Sabato 9 maggio ancora in piazza contro guerra e genocidio. Thiago e Saif liberi subito
SABATO 9 MAGGIO ANCORA IN PIAZZA CONTRO GUERRA E GENOCIDI!
THIAGO E SAIF LIBERI SUBITO!
Concentramento ore 15 Domodossola (M5) Arrivo a Piazzale Aquileia (M4)
Ci troviamo nel bel mezzo del flusso di una corrente che accelera o diminuisce ma ci trascina e ci avvicina, un passo alla volta, verso lo strapiombo di uno scenario di guerra. La guerra a pezzi, economica o combattuta con le armi, l’ipotesi continuamente ventilata di una guerra globale fino all’uso dell’arma nucleare sono da tempo il rumore di sottofondo della nostra quotidianità . La guerra non dipende dai pensieri malvagi di un assassino sociopatico seduto alla Casa Bianca a Washington o nel gabinetto di guerra presieduto da un suprematista colonialista a Tel Aviv. Ogni bomba che cade, ogni drone in volo, ogni proiettile è il prodotto oggettivo di una tendenza alla guerra di un sistema economico attraversato da una crisi strutturale che ha generato una concorrenza cresciuta esponenzialmente tra capitalismi nazionali e tra aggregazioni imperialiste su un piano internazionale. Non è una frase libresca ma la fotografia di una complessità  di cui dobbiamo sempre tener conto quando parliamo dell’aggressione criminale all’Iran, quando parliamo degli interessi combinati tra imperialismo e sionismo che determinano il via libera alla devastazione scientifica (metodo Gaza) e all’appropriazione di terre del popolo libanese e quando parliamo e denunciamo con ogni cellula dei nostri corpi la barbarie epocale del genocidio palestinese. Dovremmo imparare tutte e tutti che ogni mossa sullo scacchiere internazionale provoca conseguenze e, per esempio, il nuovo trattato commerciale tra India e Russia (che implica un’alleanza anche militare) fondato su un incremento sostanziale del flusso di petrolio e che questo flusso venga pagato in rubli o rupie sottraendosi all’egemonia del petrodollaro è certamente un dato che taglia progressivamente risorse all’imperialismo Usa aumentandone l’aggressività  e la sua esigenza vitale di posizionamento in ruolo di egemonia su mercati e risorse.
Il genocidio del popolo palestinese è nel frattempo scomparso dai media. Invece, chi è sopravvissuto alle bombe, al fosforo bianco, ai droni, alle malattie, alla fame e alla sete, oggi continua a morire giorno dopo giorno per la disumana condizione igienico sanitaria che ha portato alla “convivenza” con milioni di topi che aggrediscono letteralmente donne, uomini, bambine e bambini e infettano le loro scorte di cibo e di acqua. Giorno dopo giorno muoiono a decine i malati in attesa di passare la frontiera per essere curati ma i valichi vengono mantenuti ermeticamente chiusi dall’esercito occupante sionista. Tutte e tutti noi vediamo i filmati nei quali si alzano le grida di disperazione del popolo palestinese martirizzato dal suprematismo sionista a Gaza. Tutte e tutti noi assistiamo in Cisgiordania all’incessante aggressione e furto di terre, di risorse che producono l’annientamento di vite palestinesi. Tutto il cosiddetto mondo “civile” da occidente a oriente vede ed è complice di questa arroganza dei coloni fondamentalisti ebraici appoggiati dagli assassini dell’IDF, vede ed è complice degli omicidi, vede ed è complice della loro violenza e delle loro pratiche terroristiche per provocare la fuga di centinaia di famiglie palestinesi. Anche questo è genocidio e pulizia etnica!
Il dottor Hussan Abu Safiya (direttore dell’ospedale Kamal Adwan arbitrariamente arrestato nel 2024) ha ricevuto un’altra proroga della detenzione amministrativa a tempo indeterminato, senza processo e senza alcuna imputazione formale né possibilità di difesa. Crediamo e denunciamo con forza che la sua detenzione, nelle sue gravi condizioni fisiche nell’impossibilità di accedere a cure mediche, sia una forma indiretta di condanna a morte nel solco delle nuova legge sulla pena di morte che l’assassino ministro Ben Gvir ha festeggiato con una torta sulla quale viene riprodotto un cappio. Approfittiamo per evidenziare il dato oggettivo che solo la Resistenza con la sua determinazione nello scambio dei prigionieri, è stata in grado di liberare uomini e donne detenuti nei centri di tortura sionisti in quella terra dove il tanto decantato diritto internazionale è diventato carta straccia con la nascita dell’entità coloniale sionista.
THIAGO E SAIF LIBERI SUBITO!
La Flotilla è stata aggredita in acque internazionali con un nuovo atto di pirateria, i suoi partecipanti arrestati e deportati. Thiago e Saif sono stati arbitrariamente arrestati e detenuti in un carcere dell’entità coloniale sionista Israele in condizioni di sofferenza fisica e psicologica disumana. Il loro arresto è stato prorogato di altri 6 giorni in attesa di … ulteriori indagini. Shin Bet e Mossad ( i servizi segreti sionisti interni ed esterni) si diletteranno in interrogatori per estorcere loro chissà quale impossibile connessione con la Resistenza, che loro definiscono terrorismo, rischiando la pena di morte. Thiago e Saif sono stati rapiti da un atto di pirateria internazionale su una barca battente bandiera italiana e dunque su suolo italiano senza alcuna reazione tangibile del governo italiano. Noi DENUNCIAMO IL GOVERNO MELONI E LA SUA COMPLICITA’ E LA SUA RESPONSABILITA’ IN QUESTO ARRESTO E IN QUESTA DETENZIONE!

Altre barche stanno partendo e verranno ancora fermate con violenza con un ulteriore atto di pirateria sionista ma il movimento di solidarietà scenderà ancora in piazza con determinazione.
Vogliamo però segnalare il pericolo che, in mancanza di un’analisi della complessità a cui prima solo accennavamo, si possa generare una semplificazione della denuncia fissando l’obiettivo solo sul mezzo (la Flotilla) e non sul fine e cioè il sostegno incondizionato al popolo palestinese e alla sua Resistenza come elemento imprescindibile di un reale processo di autodeterminazione. Starà a tutte e tutti noi, a quel movimento di donne e uomini, di compagne e compagni che consapevolmente è sceso con determinazione ed empatia in piazza senza mai fermarsi ogni sabato dal 7 ottobre 2023, fare sì che questo non accada. Aprendo sinceramente le braccia ad ogni forma di partecipazione diversamente motivata ma tenendo il baricentro dell’azione politica collettiva sul popolo palestinese e la sua Resistenza contro imperialismo e sionismo per una Palestina Libera dal fiume al mare come unica speranza di una pace vera senza più suprematismo e discriminazione.
PER IL DIRITTO ALL’ESISTENZA E ALLA RESISTENZA
PER IL RITORNO DEI PROFUGHI DEL 1948 E DEL 1967
PER IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE
CONTRO IMPERIALISMO E SIONISMO
CONTRO IL GOVERNO MELONI COMPLICE DEL GENOCIDIO E SERVO DELL’IMPERIALISMO USA
Con la Palestina nel cuore!
Continua la campagna di sottoscrizione per l’Associazione Ghassan Kanafani che gestiva l’Asilo Vittorio Arrigoni a Gaza purtroppo distrutto e che ora lavora per il sostegno alle famiglie. Per informazioni e versamenti: ricostruiamoasilovik.it
Segnaliamo inoltre la sottoscrizione per il sostegno a Mohammad, Raed, Yaser, Riyad




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