Caricamento in corso
×

Sabato 5 settembre Corteo a Milano CONTRO GUERRA E GENOCIDIO in solidarietà con la lotta di liberazione del popolo palestinese con concentramento e partenza alle 17.00 in Piazza Duca D’Aosta e arrivo al Consolato degli Stati Uniti d’America (Turati MM3)

Le pagine del Mein Kampf sionista, il manifesto del suprematismo ebraico, si sono “arricchite” di una nuova pagina dal titolo: L’ Unico Ebreo buono …. è quello sionista.

Questa che sembra una farneticante asserzione vale invece da indicazione politica ed evidentemente assunta come legge dall’autoproclamato “stato ebraico”

Sono state infatti da poco revocate le autorizzazioni ad alcuni volontari ebrei statunitensi che si trovavano in Cisgiordania con lo status di volontari e in particolare nel territorio di Masafer Yatta (dove è stato girato il documentario “No Other land”) a sud di Al Khalil-Hebron. Il tutto, “naturalmente” senza alcuna spiegazione formale e pubblica ma, d’altra parte non possiamo certo meravigliarci di questo silenzio perché la stessa vita del popolo palestinese è in mano al loro arbitrio. Il sotto titolo del Mein kampf sionista è “uccido chi voglio perché posso farlo”.

Ebrei statunitensi, cittadini nel mondo, che aiutano pacificamente palestinesi a resistere all’aggressione quotidiana aiutandoli nella continua ricostruzione di una “casa” come segnale primario e innato di resistenza all’occupazione. Ebrei statunitensi che si oppongono all’aberrazione sia etica che morale del fatto che la loro religione ebraica venga piegata agli interessi economico-politici dell’occupazione coloniale sionista. Ebrei dunque contro il sionismo, ebrei dunque contro la pulizia etnica e il genocidio palestinese.

Siamo partiti da questo “piccolo” ma grande e significativo fatto, che contribuisce al silenziamento del popolo palestinese, per mettere in evidenza l’aberrazione giuridica del prossimo DDL “antisemitismo” in discussione il 9 settembre alla Commissione Affari Costituzionali della Camera. Nel caso venisse promulgato l’Italia diverrebbe l’unico paese in Europa, insieme alla Romania, ad aver trasformato in legge la dichiarazione IHRA non vincolante già in vigore in Italia dal 2020. 

ANTISEMITISMO = ISLAMOFOBIA = ARABOFOBIA

È RAZZISMO, DISCRIMINAZIONE SU BASE RELIGIOSA/ETNICA, È FASCISMO, È NAZISMO

ANTISIONISMO È LOTTA DI LIBERAZIONE DALL’ OCCUPAZIONE COLONIALE SIONISTA DELL’AUTOPROCLAMATO “STATO EBRAICO” SUPREMATISTA.

Nel caso venisse promulgato l’Italia diverrebbe il secondo paese in Europa, insieme alla Romania, ad aver trasformato in legge la dichiarazione IHRA già in vigore in Italia dal 2020 ma giuridicamente non vincolante. Gli altri paesi hanno fino adora “trattato” la materia adottando mozioni o regolamenti specifici ma il governo italiano nel suo “furore securitario” la vuole trasformare in legge per un segnale ufficiale (come se ce ne fosse bisogno…) di complicità e di subordinazione all’agenda politica dell’entità coloniale sionista, l’autoproclamato “stato ebraico” chiamato Israele e, naturalmente, a incrementare i dispositivi repressivi contro la protesta a favore del popolo palestinese e della sua Resistenza.

Il senso di questo ulteriore passo nella direzione di una progressiva israelizzazione della società italiana è la negazione dell’antisemitismo come elemento costituente del nazi-fascismo per passarne l’attribuzione ai movimenti di solidarietà al popolo palestinese che parlano di autodeterminazione e di liberazione dal colonialismo sionista per arrivare alla matrice islamica.

Facciamo nostra e riportiamo l’affermazione del docente di Relazioni Internazionali all’Università di Edimburgo che denuncia come la definizione dell’IHRA sia “una definizione politica e culturale sviluppata grazie all’azione congiunta di governi e di gruppi di pressione pro-Israele. Israele stesso ha esercitato una pressione diplomatica sistematica affinché la definizione venisse adottata da quanti più stati e istituzioni possibili. Il risultato è che un organismo nato per la memoria dell’Olocausto si è trasformato in uno strumento di diplomazia politica contribuendo a promuovere non solo la lotta contro l’antisemitismo, ma anche una specifica agenda politica di stato”

Chiediamo a tutte e tutti di prepararsi a questo nuovo probabile restringimento degli spazi di agibilità politica e a un’assunzione collettiva di responsabilità nella lotta contro questo atto liberticida nel flusso delle politiche securitarie, antidemocratiche e “culturalmente” fasciste del governo Meloni/Salvini/Tajani/Vannacci.

CON I NOSTRI PRIGIONIERI PALESTINESI FINO ALLA LORO LIBERAZIONE! COLPEVOLI DI PALESTINA!

La solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza non sarebbe però completa se non ci facessimo tutte e tutti collettivamente carico dei prigionieri palestinesi detenuti arbitrariamente in Italia come segnale di subordinazione all’entità coloniale sionista. Ancora oggi Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser Elasaly, Ryad Albustanji, Anan Yaeesh, Ahmad Salem, Abdelmuti Abunada sono tenuti in carcere dalla complicità del governo Meloni con il genocidio palestinese per mano sionista. Pubblichiamo i loro indirizzi per permettere tutte e tutti di poter inviare lettere, cartoline come manifestazione di solidarietà.

Mohammad Hannoun
Casa Circondariale di Terni
Strada delle Campore, 32
05100 Terni (TR)
Raed Dawoud
Casa Circondariale di Ferrara
Arginone, 327
44100 Ferrara (FE)
Yaser Elasaly
Casa Circondariale di Rossano
Contrada Ciminata Greco n. 1
87068 Corigliano–Rossano (CS)
Riyad Albustanji
Casa Circondariale G.Bacchiddu
località Bancali
07100 Sassari (SS)
Anan Yaeesh
Casa Circondariale di Melfi
Via Lecce, 18
85025 Melfi (PZ)
Ahmad Salem
Casa di Circondariale di Rossano
Contrada Ciminata Greco n. 1
87068 Corigliano – Rossano (CS)
Abdelmuti Abunada
Casa Circondariale G. Bacchiddu
località Bancali
07100 Sassari (SS)

Per il diritto all’esistenza, alla Resistenza, al ritorno dei profughi. Per il diritto a un processo di libera Autodeterminazione. Per una Palestina libera dal fiume al mare con Gerusalemme capitale.

Come Csa Vittoria insieme ad altre realtà nazionali e a singol3 sosteniamo anche la campagna: https://www.ricostruiamoasilovik.it/

Commento all'articolo