SOLIDARIETA’ AL POPOLO VENEZUELANO!
CONTRO LA CRIMINALE AGGRESSIONE IMPERIALISTA AL VENEZUELA E AL SUO LEGITTIMO GOVERNO!
Ieri notte gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di rapidi attacchi su larga scala contro il Venezuela, colpendo le basi militari di Caracas e dell’area circostante, danneggiando il principale porto del paese (lasciandone però intatte le struttura di trasformazione del petrolio), infrastrutture e ovviamente la popolazione civile. L’operazione si è conclusa con il clamoroso e criminale rapimento del presidente Maduro e di sua moglie da parte di forze speciali, che sono stati poi trasportati negli USA per affrontare surreali e pretestuose accuse legate al narcotraffico.
Un intervento militare che rappresenta l’epilogo dell’escalation piratesca che da mesi l’imperialismo yankee ha mosso contro il governo bolivariano di Maduro: numerose sono infatti state le imbarcazioni distrutte al largo delle coste venezuelane ritenute arbitrariamente e senza alcuna prova che fossero narcotrafficanti; tre le petroliere venezuelane illegittimamente sequestrate per unilaterale decisione trumpiana. Senza dimenticare il preludio rappresentato dall’assegnazione del premio Nobel per la pace a Maria Corina Machado, personaggio che ha sempre sostenuto la destabilizzazione del paese in funzione degli interessi geopolitici statunitensi; nonché il recente posizionamento USA nel mare caraibico della propria portaerei più potente e armata.
Nella successiva conferenza stampa Trump ha rivendicato l’intera operazione svelando quello che era ovvio ed evidente: impadronirsi di fatto delle ricche risorse strategiche venezuelane. A tal fine, Le compagnie petrolifere statunitensi entreranno nel Paese per ricostruire l’infrastruttura e generare profitti, sostenendo che così “il costo per gli USA sarà nullo”, assicurandosi così le riserve più vaste di petrolio mondiali (circa 303 miliardi di barili comprovati). Trump si è poi spinto ad attribuirsi il diritto a governare e controllare il paese sino “a quando non sarà possibile una transizione sicura, corretta e giudiziosa verso un nuovo governo”.
E’ evidente che questa criminale aggressione imperialista sia la prima applicazione concreta e armata delle linee guida contenute nel documento sulla strategia di sicurezza nazionale di fine 2025, con le quali è stato ridefinito il riposizionamento statunitense segnando il passaggio di fase del suo ruolo.
In questo il controllo della America Latina, delle sue risorse strategiche (materie prime, energetiche e agricole e delle enormi riserve di acqua dolce presenti in Amazzonia), dei suoi mercati, rappresenta un obiettivo precipuo e vitale per permettere agli USA di fermare lo sgretolamento del proprio ruolo internazionale non più egemone nella furiosa e feroce competizione sui mercati globali. Al pari, è un tassello del tentativo di impedire e/o di rallentare la crescita della presenza cinese nei paesi latinoamericani fatta di un’enorme mole di scambi economici, finanziari e politici che Pechino ha tessuto negli ultimi anni diventando il maggior partner commerciale e supporto finanziario dell’intero continente.
Alzando ancora un po’ lo sguardo, pertanto, la criminale aggressione imperialista è pienamente interna all’attuale fase nella quale il precedente ordine mondiale, dominato ed egemonizzato dagli USA a dai suoi sgherri, si sta progressivamente sfarinando per il consolidamento dell’estensione economica e politica dei BRICS; per l’indebolimento del dollaro e la sua perdita di credibilità determinata anche dal crescente spostamento dei capitali fuori dal controllo USA, la riduzione degli investimenti strategici in acquisto di moneta verde (e dei titoli correlati), la costruzione di rotte non controllate dall’occidente.
Tutto ciò, unito agli effetti delle contraddizioni poste dalla fase di perdurante crisi del modo di produzione capitalista (e dal grado da questa raggiunto), non può che trovare una propria riorganizzazione nell’uso, appunto rivendicato esplicitamente, della forza ampiamente intesa. E quindi l’aggressione militare, accompagnata dal riarmo diffuso che ne è forza generatrice e conseguenza, il controllo e accaparramento delle risorse, la loro giustificazione e legittimazione anche per il tramite della complicità mediatica, sono gli strumenti utili per cercare di ridefinire il ruolo dell’imperialismo occidentale posto sotto pressione da nuove gerarchie e da nuove relazioni economiche che si sottraggono al suo controllo. Anche l’adozione di misure protezionistiche e sanzionatorie (che per l’amministrazione Trump sono una delle risposte per affrontare l’eccessivo indebitamento federale e il disavanzo, il rischio di esplosione della bolla finanziaria e la necessità di una parziale reindustrializzazione), rientrano pienamente in tale contesto; misure peraltro applicate dal 2019 anche al Venezuela prima dell’aggressione militare dell’altra notte.
L’Unione Europea, governo Meloni in testa, tiene la posizione statunitense e con dichiarazioni complici e subordinate continua a porsi nel ruolo gregario già fatto proprio con il sostegno economico, politico e militare del genocidio sionista del popolo palestinese.
Il diritto internazionale e gli organismi internazionali creati a sua tutela, lo si dice per le anime belle che ancora credono nella sua esistenza, sono in tutta evidenza un guscio vuoto, delegittimati non più solo nella sostanza ma anche nella forma, sostituiti dalla prepotenza dei rapporti di forza e dall’uso della guerra (ibrida e/o armata ovviamente). La guerra, che nasce dalle contraddizioni del capitalismo, torna quindi ad assolvere il ruolo di principio di regolazione dei rapporti tra stati e proprie borghesie.
Non possiamo quindi che sostenere la mobilitazione venezuelana contro l’attacco imperialista e le sue mire esplicite di aggressione e di accaparramento delle risorse che appartengono al suo popolo.
Siamo consci che la scelta e il terreno su cui dobbiamo misurarci è ancora una volta quella tra il governo della guerra, del profitto e delle conseguenti politiche antiproletaria e repressive un’alternativa di sistema che superi lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dell’uomo sulla donna e sulla natura.
CACCIAMO L’IMPERIALISMO DAL VENEZUELA E DALL’AMERICA LATINA!
DALLA PALESTINA ALL’AMERICA LATINA, U.S.A. ASSASSINI U.S.A. FASCISTI!
GUERRA ALLA GUERRA IMPERIALISTA!



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