Sabato 20 contro guerra e genocidio per la sentenza del Riesame per Mohammad, Raed, Yaser, Rijad
La sentenza del Tribunale del Riesame di Genova tenutosi martedì 16 giugno, con la presenza solidale di una delegazione della Milano Palestinese, verrà resa pubblica entro venerdì 19. Non possiamo aspettare quella data e quindi già da subito L’ Api e le Donne Palestinesi lanciano un presidio per
SABATO 20 GIUGNO ORE 18 in SAN BABILA. Tutte e tutti in piazza per la sentenza del riesame su Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser Elasaly, Rjiad Albustanji.
Un breve aggiornamento: durante l’udienza del riesame del 16 giugno, a sostegno di un impianto accusatorio sempre più smaccatamente solo una montatura e una vendetta politica per criminalizzare la solidarietà e togliere sostegno al popolo palestinese, la procura continua ad arrampicarsi sugli specchi imputando ai nostri compagni arrestati una “nuova gravissima prova”.
Li accusano ora di aver sostenuto 21 orfani (contati …) di 9 martiri delle Brigate Al Qassam, assassinati nel maggio 2021 a Gaza insieme a centinaia e centinaia di palestinesi durante l’operazione genocida “i Guardiani del Muro” …. (lo sappiamo che dal 1948 i sionisti compiono un genocidio per difendersi…)
È ormai tutto così ferocemente irreale da diventare ridicolo se non fosse invece così drammaticamente reale da poter incidere sulle vite di chi è da sei mesi detenuto ingiustamente in carceri di massima sicurezza.
La procura genovese ha fatto questa “incredibile scoperta” frugando a fondo (che arguzia scoprire quello che tutt@ sanno …) tra i files, definiti “segreti” della memoria dei computer sequestrati il 27 dicembre. Peccato che questi file siano invece normalmente rintracciabili nella memoria informatica dell’Abspp, l’Associazione Benefica in solidarietà al popolo palestinese e soprattutto che, solo nello stesso 2021, siano stati inviati aiuti e organizzate le adozioni a distanza per oltre 1000 orfani e che negli ultimi 15 anni siano quasi 16.000 gli orfani e migliaia le famiglie che Mohammad, Raed, Yaser e Rjiad hanno sostenuto con l’aiuto e il contributo di tutte e tutti noi a Milano e in tutta Italia.
Come se fame, sete o malattie fossero selettive o facessero discriminazioni in base all’appartenenza politica dei genitori!!
I bambini sono bambini e basta!!

Ci asteniamo da ulteriori commenti in attesa dell’emissione della sentenza ma la torsione e la manipolazione della realtà fattuale è così palesemente e clamorosamente ovvia che speriamo spinga al massimo la partecipazione di tutte e tutti al presidio di sabato 20 in solidarietà agli arrestati che vogliamo LIBERI SUBITO!
Siamo e saremo sempre al fianco di Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser Elasaly, Rjiad Albustanji, come al fianco di Anaan Yaeesh e Ahmad Salem colpevoli di essere schierati con dignità e orgoglio a fianco del popolo palestinese.

Dopo 32 mesi di appelli settimanali sulla connessione strutturale tra imperialismo, guerra, sionismo e genocidio non possiamo non annotare alcuni brevi aggiornamenti: E’ scoppiata la pace!?”
– L’assassino sanguinario Trump è costretto a firmare un pre-accordo di tregua spacciandolo come accordo di pace per provare a uscire con la faccia meno sporca possibile dall’aggressione al popolo iraniano. Una aggressione che segna un ulteriore passaggio del lento declino dell’imperialismo americano, costretto da un lato a guerre sempre più economicamente insostenibili stante il colossale debito che grava sull’intera economia (quindi anche sul comparto militare anche esso costretto a dover affrontare i conseguenti limiti di spesa per armamenti) e dall’altro a veder svanire l’obiettivo di controllare lo stretto di Hormuz e conseguentemente i flussi di idrocarburi verso oriente (Cina in particolare). Una progressiva debolezza che è stata resa ancor più manifesta dalla reazione iraniana con l’attacco alle complicità nell’area con l’imperialismo e che sta determinando la costruzione di nuove alleanze. Relazioni che insidieranno nei fatti il consolidato scambio tra il commercio delle ricchezze dei giacimenti dell’area esclusivamente in dollari (e in acquisto di debito USA) a fronte della garanzia della protezione militare a stelle e strisce rivelatasi insufficiente.
– L’alleato genocida Netanyahu a capo dell’entità coloniale sionista Israele continua i bombardamenti, lo sterminio di quasi 4.000 libanesi e la sua criminale opera di annessione di terra libanese. Prosegue, nel fragoroso silenzio dei media internazionali, il genocidio palestinese con la chiusura degli accessi a cibo, acqua e medicinali, nonché viene incrementata l’operazione di allargamento delle illegali colonie in Cisgiordania e l’annessione sino al 70% di quel che rimane di Gaza.
– Il governo della ducetta Meloni, sposta sempre più a destra l’asse politico della società soffiando sul fuoco del razzismo e dell’identitarismo per nascondere una situazione di incapacità strutturale di porre anche solo un freno al decadimento della situazione economica e delle disuguaglianze in aumento. Tale accelerazione è anche determinata dalla concorrenza di Vannacci e della sua formazione smaccatamente fascista e nostalgica (che tenta di irretire la media e piccola borghesia impoverita e spaventata da una perdurante crisi con l’obiettivo di serrarla agli esclusivi interessi della grande borghesia e del capitalismo nazionale), nonché dalle recenti manifestazioni sulla “Remigrazione” caratterizzate da una dichiarata apologia del ventennio e del suprematismo bianco. Un rilancio dell’aggressività fascista sui territori che rappresenta un dato preoccupante con il quale dovremo fare i conti, come già i compagni e le compagne del CPA di Firenze che questo venerdì saranno costretti ad affrontare il corteo lanciato da Vannacci nello storico quartiere operaio e proletario di Gavinana ove hanno la propria sede politica.L’autoproclamato “Stato ebraico” colonialista ha accelerato e sancito definitivamente, davanti agli occhi inorriditi del mondo, qualcosa che possiamo definire la fine storica della cosiddetta “credibilità democratica” dell’occidente imperialista in cui si sta guadagnando un ruolo di rilievo l’Europa guerrafondaia che, mentre imbottisce di miliardi e di armi il comico Zelenzy e i suoi oligarchi del comparto militare-industriale ucraino per condurre una guerra etero-diretta contro l’imperialismo militare-petrolifero russo, continua a sostenere con armi e protezione politica il piccolo stato canaglia sionista
Definire questo un “doppio standard” ci sembra poco ed è persino un’edulcorazione della realtà perché dobbiamo invece denunciare e parlare di complicità sanguinaria, di accordi militari, di progetti economici condivisi, di collaborazione politica strategica in funzione di un nuovo “ordine mondiale” nel quale lo stato nazi -sionista possa avere un ruolo sostanziale di controllo egemonico nell’Arabia occidentale assecondando la proiezione politico. economico, militare verso Oriente del complice statunitense.
Proviamo a tracciare un paragone storico tra come è stato fermato il nazismo e al contrario come ora si sovvenzioni e si supporti il sionismo entrambi fondati sul suprematismo “etnico” o religioso.
Se ci guardiamo indietro e sfogliamo le pagine della storia per trovare qualcosa di simile potremmo risalire al 1945 quando per fermare la guerra contro il nazismo e il fascismo i cosiddetti Alleati devastarono di bombe le città tedesche di Dresda, Colonia e altre con decine di migliaia di morti tra la popolazione civile. I bombardamenti “Alleati” provocarono la morte di almeno 25.000 civili in Italia, rasero al suolo le città di Hiroshima e Nagasaki con la prima bomba atomica…”usata a fin di bene”(un altro ossimoro con cui giocano gli assassini) causando oltre 250.000 morti violente tra chi è evaporato per le bombe o tra immani sofferenze per gli effetti della radioattività . A chi fosse smemorato ricordiamo che gli Stati Uniti entrarono in guerra con estremo ritardo, solo nel 1941 dopo l’attacco giapponese di Pearl harbour ,per impedire l’accesso alle riserve petrolifere in Asia sud-orientale a cui mirava l’imperatore giapponese Hirohito. Andando al dato strutturale la Germania nazista rappresentava una concreta minaccia per l’egemonia statunitense sul mercato europeo diventata poi assoluta con il piano Marshall, mentre l’amico nazi-sionista è invece il fulcro degli interessi dell’imperialismo statunitense in quell’area cosi importante dal punto di vista geopolitico.
Questa differenza è l’oggettivo dato storico da cui partire nella critica e nell’opposizione politica e umana al genocidio. Il nostro sogno non è quello di vedere bombardare a tappeto le città dell’entità sionista occupante ma vedere quel piccolo stato canaglia liberato da migliaia di partigiani internazionalisti in supporto alla Resistenza Palestinese per un percorso di libera Autodeterminazione antimperialista, antifascista e antisionista.
PER UNA PALESTINA LIBERA DAL FIUME AL MARE!
Una terra di pace e di convivenza senza discriminazioni etniche o religiose. Una Palestina libera dal sionismo, dal suprematismo, dal razzismo. Con la Resistenza fino alla Liberazione per un nuovo C.N.L. un comitato di Liberazione partigiano e resistente che tenga insieme le forze della resistenza e possa guidare il popolo palestinese verso la definitiva liberazione della palestina dall’occupazione sionista.
Per il libero e immediato accesso di aiuti umanitari e strutture ospedaliere. Per il diritto all’esistenza, alla Resistenza, al ritorno dei profughi del 1948 e del 1967 per la liberazione di tutt@ i prigionieri e le prigioniere palestinese detenuti in Italia e nelle carceri sioniste.
Per la libera Autodeterminazione del popolo palestinese.
Con la Palestina nel cuore!
 Ringraziamo per i contributi che arrivano e che giriamo all’ Associazione Ghassan Kanafani che gestiva l’Asilo Vittorio Arrigoni a Gaza e ora, dopo la sua distruzione, è impegnata nella distribuzione di aiuti umanitari. Ogni goccia si può trasformare in un mare di solidarietà che può alleviare la sofferenza del popolo palestinese. Per informazioni guarda il sito ricostruiamoasilovik.it





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