Sabato 12 luglio CORTEO ore 18 con il popolo palestinese che resiste al genocidio
“L’ULTIMO GIORNO DI OCCUPAZIONE SARA’ IL PRIMO GIORNO DI PACE” cit. di Marwan Barghouti prigioniero politico palestinese
SABATO 12 luglio CORTEO ore 18
da Sesto San Giovanni Rondò (M1) a Sesto 1°maggio FS (M1)
Mentre scriviamo, a Doha in Qatar, sono in corso le trattative per le condizioni di un “possibile” cessate il fuoco e la fine del genocidio e della pulizia etnica del popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania. Il contorno di questo tavolo di trattative ha assunto le caratteristiche di una sfacciata tragica farsa, grondante sangue palestinese e non solo, con la richiesta del criminale genocida Netanyahu di assegnare il Nobel per la pace al sodale criminale di guerra Donald Trump. Non crediamo e non abbiamo assolutamente alcuna fiducia nelle reali intenzioni e nella buona volontà del governo dell’entità sionista Israele insieme al loro complice a capo dell’imperialismo occidentale e dei suoi alleati europei. Sono tutti responsabili di aver compiuto o di aver lasciato compiere un genocidio e, per cambiare effettivamente pagina, vorremmo per tutti e tutte loro una nuova Norimberga con una nuova piazzale Loreto in una Gerusalemme capitale di un Libero stato di Palestina.
Crediamo invece e ci affidiamo alla capacità della Resistenza palestinese di rappresentare gli interessi del proprio popolo. La questione dello scambio reciproco di prigionieri non è mai stata posta in discussione e andranno solo definiti tempi e modalità . La Resistenza pone invece questioni basilari per la sopravvivenza del popolo palestinese come l’ingresso immediato di 600 camion al giorno gestiti però da Onu e Urnwa, con la distribuzione di aiuti e sostegni umanitari in centinaia di punti sparsi per tutta Gaza gestiti da organizzazioni internazionali e non più da quella banda di assassini corrotti della Gaza Humanitarian Foundation (U.S.A.- israeliana) che ha deliberatamente assassinato più di 600 donne, uomini, bambine e bambini in fila per una razione alimentare spesso imbottita di oppiacei. La Resistenza chiede inoltre la possibilità di cure per decine di migliaia di malati e feriti e soprattutto insiste su uno stop all’aggressione durante i colloqui nella proiezione di un cessate il fuoco permanente e completo accompagnato dal ritiro dell’ IDF.
Condizioni minime ed essenziali per poter garantire la sopravvivenza al popolo palestinese e poter parlare di pace e non di pacificazione.
Nel frattempo a Gaza e in Cisgiordania si continua a morire per i bombardamenti e per responsabilità dell’assedio genocida asfissiante la cui violenza è ora denunciata anche dall’Unicef che lancia l’allarme per 33 “respiratori” bloccati dall’ esercito sionista al valico di Rafah, senza i quali i bambini di Gaza nati prematuri sono condannati a morte. La macabra contabilità del quotidiano ci riporta alla cifra, inimmaginabile razionalmente e continuamente in aggiornamento, di “circa” 210.000 tra morti, feriti e dispersi mentre il numero effettivo è certamente purtroppo di molto superiore. E’ inoltre, di questi ultimi giorni, il rapporto dell’Università di Harvard, nel Massachussets, basato su rilievi e dati ufficiali forniti dall’esercito sionista, che denuncia la scomparsa di 377.000 palestinesi. 377.000 donne, uomini, bambine e bambini palestinesi dei quali si è persa traccia, letteralmente scomparsi, dispersi, come evaporati, che mancano all’appello dopo i bombardamenti e i numerosi spostamenti forzati dal nord al centro di Gaza e viceversa.

NAZISMO E SIONISMO: il suprematismo come matrice ideologica – la stessa pratica genocidaria.
La freddezza incolore di questi dati e di questi numeri ci permette una considerazione oggettiva e un’equiparazione con l’orrore già accaduto nella storia dell’umanità , con l’Olocausto del popolo ebraico. Quando finirà il genocidio palestinese, nel campo di concentramento a cielo aperto di Gaza, l’umanità si troverà davanti a numeri di una crudezza inimmaginabile; numeri percentualmente equiparabili alla capacità di annientamento dei lager nazisti. E il parallelismo non è né peregrino né casuale, ma un fortissimo atto d’accusa rivolto contro l’entità coloniale sionista Israele programmata per la pulizia etnica e oggi per compiere un genocidio che sta riportando indietro le lancette dell’orologio della storia. Quando il popolo ebraico fu la vittima sacrificale dell’ideologia suprematista nazista proprio come ora il popolo palestinese è l’innocente vittima sacrificale del sionismo suprematista ebraico.

Precise ricostruzioni storiche e le testimonianze dirette dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, ci raccontano di una orrifica scala di dedizione al macello di esseri umani.
Nell’ipotetica graduatoria della ferocia nazista Mautahusen, insieme ad Auschwitz, detenevano il più altro tasso di “mortalità ” tra i detenuti: oltre il 60 %. Mauthausen era un vero e proprio campo di sterminio per i deportati politici, gli oppositori, i partigiani, gli operai che scioperavano contro il fascismo, i comunisti e questo ha portato ad una grave sottovalutazione storica del fenomeno. Mentre Auschwitz era invece specifico per l’annientamento di donne, uomini bambine e bambini di religione ebraica che in moltissime e moltissimi finivano direttamente nelle camere a gas e poi nei forni crematori utilizzati per distruggerne i corpi. Quindi non conteggiati in questa questa inumana contabilità e di conseguenza aumentandone esponenzialmente la percentuale di annientamento. Dachau e Buchenwald pur lugubri manifesti di morte detenevano invece una percentuale di annientamento minore del 30 %. Ci fa rabbrividire e cozza contro il nostro senso di umanità il descrivere ed esporre “statistiche” che parlano dell’annientamento scientifico di esseri umani. Ma invece ora incominciamo a prendere in considerazione la pratica della disumanizzazione del nemico per potergli infliggere ogni tipo di sofferenza giustificata dal presupposto ideologico che per il nazismo gli ebrei non erano esseri umani ma strumenti di lavoro che una volta consumati andavano azzerati.
Passiamo poi immediatamente alle dichiarazioni (facilmente rintracciabili) e alle pratiche di pulizia etnica a partire dal 1948 dei primi e prime ministre dei governi di ogni colore politico dell’entità sionista israele, alla faccia dei “sionisti dal volto umano”, giustificate anch’esse dal presupposto ideologico che i palestinesi non sono esseri umani ma corpi da annientare o semplici braccia da sfruttare a minor costo. E poi torniamo a Gaza e domandiamoci, una volta arrivata la fine del genocidio speriamo vicinissima se non immediata, quale sarà la percentuale del popolo palestinese annientata da bombe, fame, sete e malattie. Un giorno potremo fare questo calcolo e sapremo a quale campo di sterminio sarà paragonabile il genocidio di Gaza. Quale sarà la percentuale di bambine e bambini che non potranno crescere sani per la malnutrizione già nel grembo materno. Quale sarà la qualità della vita per le decine di migliaia di bambine e bambini volontariamente mutilati e feriti in maniera indelebile. Quanto influiranno nel conteggio finale le morti per patologie oncologiche non curate o per mancanza di prevenzione, le morti per mancanza di dialisi, per infezioni contratte per le gravi ferite, per le affezioni polmonari contratte in 20 mesi di sopravvivenza ad ogni costo. Quale sarà il peso del massacro quotidiano sulla psiche dei bambini palestinesi, l’arretramento neurologico e fisico per mancanza di nutrizione.
Con queste domande che ci poniamo e lasciamo sedimentare nelle coscienze di chi ci legge esprimiamo la condanna inappellabile del nazismo, dell’antisemitismo, del sionismo, del supreatismo in ogni sua forma e chiudiamo questo breve appello con l’invito alla partecipazione di tutte e tutti alla manifestazione di sabato 12 luglio senza mai lasciare solo il popolo palestinese e la sua Resistenza.
SENZA MAI UN PASSO INDIETRO!
Boicottiamo tutte le merci che provengono dall’entità sionista Israele. Chiudiamo ogni rapporto commerciale, politico, economico e militare con i responsabili del genocidio palestinese in corso. Denunciamo la complicità nel genocidio del governo Meloni.
Facciamo sentire con ogni mezzo necessario la nostra solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza.
Perchè il sionismo è la miccia che può accendere un conflitto mondiale. Perchè siamo contro la guerra imperialista e contro il riarmo e contro il riarmo a spese degli investimenti sociali.
L’UNICA GUERRA GIUSTA E’ QUELLA DI LIBERAZIONE DALL’IMPERIALISMO, DAL FASCISMO E DAL SIONISMO.

o solo quando sanguina?
Qui un aggiornamento sui progetti di pulizia etnica a Gaza: https://pagineesteri.it/2025/07/08/medioriente/campi-umanitari-e-citta-recintate-larchitettura-della-pulizia-etnica-a-gaza/
LIBERTA’ PER ANAN, ALI’, MANSOUR mentre scriviamo si stanno tenendo le udienze – 9/10 luglio – per il processo tutto politico ad Anan, ancora detenuto da oltre un anno, Alì e Mansour imputati dal governo sionista israeliano di aver partecipato in Cisgiordania ad atti di Resistenza popolare. Il pubblico ministero proverà a richiedere un rinvio a settembre per provare a recuperare testimonianze assolutamente decontestualizzate perché è la legittimità della Resistenza a essere sotto accusa. Ricordiamo che la Corte d’Appello aveva rigettato la richiesta d’estradizione nell’entità coloniale sionista Israele perché nelle carceri del “paese più democratico” del Medio oriente sarebbe stato soggetto a «trattamenti crudeli, disumani o degradanti, o comunque ad atti che configurano la violazione dei diritti umani»

Solidarietà ad Anan, Alì, Mansour!
FERMIAMO IL GENOCIDIO.PER IL RITIRO DELLE TRUPPE D’OCCUPAZIONE.PER L’INGRESSO DI AIUTI UMANITARI, CIBO, ACQUA E ASSISTENZA MEDICA SUBITO.
PER IL DIRITTO ALL’ESISTENZA, ALLA RESISTENZA, AL RITORNO DEI PROFUGHI E ALL’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE.
PER UNA PALESTINA DI LIBERI E UGUALI SENZA PIU’ SIONISMO!
– Come preannunciato confermiamo che, per la prossima settimana, riusciremo a pubblicare una riflessione sul ruolo dell’imperialismo nelle sue variabili e contraddizioni.
– Aggiornamento dei contributi sul sito www.ricostruiamoasilovik.it



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