milano

Giovedì 27 settembre ore 21.00 Renato Curcio presenterà il suo ultimo lavoro

Inviato da redazione il Mer, 05/09/2018 - 08:34
Dopo “l’impero virtuale” del 2015 , “l’egemonia digitale” del 2016 e “la società artificiale” del 2017, Renato Curcio torna al Vittoria per presentare il suo ultimo lavoro di ricerca “l’algoritmo sovrano - metamorfosi identitarie e rischi totalitari nella società artificiale”, nel quale prova ad analizzare a fondo lo spessore e i confini delle nuove frontiere dell’omologazione e del controllo sociale digitale generalizzato, funzionale al perpetuarsi del modo di produzione capitalistico e ai rapporti sociali che esso genera.

UNITÀ DEGLI SFRUTTATI CONTRO LE POLITICHE DELL’ODIO, DELLA REPRESSIONE E DEL RAZZISMO.

Inviato da redazione il Gio, 28/06/2018 - 21:09
Non è l’immigrato il nemico dei lavoratori ma il capitale che guadagna denaro e potere sulla pelle di chi è sfruttato. La “pacchia” non è quella di rifugiati, richiedenti asilo e proletari immigrati ma di chi li sfrutta con salari di fame e in condizioni schiaviste, del governo Lega-Cinquestelle che cerca consenso a politiche liberiste e repressive seminando illusioni e divisioni tra i vari pezzi del proletariato.

Martedì 19 giugno ore 14,00 al Palazzo di Giustizia di Milano

Inviato da redazione il Mar, 12/06/2018 - 20:31
presidio esselunga

Entra nel vivo il processo per il ciclo di lotte all'Esselunga di Pioltello con la proiezione in aula dei filmati della carica dei crumiri e gli interventi polizieschi in difesa degli interessi padronali.
Invitiamo alla presenza dentro e fuori l'aula in solidarietà ai compagni e le compagne sotto processo.

Per Soumaila Sacko e contro il razzismo di stato!

Inviato da redazione il Mar, 12/06/2018 - 15:18
La piena subordinazione al dominio del profitto e il razzismo sono, già dai primi momenti, la caratteristica dei primi vagiti del neonato governo Lega/Cinquestelle. Una prima feroce rappresentazione del futuro che attende le classe subordinate e, in particolare, la componente immigrata la si è avuta domenica scorsa quando Soumaila Sacko veniva giustiziato a fucilate mentre raccoglieva delle lamiere da una fabbrica abbandonata. Materiale di fortuna per un riparo più sicuro, per ridurre il rischio di perdere la vita o i propri documenti negli incendi che flagellano le baracche dei numerosi “ghetti” in cui vivono i braccianti sfruttati in maniera disumana nella campagne italiane. Una fotografia dello schiavismo moderno e delle miserabili condizioni di vita e di lavoro, subordinate al potere criminale del caporalato e delle locali organizzazioni criminali, ma diretta conseguenza dell’organizzazione capitalistica e delle dinamiche di massimizzazione del profitto che per realizzarsi deve ridurre i costi in primis del lavoro.