SICUREZZA O STATO DI POLIZIA? – 14/15 febbraio 2 giornate di mobilitazione contro imperialismo e sionismo
14 e 15 FEBBRAIO 2 GIORNATE IN PIAZZA A MILANO
CONTRO GUERRA IMPERIALISTA, GENOCIDIO, COLONIALISMO E REPRESSIONE.

SABATO 14 FEBBRAIO ORE 14:30 LARGO CAIROLI
DIFENDI IL ROJAVA!
In questo momento in Rojava, nel Kurdistan della Siria nord orientale, si sta consumando l’attacco definitivo all’esperienza democratica di economia cooperativa, di consigli popolari, di parità di genere, di difesa comunitaria del popolo curdo. Undici anni fa erano i tagliagole dell’ISIS a scontrarsi contro le donne e gli uomini della Resistenza Curda e oggi invece sono le forze armate del nuovo governo di Al Jolani ex Qaedista) coordinate con le milizie islamiste filo turche a provare a chiudere i conti rimuovendo dalla storia il popolo Kurdo e l’esperienza del Rojava. Difendiamo l’esperienza Kurda del Rojava! Difendiamo la Resistenza Kurda e le eroiche combattenti volontarie delle YPJ –Yekîneyên Parastina Jin –Unità di difesa delle donne kurde!
DOMENICA 15 FEBBRAIO ORE 15 in Piazza Scala presidio indetto dall’Associazione Palestinesi in Italia
MOHAMMAD HANNOUN – RAED DAWOUD – YASER ELASALY – RIYAD ALBUSTANJI LIBERI SUBITO!!
ANAN LIBERO SUBITO! AHMAD LIBERO SUBITO! TAREK LIBERO SUBITO!
Dal 27 dicembre 2025 i nostri amici e compagni di lotta Mohammad, Raed, Yaser e Riyad sono stati rinchiusi in carceri di massima sicurezza con l’accusa di finanziamento di terrorismo. L’ultima udienza del riesame ha dichiarato inaccettabile la documentazione accusatoria dell’ agente segreto sionista perchè proveniente da un paese in guerra e quindi “probabilmente” soggetta a “torsioni” (leggi bugie) utili alla propaganda di guerra ed estorta con torture. Con una sorta di colpo al cerchio e uno alla botte ha però dichiarato come, una volta sgombrato il campo dalle imbeccate sioniste, sussistesse un quadro accusatorio ben sostenuto dalle “prove” elaborate dagli inquirenti italiani. La completa vacuità, e quindi la strumentalità tutta politica di questa persecuzione giudiziaria politica verità viene invece a galla dalle stesse motivazioni quando riportano testualmente che …”ll sostegno alle articolazioni civili del movimento si risolve inevitabilmente in un agevolamento della sua componente militare, sollevandola da oneri finanziari altrimenti gravanti sulle proprie casse”. Comprendiamo la portata di questa dichiarazione? Secondo questo assunto ogni centesimo di euro che è arrivato a Gazadall’ Abspp di Hannoun, Dawoud, Yaser e gli altri, come da ogni altra organizzazione umanitaria per sfamare chi aveva fame, per distribuire acqua potabile, per fornire assistenza il livelli minimi di assistenza medica, per portare tende, vestiti, pannolini, macchinari medici e ogni altra cosa indispensabile alla sopravvivenza del popolo palestinese ha sgravato da impegni finanziari Hamas e quindi si è trasformato in sostegno al “terrorismo”.
Ma se questo il dato su cui fa perno questa montatura giudiziaria sono migliaia anzi decine di migliaia, noi compresi, le donne e gli uomini che hanno consapevolmente finanziato il “terrorismo”. Ma tralasciando per un momento la vigliaccheria strumentale e arbitraria di questa affermazione per la quale i nostri amici e compagni di lotta sono ancora in carcere separati dalle loro famiglie, va compreso come questa stessa sia viziata dal pregiudizio antipalestinese e islamofobo che nega al popolo palestinese il diritto a eleggere ed essere amministrato da un legittimo governo, che piaccia o meno al colonialismo sionista o all’ amico imperialista, ad avere una resistenza armata che lo protegga dall’occupazione. La risibilità di questo impianto accusatorio è evidente e fa acqua da tutte le parti ma si fonda sul presupposto sionista (e fascista) che il popolo palestinese sia in quanto tale un popolo a cui non va riconosciuto il diritto fondamentale e inalienabile all’ Autodeterminazione. Ma la storia di quella terra palestinese martoriata ci dimostra che la barbarie degli assassini non ha limiti e ancora oggi muoiono donne e uomini palestinesi e soprattutto bambini per le bombe, la fame, il freddo e le malattie. Il nostro cuore si riempie di lacrime davanti alle immagini e ai filmati che arrivano da Gaza e dalla Cisgiordania ormai (nel silenzio più assordante dei media) oggetto quotidiano di depredazione e violenza. Ma anche di rabbia e di odio per questa ingiustizia, per questo genocidio che è il prodotto, anzi il progetto fondativo del progetto sionista, che ha nomi e cognomi, che ha carnefici e vittime, che ha complici e alleati con le mani sporche di sangue in maniera identica ai macellai in divisa dell’ IDF come i loro camerati dell’ ICE, le squadracce armate di Trump che ora passeggiano per Milano.
Ma di questa rabbia gli assassini e i loro complici devono avere paura perchè è una rabbia che provano le decine di milioni di donne e uomini nel mondo che sanno stare dalla parte giusta della storia.
CON LA PALESTINA NEL CUORE!!
Contro imperialismo e sionismo!
Non c’è pace senza giustizia!
LA SOLIDARIETA’ NON SI ARRESTA E NON SI FERMA!
Segnaliamo le prossime iniziative nazionali
21 FEBBRAIO presidio a Rossano per Yaser, Riyad, Ahmad
21 FEBBRAIO presidio a Melfi per Anan
21 FEBBRAIO presidio a Ferrara per Raed (in preparazione)
1 MARZO presidio a Terni per mohammad Hannoun

SICUREZZA DA REGIME
L’8,2 % delle famiglie è sotto la soglia della povertà. A questi milioni di uomini, donne, bambini e bambine vanno aggiunte il 10 % di famiglie già considerate povere. Lavori sfruttati, precari, sottopagati o a nero. Disoccupazione, mancanza di garanzie sociali e impossibilità di accesso alla sanità pubblica, ad un tetto stabile , ad una scuola che formi le coscienze e non soldatini per l’esercito di sfruttati pronti per arruolarsi. Questa è la vera insicurezza sociale.
Siamo quotidianamente investiti da ondate di allarmi securitari e siamo ben consapevoli come quello che segue sia più simile a un esercizio di analisi sociologica che il prodotto di un’analisi materialista che proviamo sempre a utilizzare nei nostri ragionamenti ma, in alcuni momenti, bisogna “pescare” anche in questa per guardare da un altro punto di partenza e arricchire l’interpretazione del presente. Siamo quindi partiti scoprendo l’ineffabile realtà che l’Italia fosse preda di oscuri ed eversivi incontri clandestini chiamati “rave” finalizzati al … ballare come attività di copertura per “l’evidente” fine di sovvertire le istituzioni. Il giorno prima e il giorno dopo (il razzismo di stato è la costante) emerge chiaramente un piano per la sostituzione etnica del popolo italico (concetto nazista basato sulla supremazia razziale) finanziato da organizzazioni ebraiche (nel ventennio la colpa era delle plutodemocrazie e delle lobby ebraiche). Poi hanno lanciato l’allarme di “un’invasione organizzata” di immigrati (naturalmente inferiori a noi perchè per lo più neri .. ) che sbarcano sul suolo italico scientemente con l’intenzione di rubare, stuprare e uccidere; ma non si dice mai che fuggono da miseria, fame e le guerre che il “nostro ” occidente aveva scatenato. Scopriamo poi che ci sono anche potenti lobby di omosessuali, lesbiche, trans e ogni sorta di “sessualità deviata”, “anormale e contro natura” che minacciano la società italiana per imporle il loro stile di vita ” corrotto” e per (sapesse contessa …) entrare anche nelle scuole per adescare bambine e bambini per le loro “perversioni”. Il giorno dopo scopriamo come all’orizzonte si stiano profilando delle nuove Brigate Rosse. D’altra parte ” lo sanno tutti” che … si comincia con lo spinello per finire nell’eroina e quindi 2 sassi sugli scudi della polizia o dei carabinieri sono il certo presupposto del salto nella lotta armata…Purtroppo non c’è nulla da scherzare perchè è in questo quadro di “allarme sicurezza” dipinto a tinte fosche che si muove “il racconto” di un regime in costruzione. Un racconto che è fondato su una trasformazione autoritaria dello stato che non si è limitato solo agli annunci ma sta trovando giorno dopo giorno una sua pericolosissima concretezza. La coperta nera che il ministro Valditara sta stendendo sulle scuole con il continuo divieto di tenere assemblee sul genocidio, il divieto di ingresso nelle scuole a persone sgradite, storici, scrittori, giuristi, è il segno inequivocabile di un’irregimentazione di massa perchè ci si disabitui al dissenso perchè “anti-italiano”. Un passo dopo l’altro la società si dovrebbe acquietare, pacificare, perdere l’abitudine al ragionamento e al dissenso, anzi perdere la capacità stessa di ragionamento e di pensiero critico (come nel ventennio fascista) per dedicarsi alle idiozie della moda o ai grandi carrozzoni mediatici come le Olimpiadi o il prossimo Sanremo, o a idolatrare la grandezza simbolica del ponte sullo stretto dimenticandosi della mancanza di investimenti nella prevenzione per evitare le tragedie come quella in corso a Niscemi, prodotte dal dissesto idrogeologico, o come l’alluvione in Calabria o in Sicilia. Tutti fatti che gridano vendetta per il disinteresse, per il menefreghismo, per l’evidente accaparramento privato di risorse pubbliche, per l’aver dirottato risorse verso “affari” che producono clientelismo e fedeltà elettorale al governo regionale e nazionale. Altro che la difesa dell’ “ordine democratico” invocata dopo la grandissima manifestazione di Torino.L’obiettivo della banda di servi del potere economico che ora sta al governo è quello di produrre il “sonno delle coscienze”, di irregimentare, militarizzare, gerarchizzare la società italiana con un occhio mirato alle classi subalterne sulle quali grava il maggior costo della crisi e delle guerre e se se cosi non fosse si passa direttamente alle competenze repressive del secondino incattivito Piantedosi. La piccola donna (è ovviamente solo un giudizio morale) arrivata a capo del governo dopo anni di giustissimo isolamento antifascista, dichiarava che la riforma più importante era quella inerente all’elezione diretta del presidente del consiglio rompendo l’equilibrio dei poteri della democrazia parlamentare borghese. La riforma più importante, spia di una piena svolta autoritaria, perchè avrebbe consegnato i “pieni poteri” alla massima carica del governo e lo scettro del comando perchè la trasformazione della pratica di governo in pratica di comando è l’evidente impianto ideologico identitario portante del governo Meloni e delle destre mondiali in questa fase di crisi e tendenza alla guerra.
Comando senza limiti e obbedienza al comando senza opposizione. Cos’è questo se non il progetto politico di un nuovo regime? E visto che viene preso a modello, cosa è Trump se non una bestia sanguinaria fascista? Democratura, reazione autoritaria o nuovo fascismo al servizio della tendenza alla guerra imperialista? Lasciamo la soluzione del quesito di quale sia la definizione più calzante ai sofismi dell’analisi di chi non si misura concretamente con la realtà. Noi invece di questa vogliamo parlare e scriviamo, di come, per esempio, la stessa Milano si sia ammantata di lustrini e paillette per splendere e luccicare e attrarre business mentre si chiudono e si militarizzano interi quartieri, dove si creano zone rosse per tenere fuori gli arrabbiati o gli “animali delle periferie” dallo show business dell’ipocrita e antipopolare “Milano da bere”.

La stessa “democrazia borghese” che blaterava di “stato di diritto” calpestandolo quotidianamente, si sta avvitando su se stessa, svuotata dall’interno dalla parte più reazionaria del potere economico che sta scommettendo politicamente sulla destra identitaria della “fiamma mussoliniana”. La storia dell’evoluzione e del successivo degrado del modo di produzione capitalistico e dei rapporti sociali da esso definiti è caratterizzata dal cozzare di grandi faglie che dobbiamo leggere come contraddizioni strutturali. Ma questi apici eccezionali ed eclatanti di una linea sinusoidale tendente sempre di più verso il basso, si riproducono nella storia con facce e modalità diverse come guerre, fascismo, nazismo, genocidi, ed è spesso accaduto che il consolidamento di queste trasformazioni epocali fosse a un livello ben più avanzato della percezione comune. Crediamo che questo sia uno di quei momenti e chi ne ha la consapevolezza abbia la responsabilità di opporsi con maggior forza.
Riempiamo le piazze e i luoghi di confronto, costruiamo un’opposizione di classe alle trasformazioni epocali che il capitalismo sta imponendo per la sua sopravvivenza. Superiamo la genericità della denuncia, mettiamo la nostra coscienza e la nostra determinazione al servizio di un progetto collettivo, diamo organizzazione e progetto politico alla rabbia, ricomponiamo i mille rivoli del conflitto a partire dalla centralità del lavoro e del salario, generalizzandolo ale altre contraddizioni materiali come la questione abitativa, la progressiva demolizione della sanità pubblica, alla scuola, alla difesa dell’ ambiente per un’opposizione di classe che esca dalla marginalità e dalla estemporaneità sapendo indicare un progetto di società diverso e antagonista all’attuale di guerra e sfruttamento.
Contro imperialismo e guerra, sfruttamento e precarietà per una società di liber@ e ugual@



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