa essere una scelta di pace è semplicemente una miope ma pericolosa illusione che sovrappone ed equipara gli interessi di chi detiene potere e profitto e le masse popolari che quel profitto producono
La crisi del modo di produzione è un dato oggettivo che spazza le illusioni riformiste che consegnano a uno o all’altro paese o blocco economico un ruolo di pacificazione. Anzi la formazione di blocchi sempre più potenti è la condizione per una prossima guerra mondiale proprio a partire dalla progressiva perdita di potere del petro-dollaro come moneta di scambio sui mercati mondiali.
@ PER QUESTO dopo 3 anni di genocidio in diretta streaming, Il nostro dovere è riportare la lotta di liberazione del popolo palestinese all’interno dello scontro più generale contro imperialismo e sionismo e un sistema economico, politico e sociale in crisi che sta proiettando l’intera umanità verso la guerra.
@ PER QUESTO la nostra solidarietà al popolo palestinese non è solo un dovere etico, una scelta dettata dall’umanità e dall’empatia per le sofferenze atroci che sta subendo per la scientifica violenza sionista mirata al suo annientamento, ma è la condivisione di una lotta di liberazione dal colonialismo sionista alleato con l’imperialismo Usa e occidentale.
PER QUESTO, IL 10 OTTOBRE, SAREMO TUTTE E TUTTI IN PIAZZA A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE E DELLA SUA RESISTENZA!
– Perché si fermino il genocidio e la pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania.
– Per far sentire alta la nostra voce in difesa e in solidarietà alle migliaia di prigionieri e prigioniere palestinesi detenuti nelle carceri sioniste chiedendone la loro LIBERAZIONE.
– Per tutti i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri italiane COLPEVOLI DI SOLIDARIETA’ AL POPOLO PALESTINESE: Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, (per i quali il 9 ottobre a Roma ci sarà l’udienza della Cassazione che deciderà sulla loro detenzione) Yaser Elasaly, Ryad Albustanji, Anan Yaeesh, Ahmad Salem, Abdelmuti Abunada.
– Per gli attivisti della Global Sumud Flotilla, ancora arbitrariamente imprigionati nelle carceri tunisine e in sciopero della fame.
Se non ora quando! Mobilitiamoci, partecipiamo, portiamo in piazza la nostra solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza e il nostro NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA!
CONTRO GUERRA E GENOCIDIO
CONTRO SFRUTTAMENTO DI CLASSE E PRECARIETA’.
CONTRO I “DECRETI SICUREZZA”. NO AL DDL 1004 “antisemitismo”.
PER IL DIRITTO A ESISTERE, A RESISTERE, PER IL RITORNO DEI PROFUGHI, PER I DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE.
La solidarietà internazionalista e’ l’arma degli sfruttati contro imperialismo e sionismo.
SABATO 10 OTTOBRE CORTEO A MILANO ORE 16 Piazza della Repubblica



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