Caricamento in corso
×

Venerdì 19 e lunedì 22 settembre tutte e tutti in piazza per la Palestina contro la Soluzione finale per il popolo palestinese

Leggi, diffondi e partecipa!

Prossime scadenze di mobilitazione:

SCIOPERO GENERALE  del sindacalismo di base e conflittuale

– FERMIAMO IL GENOCIDIO E LA PULIZIA ETNICA IN PALESTINA

– L’ENTITA’ COLONIALE SIONISTA

– ISRAELE E’ IL TERZO REICH DEL TERZO MILLENNIO

– CONTRO LA CORSA AL RIARMO E ALLA GUERRA IMPERIALISTA. BASTA SPESE MILITARI!

– CONTRO IL GOVERNO MELONI COMPLICE DEL GENOCIDIO

– CONTRO IL GOVERNO MELONI CHE ATTACCA I SALARI E TAGLIA LE SPESE SOCIALI

– CONTRO FASCISMO AUTORITARISMO E SECURITARISMO

– SOSTENIAMO LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA

– ANAN LIBERO!!

– La situazione a Gaza City è la rappresentazione dell’orrore in terra. L’ ombra nera di morte del sionismo si sta allungando su Gaza City per costringere alla fuga la popolazione verso il sud della striscia di Gaza. La demolizione di edifici e la macellazione di corpi palestinesi continua e da martedì è iniziata l‘operazione finale di pulizia etnica con l’ingresso di centinaia di carri armati scandita dal martellante suono di bombardamenti che si susseguono ininterrottamente. Le cifre ufficiali indicano che ben oltre il 10% del popolo palestinese è morto o ferito e mutilato o ancora sotto gli edifici rasi al suolo e trattati con le ruspe. Mentre il rimanente di donne, uomini, bambine e bambini viene spinto e compresso nel 15% del territorio al sud della striscia di Gaza. 

Ogni pietra palestinese rimossa, ogni ulivo strappato, ogni goccia di sangue palestinese versato, si stanno trasformando in tutto il mondo in un macigno di odio scagliato contro il sionismo e la complicità occidentale.

L’abisso di ingiustizia e di violenza storica subita dal popolo palestinese dal 1948, l’impunità sionista e e la complicità occidentale

– L’Europa si arma, la guerra si avvicina, resistere come in Palestina

Il GENOCIDIO e la PULIZIA ETNICA del popolo palestinese per mano dell’autoproclamato stato ebraico, sono parte sostanziale dello scontro tra imperialismo occidentale e quello che in molti ormai definiscono il sud globale. Già lo stesso concetto di OCCIDENTE, per ammissione delle stesse “vecchie democrazie europee”, ha perso definitivamente la sua auto-incensatoria (invece ipocrita e scritta con il sangue dei popoli colonizzati) e presunta caratteristica fondante dal punto di vista valoriale…la democrazia, il rispetto del diritto, l’umanità e la solidarietà che arrivavano dall’illuminismo, la luce della ragione che illuminava il buio delle coscienze, quando la borghesia capitalista a poco a poco irrompeva e soppiantava violentemente, come nuova classe emergente, la vecchia aristocrazia feudale. Ma quel nuovo modo di produzione iniziato con la rivoluzione industriale e la nascita delle fabbriche ha ormai terminato la sua fase progressiva e in nessun quadrante mondiale riesce più a sviluppare forza lavoro piombando nel ciclo guerra-ricostruzione che ha caratterizzato il ‘900 con 2 guerre mondiali conclamate e la progressiva devastazione e impoverimento del pianeta e provocando almeno 100 milioni di morti e centinaia di milioni di feriti. La fotografia dell’ oggi ci dice che sono tanti, troppi i segnali di una corsa verso uno scontro globale armato tra blocchi imperialisti, ma nessuno può oggi prevedere quale sarà la miccia che potrà innescare il conflitto. Dall’Ucraina, alla Bielorussia al Venezuela, a Taiwan, al Medio Oriente al Centro Africa dove sono in corso conflitti descritti in modo liquidatorio come “tribali” per il possesso dei giacimenti di terre rare. Ogni anche piccola scintilla, espediente voluto o possibile incidente potrà spostare sul piano armato un conflitto già in corso sul piano economico e finanziario. E ancora una volta saranno le classi subalterne a pagare le scelte del comando imperialista. Quello che risulta in ogni caso evidente è che l’imperialismo statunitense stia combattendo con ogni mezzo necessario l’emersione di un nuovo possibile aggregato neo imperialista che sta lavorando per un processo di distacco dal dollaro come moneta ufficiale per gli scambi commerciali e l’acquisto di risorse. – Il supporto dato al progetto sionista dallo stesso occidente capitalista in cui nasce il nazismo e in cui era trasversale e fortissimo il pregiudizio razzista antiebraico, è funzionale alla nascita ufficiale nel 1948 “della dimora nazionale per il  popolo ebraico” (dichiarazione di Balfour già del 1917) per la sua assunzione del ruolo dipresidio occidentale del flusso di scambi commerciali verso oriente. In questo quadro di crisi strutturale e di tendenza alla guerra l’imperialismo occidentale mostra i muscoli al mondo per rinforzare il proprio consenso in quell’area e quindi arma, rafforza, protegge e toglie la museruola al suo piccolo rabbioso e feroce alleato sionista dandogli carta bianca per ogni orrore.– Nel quadro dell’accelerazione di questa crisi e del conseguente scontro tra blocchi imperialistici, la Palestina ha assunto il ruolo di un’importante pedina sulla quale si sono accentrati interessi e strategie di controllo geopolitico/militare del Medio Oriente tali giustificare l’impunità totale garantità al piccolo stato canaglia nel compiere ogni nefandezza fino al genocidio e nell’attaccare e bombardare, senza paura di possibili ritorsioni, tutti i paesi sovrani che hanno posto ostacoli alla prospettiva della Grande Israele.

Manifesto del 
1931 
della banda armata sionista terrorista Irgun 

diventata poi fondamenta dell’ IDF.. Mappa del progetto della Grande israele
con la Palestina del mandato britannico e dell’attuale Giordania

– L’ entità coloniale sionista Israele, ancora prima della sua nascita ufficiale nel 1948,non ha mai smesso di rubare terra e acqua, depredare risorse, praticare una pulizia etnica con il terrorismo fino ad arrivare alla pratica del genocidio. In questi ultimi anni la trasformazione della religione ebraica in nazione fondamentalista ha creato i presupposti per la rinascita di un nuovo Terzo Reich del terzo millennio e l’applicazione sistematica delle modalità di sopraffazione nazista sono verificabili quotidianamente. La scorsa settimana a Tulkarem, nei territori della Cisgiordania occupati (illegalmente per le risoluzioni dell’ Onu), alcuni combattenti partigiani palestinesi hanno attaccato con un ordigno esplosivo un mezzo corazzato dell’Idf; una semplice e legittima azione partigiana. La risposta del piccolo stato canaglia è stata quella di effettuare un rastrellamento nazista per la cittadina palestinese arrestando e deportando più di 1000 civili arrestati brutalmente per le strade, nei loro negozi e strappati con violenza alle loro famiglie con irruzioni negli appartamenti. Ogni giorno vengono abbattuti edifici palestinesi con un preavviso di pochi minuti prima delle esplosioni che devastano le strutture e ogni tenda abitata da profughi nel giro di centinaia di metri. I corpi dei martiri spariscono sotto le macerie e se ne perde il conto, si polverizzano azzerando famiglie affetti e sogni. E i macellai in divisa del IDF avanzano metro dopo metro.
IL GOVERNO MELONI E’ COMPLICE DEL GENOCIDIO!- La realtà dell’orrore quotidiano palestinese supera persino ogni immaginazione. Quello che non viene mai raccontato è che buona parte dell’esplosivo utilizzato per la demolizione sistematica di ogni edificio viene acquistato da fabbriche italiane in base ad accordi con il governo Meloni che è quindi complice e carnefice del popolo palestinese. Il governo italiano ha, tra l’altro, infatti permesso che nel solo 2024, venissero vendute allo stato canaglia Israele 140 tonnelllate di nitrato di ammonio che è essenzialmente un esplosivo ma viene venduto anche come fertilizzante. (inchiesta di Elisa Brunelli di Altra Economia). Ancora una volta si tratta di un dual-use che viene utilizzato per aggirare la legge 185 che impedisce la vendita di armi a paesi in guerra. Il governo Meloni possiede il 30% dell’azienda Leonardo che fabbrica sistemi d’armamento poi venduti agli assassini sionisti. Il governo Meloni è il terzo esportatore di armi al piccolo stato canaglia sionista. Il governo Meloni-Salvini-Tajani porta in Italia e cura negli ospedali italiani un centinaio di bambine e bambine palestinesi per lavarsi le mani del sangue dei più di 20.000 che fino ad ora sono stati smembrati o polverizzati dalle bombe, uccisi per consunzione dalla fame dalle malattie o assassinati dai cecchini durante la distribuzione di cibo da quell’associazione criminale Usa-israele della Gaza Humanitarian foundation. Il governo Meloni-Salvini-Tajani annuncia la sua benevolenza curando qualche bambino ferito ma è politicamente fratello e gemellato a quello sionista di Netanyahu-Smootrich-Ben Gvir-Katz e Mattarella accoglie con tutti gli onori il presidente terrorista Herzog che firma le bombe per il macello di vite umane in corso da 2 anni in Palestina

Invitiamo tutte e tutti a scendere in piazza questo 22 settembre perché lo sciopero generale è la traduzione in concreta lotta politica della solidarietà che tutte e tutti sentiamo. Attraverseremo tutte e tutti insieme le strade e le piazze di Milano per un’opposizione al governo Meloni e per fermare il genocidio palestinese.

IMPORTANTE: LA SOLIDARIETA’ AL POPOLO PALESTINESE NON E’  PIETISMO!

– Ci siamo affezionati a questa immagine ma la facciamo corta perché ne abbiamo già tanto parlato e scritto. Crediamo stia profondamente sbagliando chi ancora dopo 2 anni affronta e racconta il GENOCIDIO e la PULIZIA ETNICA palestinese, per mano dell’auto proclamato stato ebraico, solo come una semplice questione umanitaria. Riconosciamo certamente la buona fede nelle moltissime e moltissimi, le migliaia di donne e uomini con i/le quali abbiamo camminato per le vie di Milano lo scorso venerdì 12 settembre ma questa buona fede e l’empatia per il popolo palestinese sono cosa ben diversa dal tentativo di cavalcare e pacificare la solidarietà spostandola sul piano del pietismo umanitario e provando a svuotarla della sua intrinseca carica antisionista e antimperialista.

Il nostro sostegno al popolo palestinese ha certamente una fortissima componente di umanità e di empatia ma prima di tutto è un supporto alla legittima rivendicazione politica di un libero processo di Autodeterminazione. E Autodeterminazione vuol dire il riconoscimento della grande forza espressa dal popolo palestinese e dalla sua Resistenza come strumento di sopravvivenza contro la scientifica cancellazione in atto dell’identità palestinese da parte del sionismo. E Netanyahu è solo una faccia della medaglia del sionismo perché il sionismo è un progetto politico fondato sul colonialismo di insediamento e sull’occupazione militare di terra palestinese e la denuncia del sionismo è la discriminante politica senza la quale non c’è solidarietà coerente e rispetto per il popolo palestinese. Lo stesso riferimento al testo delle Nazioni Unite che indicala strada del riconoscimento di un possibile “stato palestinese”, votato dal centro sinistra italiano, chiede a consegna delle armi l’abdicazione della Resistenza dal suo ruolo di direzione politica del popolo palestinese nella prospettiva della sua Liberazione dall’ oppressione cloniale sionista.

LA RESISTENZA E’ SOTTO PROCESSO ANCHE IN ITALIA – ANAN LIBERO !!

Ricordiamo a tutte e tutti che il 19 settembre si terrà un ‘udienza solo per il rinvio del processo al tribunale dell’Aquila ai compagni Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh che si terrà in una data che lo stesso tribunale comunicherà. Anan, in particolare, porta ancora i segni della repressione sionista, con le cicatrici di 11 proiettili e 40 schegge porta ancora i segni delle torture subite nelle carceri sioniste che hanno provocato molte fratture. Anan è in Italia dal 2017 con un permesso di soggiorno e la protezione speciale perché il diritto internazionale riconosce la legittimità della Resistenza palestinese ma dal 2024, su pressione dell’entità coloniale sionista chiamata Israele, è in stato di reclusione con l’accusa di terrorismo per la sua appartenenza sempre rivendicata alla lotta di liberazione e alla Resistenza palestinese a Tulkarem in Cisgiordania.

Gli viene contestata la sua partecipazione ad azioni armate per difendere il popolo palestinese dall’aggressione dell’esercito sionista decontestuandole e criminalizzandole con l’accusa di terrorismo. La Resistenza non è terrorismo. Anan libero subito. mettiamo sul banco degli imputati i governi sionisti e i loro macellai in divisa.

  • PER UN CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO
  • PER IL RITIRO DELLE TRUPPE D’OCCUPAZIONE DA TUTTA LA PALESTINA 
  • PER IL RITIRO DEI COLONI NAZISIONISTI DALLA CISGIORDANIA
  • PER L’INGRESSO IMMEDIATO DEGLI AIUTI UMANITARI A SOSTEGNO DELLA POPOLAZIONE DI GAZA E DELLA CISGIORDANIA.
  • PER IL DIRITTO ALL’ESISTENZA – ALLA RESISTENZA – AL RITORNO DEI PROFUGHI DEL 1948 E DEL 1967
  • PER LA LIBERAZIONE DI TUTTE E TUTTI I PALESTINESI INCARCERATI NEL LAGER NAZISIONISTI
  • PER UN LIBERO PROCESSO DI AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE.
  • PER UNA PALESTINA TERRA DI PACE E DI CONVIVENZA CON GERUSALEMME COME CAPITALE

 Con la Palestina nel cuore!

Ricordiamo che è ripartita la quarta raccolta di fondi per Gaza. Chi volesse contribuire vada subito sul sito ricostruiamoasilovik.it  dove potrà trovare informazioni sui destinatari e sulle modalità del versamento.

Commento all'articolo