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CONTRO LA REPRESSIONE NON SI TACE!

Quel giorno c’eravamo tutt3.

Come un orologio. Come una minaccia a orologeria arriva puntuale la repressione preventiva in occasione di manifestazioni e scioperi per la Palestina. 

L’attacco repressivo di questa mattina (13 maggio) nei confronti di 22 solidali schierati contro il genocidio e con il popolo palestinese e imputati di aver partecipato ai cortei e agli scioperi di settembre a Milano, è molto grave perchè mira a colpire la critica alla guerra e al genocidio di cui si è reso complice il governo Meloni.

E’ un atto che punta a colpire, criminalizzare e reprimere chi lotta per la solidarietà internazionalista.

Colpisce il diritto a manifestare e a criticare un governo complice e antipopolare.

Perchè il governo Meloni, in continuità con i precedenti governi di centro destra e di centro sinistra, si allinea con le politiche imperialiste e guerrafondaie statunitensi inginocchiandosi supinamente davanti Israele e Usa nell’ aggressione all’ Iran e nel massacro e nella pulizia etnica in Libano. Aggressioni criminali che, oltretutto, stanno avendo pesantissime ripercussioni dal punto di vista economico che ricadono sulle spalle delle classi popolari in una condizione già di crisi in una fase di stagflazione.

Un governo nazionalista del “Dio-Patria-Famiglia” che reprime chi lotta per il lavoro, che attacca il diritto di sciopero, che nega il diritto a una sanità universalistica che crea e semina costantemente un terreno di odio razziale, di islamofobia e tutto quello che la sua subcultura tuttora fascista xenofoba e omolesbobitransfobica considera “divers3”

Ma rispediamo la paura al mittente. La denuncia del genocidio ad opera del suprematismo sionista  non si arresta. Le lotte non si fermano.

Nei prossimi giorni e settimane le iniziative sì moltiplicheranno e coinvolgeranno sempre di più i solidali, i lavoratori, le comunità immigrate e gli studenti unendo le istanze di lotta contro guerra e genocidio con le lotte sociali.

Per il diritto alla casa, al lavoro, alla sanità, alle lotte sociali tutte. Lotte che valgono in Italia, In Europa, In Palestina… in tutto il mondo

In un contesto che deve più che mai unire tutto e tutte/i… 

La resistenza e’ un diritto. 

Ora e sempre resistenza

Solidarietà con chi subisce attacchi repressivi.

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