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PROCESSI POLITICI E MOVIMENTI DI SOLIDARIETA’. SULLA GRANDE GIORNATA DEL 10 OTTOBRE

La corte di Cassazione di Roma il 9 ottobre ha rigettato l’appello dei legali per la loro liberazione e ha confermato la detenzione in carcere di Mohammad Hannoun e Raed Dawoud. 

Questa sentenza è un dato assolutamente politico.

Facciamo un po’ di chiarezza: la montatura giudiziaria contro di loro e contro Yaser Elasaly e Ryiad Albustanji, che andranno in Cassazione il 13 novembre, si definisce e si svela atto dopo atto. La chiusura urgente “inusuale e immotivata” delle indagini preliminari, da parte della Procura di Genova, si può spiegare solo come il tentativo, purtroppo a portata di mano, di stabilire la data della prima udienza del loro processo prima della scadenza naturale (un anno dall’arresto del 27 dicembre 2025) delle misure cautelari per i nostri amici e compagni; Mohammad, Raed, Yaser e Ryiad. L’inizio del processo farebbe ripartire un ulteriore anno di misure cautelari prolungando la loro detenzione in carcere. 

Ed è questo l’obiettivo politico punitivo: tenerli in carcere il più possibile e portarli in carcere al processo come colpevoli e tenerli rinchiusi durante tutto il suo decorso. Una montatura fumosa e spregevole che si alimenta da sola perché la detenzione cautelare sulla base di una sentenza appare già come una sentenza non scritta di condanna che avvalora la tesi dell’accusa sull’esistenza di “prove” che giustifichino la loro detenzione. E invece non c’è nulla che non solo possa giustificare in alcun modo non solo la loro detenzione ma che addirittura possa sostenere il loro rinvio a giudizio in un processo che è chiaramente un PROCESSO POLITICO.

Un processo politico come politica e criminale è la condanna al compagno Anan Yaeesh, accusato e condannato a 5 anni e 6 mesi (!!!!) per essere stato un partigiano palestinese e aver legittimamente combattuto contro l’esercito d’occupazione sionista a Tulkarem in Cisgiordania e il cui appello si terrà probabilmente agli inizi del 2027. Come politica e criminale è la condanna a Ahmad Salem a 4 anni e il cui appello è già stato fissato per il 26 novembre a Campobasso per avere visionato filmati pubblici sulla Resistenza ed essersi dichiarato solidale con essa. Come criminale e politico è l’arresto di Abdelmuti Abunada per lo stesso reato e ora in carcere in attesa di processo.

Sono passati mesi e anni che tutti loro sono rinchiusi vigliaccamente in carcere e a loro deve arrivare la solidarietà di tutte e tutti perché con loro è sotto accusa la solidarietà al popolo palestinese, con loro è sotto accusa il movimento di solidarietà che ha attraversato con mille modalità le città di tutta Italia dal 7 ottobre del 2023 a oggi.

Con loro è sotto accusa la grande giornata di mobilitazione nazionale del 10 ottobre scorso che ha portato in piazza decine di migliaia di persone in tantissime città e paesi in Italia proprio a ridosso del 7 ottobre e dell’acutizzarsi della campagna di criminalizzazione contro il popolo palestinese e la sua legittima Resistenza.

Stare coerentemente dalla parte del popolo palestinese e della sua legittima Resistenza vuol dire abbracciarli con un muro di corpi, intelligenze e pratica politica che li difenda, che li rivendichi come parte integrante del nostro collettivo movimento di solidarietà internazionale e internazionalista. 

UN MOVIMENTO DI CLASSE SCHIERATO CONTRO L’IMPERIALISMO E LE SUE GUERRE, CONTRO LE COMPLICITA’ DEI GOVERNI E CONTRO IL NOSTRO GOVERNO LANCIATO VERSO IL RIARMO E LA PRESENZA SEMPRE PIU’ DIRETTA NEGLI SCENARI DI GUERRA E ALLEATO STRATEGICO DEL SIONISMO E COMPLICE DEL GENOCIDIO PALESTINESE.

La crisi del modo di produzione capitalistico ci sta portando verso la guerra, siamo anzi già in guerra e dovremo, ora e subito, tutte e tutti, farci carico di una mobilitazione di massa aperta e inclusiva ma coerente e rigorosa contro imperialismo e sionismo che ponga le basi per un potente immaginario di lotta internazionalista e di emancipazione per una società che metta al centro i bisogni di donne, uomini e della natura e non il profitto per la classe al potere.

CONTRO IMPERIALISMO E SIONISMO

CONTRO GUERRA E RIARMO

CONTRO L’ATTACCO A SALARI, PENSIONI E WELFARE

PER UN MONDO DI LIBERE E LIBERI E DI UGUALI

Per il diritto all’esistenza, alla Resistenza, al ritorno dei profughi, a un libero processo di AUTODETERMINAZIONE del popolo palestinese.

Per una Palestina libera dal fiume al mare con Gerusalemme capitale, terra di convivenza e di pace.

LIBERI TUTTI SUBITO!

Con la Palestina del cuore

A breve si chiuderà la sesta raccolta fondi per Gaza, supporta e dona www.ricostruiamoasilovik.it

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