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NON C’E’ GIUSTIZIA SENZA RESISTENZA – 25 ottobre corteo a Milano con il popolo palestinese e la sua resistenza

25/10/2025 ore 16 CORTEO a Milano

partenza piazza Dateo (fermata M4)

e ritorno in Piazza Dateo.

Il “nuovo” colonialismo sovranista – Una Norimberga per il sionismo i suoi alleati e i suoi complici come il governo MeloniL’entità coloniale sionista Israele ha sempre e sistematicamente violato il cessate il fuoco, continua le aggressioni delle truppe d’occupazione israeliana e dei coloni in Cisgiordania, arma gli squadroni della morte a Gaza -Solidarietà a Mohammad Hannoun – Solidarietà a tutte e tutti i prigionieri/e palestinesi.

@ Abbiamo già detto e scritto molto sul ruolo fondamentale del Sumud del popolo palestinese e del senso di responsabilità della Resistenza come elementi sostanziali per comprendere questa “tregua”, ma risulterebbe semplicemente essere malati di infantilismo politico non provare a comprendere le dinamiche complessive che l’hanno determinata. Partiamo dall’assunto che il sistema economico capitalista si regga sulla ricerca del profitto e che questa fame di profitto sia incrementata proporzionalmente alle fasi di crisi. In sintesi, più la torta complessiva del profitto diminuisce e più aumenta l’aggressività e lo scontro economico-finanziario-bellico. Più la crisi morde il tessuto economico delle economie nazionali e più lo scontro per il profitto si esaspera e si evidenzia la tendenza alla guerra testimoniato dalle politiche di riarmo e , materialmente, anche dalla radicalizzazione della guerra in Ucraina esportata in Polonia e Ungheria con gli attacchi a raffinerie di società che lavorano petrolio russo. In questa fase di crisi sempre meno ciclica e sempre più strutturale l’esigenza di nuovi profitti e nuovi cicli di valorizzazione dei capitali nazionali, pur solo contingenti, condiziona l’andamento dei diversi conflitti. Dopo che il comparto economico-bellico Usa, nel ruolo di capofila dell’imperialismo occidentale, ha guadagnato miliardi di dollari con la vendita di armi al fine di macellare i palestinesi e cancellare Gaza, si sono ora determinate le condizioni affinché il profitto possa prodursi anche in tempo di “pace”, seppur imposta all’entità canaglia che, pur in una condizione di isolamento politico e morale sempre maggiore, voleva impunemente finire il “lavoro sporco” a Gaza e in Cisgiordania.

@  Apriamo ora un inciso perché crediamo sia importante sempre sottolineare come, con qualsiasi governo di ogni colore politico, cancellare la Palestina e rimuoverla dalla storia è stato da sempre l’obiettivo della strategia razzista e coloniale del sionismo ben prima della Nakba e della nascita dello “stato d’israele” nel 1948. Un piccolo esempio della strategia di riscrizione della storia e dell’ usurpazione sionista è, o dovrebbe, essere sotto gli occhi di tutte e tutti: la progressiva ebraizzazione della Palestina, considerando che Tel Aviv sia nata nel 1909 come piccolo quartiere ebraico della città araba di Giaffa per poi successivamente annetterla e cancellarne nome e memoria, che l’antica città araba Al Khalil abbia cambiato nome in Hebron, che l’araba Akko sia diventata Acri e siano stati rimossi e letteralmente cancellati non solo antichi cimiteri arabi, non solo mussulmani ma anche cristiano ortodossi come a Yaffa, ormai ridotta a quartiere di tel Aviv quando, nel 2013,  venne vandalizzato il cimitero ortodosso con scritte in ebraico inneggianti ad una vendetta contro cristiani e mussulmani per che avrebbero usurpato la loro terra ….. La riscrizione della storia della Palestina ha portato alla demolizione di reperti storici per far posto alla narrazione suprematista per la quale il “popolo eletto” nella sua accezione sionista fosse l’unico avente diritto a stare sulla terra palestinese, diventata anch’essa “giudea e samaria”, come nel racconto biblico, con il crescere esponenziale dell’immigrazione ebraica così deflagrante da esser persino frenata dalle autorità britanniche. Il quadro è ancora più definito se pensiamo al tentativo sionista-ebraico di demolire la spianata delle moschee, il famoso Monte del Tempio dove è situata la Moschea di Al Aqsa il terzo più importante luogo di culto al mondo per i credenti musulmani. Ma l’Hasbara, la macchina della propaganda sionista, giustifica, mistifica, rimuove e appiana ogni contraddizione con bugie e vittimismo potendo contare sulla complicità dei media occidentali. Facciamo un ultimo esempio puntando il dito sull’utilizzo improprio e criminalizzante del termine “islamista” utilizzato per definire il fondamentalismo di matrice islamica utilizzato per la Resistenza palestinese invece più correttamente islamica nella sua componente maggioritaria. Non esiste però un termine simile per definire il fondamentalismo ebraico perché nel racconto ufficiale semplicemente non esiste un fondamentalismo ebraico, esistono solo dei coloni estremisti, un’ultradestra ortodossa, perché il sionismo come aberrazione suprematista dell’ebraismo non deve essere messo mai in discussione. E questo è un altro mattoncino di razzismo che si aggiunge al muro della coscienza sporca dell’occidente imperialista i cui governi dovrebbero essere portati a giudizio e condannati da una nuova Norimberga dei popoli del sud del mondo per il reato di genocidio, impunità, barbarie e disumanità.

 Ma torniamo all’aspetto strutturale che muove il sistema capitalista accantonando per un attimo la specificità del sionismo come sovrastruttura ideologico religiosa a giustificazione dell’occupazione coloniale della Palestina. Nell’area arabo-asiatica e nord-africana, ora il profitto si fa con i 50 miliardi di dollari stimati per la ricostruzione di Gaza, si fa con le nuove collaborazioni commerciali con gli stati arabi corrotti e collusi e non traditori perché realmente a fianco con il popolo palestinese non ci sono mai stati; si fa con l’allargamento dell’accordo di Abramo a tutta l’area dei paesi arabi estendendoli ai paesi del nord africa e non solo. L’obiettivo è un nuovo rilancio dell’economia nazionale Usa con la proiezione dell’egemonismo imperialista come ago della bilancia dei contratti di collaborazione economico-politico-militare per legare a sé i paesi arabi. L’obiettivo parallelo da ottenere è infatti sottrarli al consolidamento della sfera d’influenza dei paesi Bric’s e così combattere l’emersione di un blocco imperialista con il quale contendersi egemonia risorse e mercati. 

 – Ma il gigante USA si sta muovendo con i piedi affondati nelle sabbia mobili perché l’inaffidabilità delle politiche economiche trumpiane per “gonfiare” l’economia statunitense sta minando ulteriormente il ruolo di punto di riferimento (e di riserva) del dollaro e dei titoli di debito usa con il conseguente spostamento dei mercati verso l’oro che ritorna a essere centrale quale elemento di stabilizzazione dei mercati. La inarrestabile corsa alla finanziarizzazione dell’economia (e dell’industria) sta già creando il rischio da molti denunciato dello scoppio di una bolla speculativa con risultati disastrosi. Il costo dei Future sull’oro, la scommessa sul suo prossimo valore, sta correndo verso l’alto sopravanzando il costo già altissimo dei lingotti mentre l’altro settore in espansione, quello inerente all’intelligenza artificiale e ai suoi utilizzi, ha già prodotto una bolla di ipervalutazione dei titoli con il concreto rischio di un crollo improvviso dei valori stessi che trascinerebbe con sé la produzione reale.

– Sono proprie queste condizioni di economia gonfiata e finanziarizzata a scapito dell’economia reale in un mercato globale in saturazione che ha prodotto il gettarsi tra le braccia del “sovranismo” come sovrastruttura ideologica nella presunta speranza di difendere il mercato interno dalle merci “straniere”. Questa crisi ha anche prodotto una nuova forma di colonialismo “sovranista”, diverso dal colonialismo novecentesco che occupava terre e rubava risorse e mano d’opera con lo schiavismo. È un colonialismo diretto al controllo dei flussi delle merci e della finanza, al controllo delle politiche dei territori subordinati, è una nuova forma di colonialismo imperialista teso esplicitamente al ripianamento del debito usa e al mantenimento degli standard di ricchezza per la loro borghesia. E quindi: imposizione di dazi insostenibili nel medio periodo per le diverse economie nazionali; imposizione dell’acquisto di armi per bilioni di dollari; imposizione di un processo di “reshoring” (il riportare a casa le aziende che si erano spostate all’estero) come anche l’obbligo imposto di spostare la produzione di beni e merci negli Usa. L’imperialismo ha gettato la maschera, il Re è Nudo. La legge del più forte diventata dichiaratamente strumento del comando imperialista ma questo è un chiaro indice della crisi in cui si trova il sistema economico-sociale-politico-valoriale capitalista.

@  Dopo che le popolazioni del mondo si sono ribellate al genocidio e allo stillicidio di sangue palestinese, molti governi hanno girato le spalle (non il governo Meloni servo fedele) alla cricca nazi sionista che governa l’entità coloniale sionista ebraica israele chiedendo di fermare l’aggressione al popolo palestinese a Gaza come in Cisgiordania. Il volgare palazzinaro sociopatico Trump ha compreso che l’orrore del genocidio del popolo palestinese, ripreso in diretta tv, conveniva poco agli affari perché metteva al muro senza più alibi le petromonarchie del golfo e tutta la banda di regimi assassini pronti a fare affari con israele una volta ipocritamente rimosso l’ostacolo del genocidio. A cui va aggiunta l’evidente contraddizione nel racconto del suo MAGA fuori da ogni conflitto con ripercussioni politiche negative all’interno del suo stesso movimento. Dunque, tregua, cessate il fuoco, “pace tombale”, qualsiasi cosa pur che il tavolo degli affari sia ripulito dal sangue dei corpi smembrati del popolo palestinese e ricomincino a girare dollari, petrolio, merci, e gas, meglio se rubato in acqua palestinese. La stessa cosiddetta “pace” per imporre la quale lo staff di Trump il segretario di stato Rubio, il genero di Trump Jared Kushner e l’inviato speciale Steve Witkoff viaggiano avanti e indietro da Washington a Tel Aviv per farla ingoiare, forse togliendolo dagli impicci dell’isolamento, alla banda sanguinaria dell’assassino Netanyahu. 
Ma per la canaglia sionista l’obiettivo era, è e sarà sempre quello di cancellare la vita palestinese in tutte le sue espressioni a partire dalla stessa identità e non possiamo nutrire troppe speranze che questa tregua sia solo il primo passo per un cessate il fuoco duraturo. Infatti, l’entità sionista coloniale israele non rispetta gli accordi e sono passati solo 986 camion di aiuti umanitari sui 6600 che avrebbero dovuto già attraversare il confine di Rafah il 20 ottobre. L’entità sionista coloniale israele dall’entrata in vigore della tregua ha già ucciso 97 palestinesi. L’entità coloniale sionista Israele spaccia per inermi civili palestinesi i capi delle bande armate giustiziati dalla Resistenza. I tagliagole ex-Isis organizzatori degli squadroni della morte che, armati e finanziati dallo stato canaglia israele, hanno sparso sangue palestinese nei luoghi di distribuzione del cibo, hanno rubato gli aiuti umanitari sottraendoli alla popolazione, hanno dato disponibilità di essere l’ossatura di un esercito collaborazionista con il nemico sionista.

@ La vendetta del governo Meloni complice del genocidio sta arrivando. 

È in attesa di discussione il decreto 1627 presentato da Gasparri che equipara antisemitismo e antisionismo assumendo integralmente la definizione di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance). La Commissione di Garanzia ha dato il via ad un procedimento contro il sindacalismo di base Usb, Confederazione Cobas, Cub, Sgb e persino la CGIL per lo sciopero generale del 3 ottobre a suo dire immotivato perché “politico”. A Milano si arriverà probabilmente a processo con accuse molto gravi per gli scontri alla stazione centrale di Milano del 22 settembre. 

Il presidente e portavoce dell’Associazione dei palestinesi in Italia Mohammed Hannoun, nostro amico e fratello, che ogni sabato porta in piazza la voce dei palestinesi è ogni giorno sottoposto ad ogni sorta di attacco dalla stampa sionista italiana fino ad arrivare alla richiesta di Salvini di …espellere Hannoun facendo eco all’interpellanza al ministro Piantedosi di Maurizio Gasparri di Forza Italia sul come mai venga permesso a Hannoun di parlare in piazza richiedendone l’espulsione. L’ “accusa” è di avere sempre rivendicato il diritto alla legittima Resistenza del popolo palestinese. Di essersi sempre schierato con il popolo palestinese contro l’occupazione coloniale sionista dello stato ebraico nel suo progetto di pulizia etnica e di genocidio.

TUTTE E TUTTI ANCORA IN PIAZZA  CONTRO GUERRA E REPRESSIONE

A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE E DELLA SUA RESISTENZA

Con la Palestina nel cuore

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