29 agosto: crisi, guerra, genocidio. Con la Palestina che resiste, a fianco dei prigionieri palestinesi
SABATO 29 AGOSTO CORTEO A MILANO
CI TROVIAMO IN PIAZZA SCALA ALLE ORE 17 PER FINIRE CON MAWTINI IN PIAZZA CORDUSIO
Brevi aggiornamenti in cammino verso la guerra …
Tra accelerazioni improvvise e rallentamenti congiunturali la tendenza alla guerra si rafforza. Si rafforza proporzionalmente al piano di riarmo globale che è saldamente al centro dei progetti del paese del capitalismo mondiale per rimpinguare la stabilità del dollaro messo in crisi progressiva nel suo ruolo di moneta centrale per gli scambi commerciali su un piano globale. La stessa Europa, che puntava a un nuovo ciclo di accumulazione proprio sulla base di ingentissimi investimenti per la “difesa europea” e a favore dell’Ucraina, si vede ridurre i “sogni di grandezza” per l’obbligo di acquistare a profusione armi marchiate USA. Nonostante però lo scontato inginocchiarsi davanti agli interessi superiori del capitalismo più forte, le fabbriche di morte italiane ed europee lavorano a pieno ritmo incrementando progressivamente i propri fatturati ed espandendo progressivamente i propri mercati. In questo quadro va inserita la nascita della nuova Leonardo Ucraina (con sede a Kiev) che si occuperà in specifico di lavorare a possibili aggiornamenti e alla produzione di nuovi e più avanzati droni da guerra e la concessione all’ Ucraina del primo ministro britannico Burnham, del know-how tecnologico per la produzione dei missili a lungo raggio (per colpire molto all’interno del territorio russo), Storm Shadow inglesi identici agli Scalp prodotti in Francia con componenti italiane. Come anche continua a espandersi la collaborazione militare tra l’entità sionista coloniale Israele e i nuovi governi della destra liberista in America latina rafforzando contemporaneamente l’import-export militare e la collaborazione sulla cybersicurezza con l’Italia meloniana e altri paesi europei.

PER CHI NON HA ANCORA HA CAPITO O NON SI VUOLE SCHIERARE. Davanti alla paura individualistica, (o comunque dettata dal conformismo al modello ultra competitivo neoliberista che produce un’adesione spontanea o comunque indotta dal timore dell’esclusione sociale), di un cambiamento radicale affidato a percorsi collettivi di emancipazione sociale o alla mala fede di chi, di fronte all’evidenza continua di crisi, guerre e genocidio, mostra il vezzo di credere e ripone ancora la propria fiducia in uno storicamente impossibile “capitalismo redistributivo“. A chi ancora crede nella possibilità di una democratizzazione del modo di produzione capitalistico che porti anche a una estensione del benessere, possiamo solo ricordare che questi è fondato invece strutturalmente sulla massimizzazione dello sfruttamento di natura ed esseri umani per il profitto, consigliando quindi di prendere coscienza della impossibile pianificazione di un progresso sociale all’interno del quadro di compatibilità tra gli interessi sempre più inconciliabili del lavoro e del capitale.
Non vorremmo tagliare eccessivamente a fette il ragionamento ma, per far capire il livello di aleatorietà e di crisi sostanziale in cui versa il modo di produzione capitalistico, ricordiamo che risale solo a qualche anno fa “l’ubriacatura” della “riconversione ecologica del capitalismo” (un esempio inconfutabile di green–washing) e delle interessate campagne mediatiche per salvare il pianeta utilizzando addirittura paternalisticamente la genuina (e contraddittoria) spinta ecologista del movimento globale del Friday for Future. Il profitto derivato dalle politiche “green” era sembrato un’ancora di salvezza che, unitamente al settore del digitale, poteva permettere il rilancio di un nuovo ciclo di accumulazione per una struttura capitalistica in crisi ma…la crisi si è acuita e con essa la concorrenza con la super potenza economica cinese (che su quei settori aveva investito da anni) e lo scontro si è spostato sul terreno del riarmo. Tutto dimenticato quindi, tutto digerito nelle pagine della storia scritta da chi ha il potere per indirizzarla. E ora tutto ciò si traduce nel potenziale prossimo traguardo cui il capitalismo porterà l’umanità : una guerra che rischia di deflagrare su un piano globale per qualche possibile (voluto o meno non cambia) “incidente di percorso”, con il rischio concreto di ricorso all’arma nucleare.
ANTISEMITISMO E ANTISIONISMO – GAZA, CISGIORDANIA. TENIAMO ALTA L’ATTENZIONE SULLA PALESTINA.

Dopo aver gettato uno sguardo sulle radici dell’antisemitismo della destra al governo ricordiamo che il 9 settembre ci sarà la discussione nella Commissione Affari Costituzionali sul “DDL Antisemitismo” con l’obiettivo di trasformare in legge la definizione di antisemitismo dell’IHRA che equipara antisionismo e antisemitismo. Il livello di servilismo e di complicità  del governo italiano nei confronti all’entità coloniale sionista Israele è tale da sfiorare il ridicolo se non fosse tragicamente pericoloso perché rappresenta un segnale di restringimento degli spazi di “agibilità politica” per le piazze solidali con il popolo palestinese e la sua Resistenza. Possiamo tranquillamente dire che il nemico si difende con ogni arma possibile perché in Palestina non c’è in gioco solo il futuro e la stessa sopravvivenza del popolo palestinese, ma gli interessi economici, la proiezione egemonica e l‘essenza del colonialismo suprematista occidentale nel quale ogni paese è coinvolto. Nessuno escluso.
“Ogni giorno muoiono palestinesi. Ogni giorno. Sotto le bombe, i droni, la fame, le malattie e la sete. Le parole svaniscono davanti allo scempio quotidiano. Non dobbiamo perdere la capacità , per quanto sia possibile, di immedesimarci e immergerci in quella sofferenza. Ogni giorno che ognuna o ognuno di noi va in un ospedale per qualcosa di più o meno grave, per una visita, per un esame …. ma siamo realmente coscienti che tutto questo è impossibile a Gaza. Sei malato? Muori. Sei ferito? Muori. Hai un tumore, devi fare la dialisi, hai una malattia grave? Muori! E questo accade da quasi 3 anni. Un dottore ha amputato un arto a una bambina senza anestesia con l’unico supporto di una ninna nanna cantata dall’anestetista che sperava che la bambina almeno svenisse dal dolore … È di questi giorni la notizia della distruzione, da parte dell’esercito sionista, di una centralina idrica che permetteva di dissetare con acqua potabile una parte della popolazione gazawi.”

NAZISMO E’ SIONISMO!
Nel frattempo, continua lo schifoso balletto di quel comitato di affari e di quel club di assassini chiamato “Board of Peace” che rimanda la fase 2 per evidente responsabilità del governo sionista attribuendola invece alle forze della Resistenza. Una Resistenza che, per rispetto e amore del proprio popolo, sta accettando condizioni che ne permettano sopravvivenza e futuro. Ma il piano dell’entità coloniale sionista è evidente. Azzerare, deportare la popolazione di Gaza, accelerare sulle politiche di pulizia etnica con nuovi insediamenti colonici che spezzino la continuità territoriale della Cisgiordania, rafforzare la presenza nel sud del Libano e in Siria. Tutti questi sono ormai territori che l’autoproclamato “stato ebraico” vuole definitivamente annettere parzialmente o in toto. Per questo parliamo di nemico, parliamo di violenza imperialista, equipariamo nazismo e sionismo, parliamo del sionismo come un’aberrazione criminale contro l’umanità , parliamo di una storia dell’umanità prima e dopo Gaza. Per questo il sostegno coerente al popolo palestinese non può che passare attraverso il sostegno alla sua legittima Resistenza

CON I NOSTRI PRIGIONIERI PALESTINESI FINO ALLA LORO LIBERAZIONE! COLPEVOLI DI PALESTINA!
La solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza non sarebbe però completa se non ci facessimo tutte e tutti collettivamente carico dei prigionieri palestinesi detenuti arbitrariamente in Italia come segnale di subordinazione all’entità coloniale sionista. Ancora oggi Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser Elasaly, Ryad Albustanji, Anan Yaeesh, Ahmad Salem, Abdelmuti Abunada sono tenuti in carcere dalla complicità del governo Meloni con il genocidio palestinese per mano sionista. Pubblichiamo i loro indirizzi per permettere tutte e tutti di poter inviare lettere, cartoline come manifestazione di solidarietà .
Mohammad Hannoun
Casa Circondariale di Terni
Strada delle Campore, 32
05100 Terni (TR)
Raed Dawoud
Casa Circondariale di Ferrara
Arginone, 327
44100 Ferrara (FE)
Yaser Elasaly
Casa Circondariale di Rossano
Contrada Ciminata Greco n. 1
87068 Corigliano–Rossano (CS)
Riyad Albustanji
Casa Circondariale G.Bacchiddu
località Bancali
07100 Sassari (SS)
Anan Yaeesh
Casa Circondariale di Melfi
Via Lecce, 18
85025 Melfi (PZ)
Ahmad Salem
Casa di Circondariale di Rossano
Contrada Ciminata Greco n. 1
87068 Corigliano – Rossano (CS)
Abdelmuti Abunada
Casa Circondariale G. Bacchiddu
località Bancali
07100 Sassari (SS)
Per il diritto all’esistenza, alla Resistenza, al ritorno dei profughi. Per il diritto a un processo di libera Autodeterminazione.
Per una Palestina libera dal fiume al mare con Gerusalemme capitale.

Sostieni la campagna: https://www.ricostruiamoasilovik.it/
CON LA PALESTINA NEL CUORE!



Commento all'articolo