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Sabato 19/09 – CONTRO GUERRA E GENOCIDIO PALESTINESE licenziamenti e precarietà – NO DDL 1004

CONTRO GUERRA E GENOCIDIO precarietà, sfruttamento e licenziamenti politici sui posti di lavoro. FERMIAMO I LICENZIAMENTI!

Il corteo “palestinese” di ogni sabato pomeriggio confluisce in questo della mattina contro licenziamenti e sfruttamento. Invitiamo a essere presenti in piazza portando bandiere palestinesi simbolo di Resistenza.

Facciamo brevemente il punto:

La crisi economica morde le diverse economie nazionali e la guerra da essa prodotta ne accentua la gravità. L’impossibilità strutturale di dare risposte efficaci e positive alla crisi, la proiezione verso la guerra, utilizzata anche per un nuovo possibile ciclo di accumulazione di profitti e capitale, sta modificando i rapporti sociali in un senso sempre più autoritario e repressivo. Questa è la fredda fotografia che ognun@ di noi ha davanti e con la quale è chiamat@ a confrontarsi quotidianamente. Davanti a un futuro di sempre maggiore precarietà determinata dalla crisi strutturale e dall’utilizzo dell’IA ogni settore produttivo, la risposta dei padroni è repressione e licenziamenti.

L’appoggio al governo antipopolare Meloni da parte del becero raduno confindustriale a Cernobbio è solo la punta dell’Iceberg di un serrare le file del padronato italiano contro i lavoratori. Dai magazzini della logistica in tutta Italia, all’ Ilva di Taranto al licenziamento di Margherita, delegata Cub al San Raffaele, i licenziamenti sono la risposta evidente dei padroni alle lotte dei lavoratori contro il peggioramento delle condizioni di lavoro. Privatizzazioni, saccheggio dei rimasugli dello stato sociale da una parte, stato di polizia, restringimento dei diritti, “normalizzazione” e repressione dall’altra per tacitare ogni voce di dissenso sono i presupposti per una società irregimentata e militarizzata pronta a obbedire agli ordini del padrone che ci sta portando verso la guerra.

Il DDL 1004, che il governo Meloni si prepara a promulgare, equipara strumentalmente l’obbrobrio dell’antisemitismo nazista e fascista all’antisionismo proprio di chi si batte contro la colonizzazione genocida e suprematista dell’autoproclamato “stato ebraico”. L’obiettivo è avere a disposizione un nuovo pesantissimo strumento repressivo per colpire la solidarietà con il popolo palestinese e ogni voce che metta in discussione il “racconto difensivo” dell’entità coloniale sionista e che denunci la pratica nazista e genocidaria degli assassini sionisti. L’obiettivo è stendere una nera coperta che silenzi una volta per tutte Gaza e le sue voci nel mondo come ultimo passo dopo l’assassinio di centinaia di giornalisti, fotografi e reporter a Gaza come in Cisgiordania.

 Il genocidio palestinese, come profondo spartiacque tra barbarie sionista e umanità, è evidentemente parte di questo attacco ai diritti e della guerra tra imperialismi (nella la lorodiversità) e capitalismi nazionali sul piano globale. Il popolo palestinese ha assunto in questo scontro un ruolo fondamentale perché ha alzato la bandiera della RESISTENZA contro i piani dell’imperialismo e del sionismo. 

La mobilitazione di massa è in questo momento l’arma più potente che le masse popolari hanno in mano per rispondere alla guerra imperialista, al sionismo e al “nemico a casa nostra” rappresentato dal governo e dal padronato. Praticando la lotta di classe contro ogni ingiustizia, sfruttamento e precarietà sapendo indicare, ancora troppo timidamente, un modo di essere società radicalmente antagonista all’attuale che metta al centro i bisogni di chi lavora e non il profitto per i padroni. L’unico antidoto alla guerra, all’imperialismo, al sionismo, al genocidio palestinese, allo sfruttamento e alla precarietà, allo stato di polizia e al fascismo comunque si rappresenti.

Quotidianamente i circuiti indipendenti e le comunicazioni da Gaza e dalla Cisgiordania ci mostrano in tutta la sua ferocia il piano genocidario e di pulizia etnica sionista dell’autoproclamato “stato coloniale ebraico”. Troviamo persino osceno, dopo 3 anni dover sottolineare che la fucilazione alla testa, l’assassinio mirato di bambine e bambini palestinesi sia equiparabile alla scientificità suprematista della barbarie nazista. Che l’utilizzo dell’IDF di bombe al fosforo bianco che bruciano ossa e carne e consumano i corpi per una settimana, che il terremoto di 4,1 gradi di magnitudine provocato dai 1100 kg di esplosivo utilizzati dall’ IDF in Libano sono ferite inferte all’intera umanità. È sociologia, lo sappiamo, ma qui non ci rivolgiamo solo a chi è impegnat@ in una seria e impegnata militanza antimperialista ma a chi ha ancora diritto di considerarsi parte dell’umanità e non uno zombi servo, acefalo, cieco, sordo alle urla di dolore dei propri simili ma genuflesso e pronto a obbedire agli ordini della voce del padrone. Che ha venduto la sua umanità al proprio sordido individualismo e al preservare i propri “privilegi”, magari un salario da fame, nascondendo la testa sotto la sabbia sperando che così la benevolenza del padrone gli garantisca la “sicurezza” di un futuro di precarietà e di ricatti.

Dopo quasi 3 anni scendiamo ancora in piazza per urlare con tutta la nostra voce che la guerra si avvicina, che il GENOCIDIO continua, e che vogliamo liberi i nostri amici, compagni e fratelli ancora detenuti nelle carceri italiane unicamente COLPEVOLI DI PALESTINA.

Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser Elasaly, Ryad Albustanji, Anan Yaeesh, Ahmad Salem, Abdelmuti Abunada.

CONTRO GUERRA E GENOCIDIO

CONTRO SFRUTTAMENTO DI CLASSE E PRECARIETA’.

NO AI LICENZIAMENTI.

NO A REPRESSIONE – NO AL DDL 1004 “antisemitismo”.

PER IL DIRITTO A ESISTERE, A RESISTERE, PER IL RITORNO DEI PROFUGHI, PER I DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE. 

Scrivi ai prigionieri palestinesi in Italia

Mohammad Hannoun
Casa Circondariale di Terni
Strada delle Campore, 32
05100 Terni (TR)
Raed Dawoud
Casa Circondariale di Ferrara
Arginone, 327
44100 Ferrara (FE)
Yaser Elasaly
Casa Circondariale di Rossano
Contrada Ciminata Greco n. 1
87068 Corigliano–Rossano (CS)
Riyad Albustanji
Casa Circondariale G.Bacchiddu
località Bancali
07100 Sassari (SS)
Anan Yaeesh
Casa Circondariale di Melfi
Via Lecce, 18
85025 Melfi (PZ)
Ahmad Salem
Casa di Circondariale di Rossano
Contrada Ciminata Greco n. 1
87068 Corigliano – Rossano (CS)
Abdelmuti Abunada
Casa Circondariale G. Bacchiddu
località Bancali
07100 Sassari (SS)

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