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20 giugno a Biandrate per Adil!

Il 18 GIUGNO del 2021, 5 anni fa, fu investito e ucciso da uno schifoso crumiro davanti ai magazzini della Lidl a Biandrate il compagnoAdil, delegato sindacale del Sicobas. 

SABATO 20 GIUGNO, rispondendo alla chiamata dei compagni del Si Cobas,  torneremo davanti agli stessi magazzini, su quello stesso asfalto che ha visto scorrere il suo sangue, torneremo in quel maledetto piazzale per ricordarlo con l’affetto e la stima che provavamo allora e che proviamo oggi. Non riusciamo ora a trovare parole migliori di quelle dei due comunicati che scrivemmo, il primo lo stesso giorno del suo assassinio, e il secondo più diretto al cuore scritto qualche giorno dopo per la partecipazione al grande corteo operaio con le bandiere rosse listate a lutto che si svolse pochi giorni dopo.

  • 18 giugno 2021 Lo sapevamo che sarebbe successo. Purtroppo immaginavamo che si sarebbe arrivati a questo punto. L’avevamo scritto nell’ultimo comunicato dopo l’ultima aggressione subita dai lavoratori del Si Cobas da parte della squadraccia di guardie e crumiri organizzata e fomentata dai padroni; fino dove vogliono arrivare, ci chiedevamo, padroni e istituzioni statali. Fin dove vogliono schiacciare l’acceleratore di questa escalation di violenza contro i lavoratori? La ministra Lamorgese non vuole sporcarsi le mani, il governo Draghi “di unità padronale” non vuole metterci la faccia. Vogliono riuscire a isolare la rabbia operaia, a ricoprirla con un velo di silenzio, un velo nero di repressione e licenziamenti che però oggi è diventato rosso. Rosso del sangue di Adil, rosso del sangue di un lavoratore assassinato da qualche insignificante bastardo istigato dal padrone di turno che mette gli uni contro gli altri per nascondere le proprie responsabilità. Ma il problema vero è che  vogliono nascondere sotto il tappeto una crisi generale di un modo di produzione sempre più criminale e ingiusto. Sanno che non hanno margini economici neanche per una redistribuzione keynesiana dei profitti, sanno che il recovery fund è l’ultima arma potente per provare a riaccumulare profitto e sono disposti a tutto. E oggi hanno assassinato un lavoratore. Provano, con l’aiuto dei media, a tener coperto lo stillicidio di aggressioni, violenze, denunce, arresti, contro chi lotta per difendere il proprio posto di lavoro e la propria dignità e proprio per questo si fa carico di una battaglia più generale che parla la lingua degli sfruttati di tutto il mondo e che si pone l’obiettivo di buttare all’aria il tavolo dei potenti per un mondo migliore, completamente antagonista a quello capitalista basato sulla violenza e lo sfruttamento di classe. Un mondo e una società diversa che metta al centro dei propri interessi l’uomo e i suoi bisogni, i bisogni di umanità di uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale per tutti e non il profitto per pochi. Per questo Adil è stato assassinato. La rabbia è tanta ma non possiamo farci accecare dall’odio. Dobbiamo scegliere  bene le parole per spiegare le cause di questo assassinio e del perché  chiediamo ad ogni lavoratore e lavoratrice di sentire  Adil, capire i suoi pensieri e la sua determinazione e del perché lottava a fianco di ogni sfruttato. Ora è il momento della tristezza, della vicinanza alla sua famiglia devastata dal dolore della perdita. Ma anche il momento della rabbia e della consapevolezza che uno di noi è stato assassinato e che questo sarà un motivo in più per continuare a lottare e non abbassare mai la bandiera della rivoluzione sociale. ASSASSINI !

Le compagne e i compagni del Csa Vittoria
appello alla partecipazione al corteo operaio del 26 giugno a Novara

  • PER ADIL SENZA PERDERE LA NOSTRA TENEREZZA!
  • Oggi non abbiamo voglia di fare un’analisi politica razionale della situazione. Oggi vogliamo solo dire che ci sentiamo vicini ad Adil nella sua lotta contro lo sfruttamente di classe.Per Adil e con Adil, perchè ci sono morti che pesano come una piuma e  vite che, quando vengono spezzate, pesano come una montagna nel ricordo e nella vita, nel cuore e nella mente di ogni compagno e compagna che aspiri a una società più giusta senza più classi né padroni.Perchè è morto un compagno, un compagno del Sicobas che sentiamo come nostro. Nostro, fianco a fianco nella lotta per una trasformazione radicale delle condizioni di vita di milioni di proletari e proletarie in ogni parte del mondo. Nostro e vicino, fianco a fianco davanti a quel camion che ti ha ucciso, guidato da un miserabile e insignificante servo manovrato dai padroni.per imporre il loro comando e la loro insaziabile fame di profitto.Compagno Adil sei caduto vittima di una guerra di classe.Non sei il primo e non sarai purtroppo l’ultimo, lo sappiamo.Ma mentre il nostro cuore è lacerato e piange la nostra mente è ben lucida e conosce bene gli assassini, la barbarie del modo di produzione basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la violenza della prevaricazione di pochi sulla vita di un intero pianeta.Ma a questo sistema noi opponiamo i tuoi e i nostri valori. Il valore della solidarietà e dell’uguaglianza sociale, del sacrificio individuale in nome di una collettività, dell’eliminazione di ogni discriminazione di genere e colore della pelle.Dell’abbattimento definitivo di una società basata sullo sfruttamento e sulla divisione in classi. Per chi ha questi valori la vita di un compagno ha un valore immenso ed è ancora incredibile pensare che il gesto criminale di un bastardo ti abbia potuto togliere la vita, ti abbia tolto ai tuoi compagni e alle tue compagne, ti abbia tolto a tua moglie e ai tuoi figli.Chiediamo ora a tutte e tutti di scegliere da che parte stare e gli assassini non si potranno nascondere perchè il tuo nome sarà in ogni lotta. A noi resta il tuo esempio e il monito ai padroni che non ci potranno mai cambiare e che saremo sempre più duri senza mai perdere la tenerezza e la capacità di piangere per un nostro compagno assassinato insieme alla capacità di essere sempre più lucidi nel nostro odio di classe.

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